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Zungoli, dove la ceramica diventa arte

Zungoli, piccolo borgo in provincia di Avellino dove in un piccolo laboratorio artigiano vengono realizzate delle particolari ceramiche artistiche. Impakter Italia vi racconta l’artista e la sua produzione.

Il borgo di Zungoli

Zungoli è un piccolo borgo collinare dell’avellinese, situato a poco più di 2 chilometri dal confine con la Puglia. Bandiera arancione del Touring Club, è una destinazione perfetta per chi ama il turismo lento e sostenibile. Vanta numerose eccellenze tra i suoi prodotti locali: produzione casearia, olio e lavorazione del ferro. Ma non solo. La ceramica artistica è un altro frutto prelibato di questo borgo di origine romana. E Patrizia Raduazzo è l’artista al centro di questa storia di talento, passione e spirito di iniziativa che vogliamo raccontarvi.

La bottega di Patrizia

“Ho sempre avuto ’il pallino del disegno, fin da quando ero bambina E il disegno mi ha poi accompagnato per tutta la vita”. Patrizia Raduazzo, titolare di una bottega artigiana del di Zungoli, racconta con entusiasmo la sua attività di artista della ceramica. Patrizia è titolare di un laboratorio aperto nel 2004. Una sfida dura, ma vinta grazie alla sua creatività e alla tenacia. Un felice mix che ha avuto la meglio sulle condizioni non esattamente agevoli per un’attività.

Il borgo infatti è immerso nella campagna. Suggestivo per il turista, ma per un’attività significa isolamento, collegamenti stradali come minimo difficili. Anche dal punto di vista della comunicazione le cose non sono state semplici. Diciamo che il passaggio da 4G al 5G è solo l’ultimo di un lungo elenco di disagi telematici. “Questo paese è difficile, isolato, non c’è granché da fare” conferma Patrizia, aggiungendo però che “qui ho trovato l’amore e qui ho deciso di lavorare per dare forma concreta alla mia passione per l’arte”. Una passione che inizia quando Patrizia è appena un adolescente.

“Alle superiori ho frequentato l’istituto d’arte grafica e poi, a Roma, l’accademia di Belle arti. L’arte era sempre con me, anche se ai tempi non c’entrava con quello che poi avrei fatto nella vita. Alle superiori infatti l’indirizzo era fotografico e pubblicitario, mentre all’Accademia scelsi scenografia, assecondando la mia passione per il teatro”.

Nel nome di Artemisia

Tanto il laboratorio quanto le pagine social dell’attività di Patrizia portano il nome di Artemisia. Per un motivo ben preciso. Si tratta infatti di un riferimento storico e artistico di peso: Artemisia Gentileschi, celeberrima pittrice di scuola caravaggesca, vissuta a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Com’è noto, Artemisia Gentileschi non fu solo una grandissima artista, ma anche una delle figure femminile più importanti di sempre. Ed è proprio questo connubio tra grande talento e forte personalità ad aver fatto innamorare Patrizia. “Mi reputo una femminista e Artemisia è stata anche una grande femminista. Vittima di violenza, per la quale ha affrontato un penoso processo, ma anche capace di affermarsi in un mondo completamente maschile”

Foto in copertina di Giogrande

Le altre su gentile concessione di Patrizia Raduazzo.

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