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Yemen: catastrofe umanitaria

Lo Yemen è un paese che sta vivendo una delle peggiori crisi umanitarie al mondo. Dopo quasi 6 anni di guerra civile, l’idea di pace e sviluppo sostenibile sembra ancora molto lontana.

L’emergenza umanitaria

Sono soprattutto i bambini a pagare il prezzo di questa enorme catastrofe umanitaria: secondo una recente indagine della FAO, circa 2,3 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione nel 2021, e di questi circa 400mila soffriranno di malnutrizione acuta e rischieranno la morte. La FAO segnala anche una forte prevalenza di malattie infettive: circa 2 bambini su 5 nel nord del paese soffrono di diarrea cronica (1 su 4 al sud) e circa il 60% dei bambini nel nord e il 25% dei bambini del sud soffrono di malaria e febbre. Mancanza di cibo di quantità e qualità sufficiente, di acqua potabile, di servizi igienici e di accesso a cure mediche sono i motivi per cui la proiezione di bambini che in Yemen soffriranno di malnutrizione per quest’anno è così rilevante. Anche in questo caso alcune delle cause sono da rilevare nella pandemia: i lockdown nei paesi vicini hanno causato una riduzione delle rimesse, oltre che difficoltà di accesso ai mercati vicini e perdita di posti di lavoro o pagamento dei salari ritardato, che non ha fatto che aumentare l’instabilità alimentare delle famiglie. Il protrarsi del conflitto oltre alla crisi economica e le emergenze mediche che abbiamo visto rischiano davvero di far collassare la popolazione già stremata dai tanti anni di guerra e sofferenze.

 

All’inizio dell’anno, con un provvedimento dell’ultimo minuto, il presidente USA uscente Trump aveva allargato la lista dei gruppi terroristici del paese, vietando di fatto ad alcune associazioni umanitarie contatti con diversi gruppi locali. Ciò, come segnalato da Save the Children, poteva far diminuire ancora di più l’accesso nel paese di importanti risorse. L’amministrazione Biden ha però deciso di invertire la rotta, dal momento che ha formalmente eliminato il gruppo dei ribelli Houthi dalla lista dei gruppi terroristici, annullando di fatto il provvedimento di Trump, e facendo seguito a una nuova linea di allontanamento degli USA dal conflitto yemenita. Gli Houthi

 

Su una popolazione che prima dell’inizio della guerra, nel marzo 2015, era di circa 30 milioni di abitanti, oggi lo Yemen ospita circa 24 milioni di persone, secondo i dati di Save the Children, che necessitano di assistenza umanitaria. Di esse fanno parte almeno 8 milioni di bambini, che non hanno accesso alle cure mediche di base e rischiano la vita non solo per la guerra ma anche per le condizioni igienico-sanitarie del paese. Oltre 4,3 milioni di persone sono state costrette a lasciare la loro casa dall’inizio della guerra, e sono quindi sfollate nel paese in condizioni disastrose: dal 2015 a oggi la carenza di cibo, acqua potabile, servizi igienici e assistenza sanitaria hanno messo in ginocchio la popolazione. Epidemie di colera e difterite non hanno tardato a diffondersi negli anni, ma la situazione è peggiorata ulteriormente con l’avvento della pandemia di Covid-19. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato nel gennaio di quest’anno oltre 2000 casi accertati di Covid-19, con un tasso di mortalità del 29%. Probabilmente però, a causa delle difficoltà che incontrano i medici e le organizzazioni umanitarie internazionali nel territorio, i numeri sono sottostimati. The Lancet segnala che in Yemen cadono bombe 12 volte al giorno: oltre al nemico visibile costituito dalla guerra, la popolazione deve combattere anche con quello invisibile costituito dal virus.

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Sono soprattutto i bambini a pagare il prezzo di questa enorme catastrofe umanitaria: secondo una recente indagine della FAO, circa 2,3 milioni di bambini soffriranno di malnutrizione nel 2021, e di questi circa 400mila soffriranno di malnutrizione acuta e rischieranno la morte. La FAO segnala anche una forte prevalenza di malattie infettive: circa 2 bambini su 5 nel nord del paese soffrono di diarrea cronica (1 su 4 al sud) e circa il 60% dei bambini nel nord e il 25% dei bambini del sud soffrono di malaria e febbre. Mancanza di cibo di quantità e qualità sufficiente, di acqua potabile, di servizi igienici e di accesso a cure mediche sono i motivi per cui la proiezione di bambini che in Yemen soffriranno di malnutrizione per quest’anno è così rilevante. Anche in questo caso alcune delle cause sono da rilevare nella pandemia: i lockdown nei paesi vicini hanno causato una riduzione delle rimesse, oltre che difficoltà di accesso ai mercati vicini e perdita di posti di lavoro o pagamento dei salari ritardato, che non ha fatto che aumentare l’instabilità alimentare delle famiglie. Il protrarsi del conflitto oltre alla crisi economica e le emergenze mediche che abbiamo visto rischiano davvero di far collassare la popolazione già stremata dai tanti anni di guerra e sofferenze.

USA e Yemen

 All’inizio dell’anno, con un provvedimento dell’ultimo minuto, il presidente USA uscente Trump aveva allargato la lista dei gruppi terroristici del paese, vietando di fatto ad alcune associazioni umanitarie contatti con diversi gruppi locali. Ciò, come segnalato da Save the Children, poteva far diminuire ancora di più l’accesso nel paese di importanti risorse. L’amministrazione Biden ha però deciso di invertire la rotta, dal momento che ha formalmente eliminato il gruppo dei ribelli Houthi dalla lista dei gruppi terroristici, annullando di fatto il provvedimento di Trump, e facendo seguito a una nuova linea di allontanamento degli USA dal conflitto yemenita. Gli Houthi

 

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