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Yemen, la guerra non finisce mai: altri civili sotto le bombe

L’emergenza umanitaria nello Yemen non finisce. Anzi si aggrava. Negli ultimi giorni, i bombardamenti sono aumentati con altre stragi di civili e l’aggravamento della situazione per centinaia di migliaia di persone. Lo scontro tra le forze guidate dall’Arabia Saudita e dalle milizie sciite di Ansar Allah, gli Houthi, sostenute dall’Iran, va tuttora avanti. L’intensità del conflitto è aumentato dopo che proprio gli Houthi hanno lanciato un’offensiva nei confronti degli Emirati arabi uniti, alleati dei sauditi. L’aviazione di Ryad ha attaccato varie città del Paese, attualmente sotto il controllo dei nemici, provocando decine di vittime. Le operazioni militari hanno colpito anche la capitale Sanaa.

Gli appelli al rispetto dei diritti umani

“Siamo profondamente preoccupati per la continua escalation del conflitto in Yemen”, ha affermato la portavoce dell’Ohchr, l’ufficio per i diritti delle Nazioni Unite, Ravina Shamdasani. “I dati raccolti dal nostro ufficio – riferisce l’Onu – indicano che, finora, a gennaio, ci sono stati 839 attacchi aerei da parte della coalizione a guida saudita, rispetto ai 1.074 di tutto dicembre”. In due mesi sono quasi 2mila azioni condotte dall’esercito. Da qui l’appello lanciato: “Le parti in conflitto devono adottare tutte le misure possibili per verificare che gli obiettivi siano effettivamente obiettivi militari”. In caso contrario, sottolinea Ravina Shamdasani, bisogna “sospendere l’attacco”, perché “il mancato rispetto dei principi di distinzione e proporzionalità potrebbe costituire crimini di guerra”.

“Lo Yemen già prima di questa guerra era uno dei paesi più poveri del mondo e adesso 15,4 milioni di persone dipendono dagli aiuti internazionali per avere accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari”, osserva Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia. Per questo motivo viene richiesta una mano da parte della comunità interazione “a negoziare un immediato cessate il fuoco? A imporre alle parti in conflitto il rispetto del diritto internazionale umanitario?”.

L’inizio della guerra in Yemen

La tragedia umanitaria, del resto, non è inizia oggi: la guerra è iniziata nel 2015, quando è stato rovesciato il governo di Abd Rabbih Manṣūr Hādī, sostenuto dalle forze saudite. Lo Yemen era stato uno dei protagonisti delle stagione della primavera araba, grazie alla fine del regime di Saleh, che ha governato dal 1990 fino al 2012, in maniera ininterrotta. La sua caduta ha però avviato una lunga fase di turbolenza politica, tra spinte secessioniste, soprattutto nel Sud del Paese, e la presenza di organizzazioni terroristiche, su tutte Al Qaeda, che in Yemen ha sempre avuto dei suoi punti di forza, con Nasir Al- Wuhayshi indicato come uno dei leader più carismatici. Anche se la sua morte, nel 2015, ha cambiato il quadro, indebolendo notevolmente l’organizzazione jihadista. Ma sullo sfondo è sempre rimasto il duello tra Ryad e Teheran per conquistare il controllo di un Paese molto povero, ma che ha una sua rilevanza strategica per la collocazione geografica. 

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