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Vox: il sovranismo spagnolo che insidia l’Europa

Vox, partito spagnolo populista, anti immigrazione e anti-separatista, è la prima formazione politica di estrema destra a entrare in un parlamento locale dalla fine della dittatura di Francisco Franco. Fondato nel 2013, il successo elettorale arriva con l’exploit in Andalusia.

Da dove viene Vox

Vox viene fondato da Santiago Abascal (in foto) nel dicembre 2013. Il partito nasce da una scissione di alcuni membri del Partito Popolare, radicalmente a ogni ipotesi di separatismo o di autonomia. contrari. Conseguentemente le bestie nere di Vox sono da subito i separatisti baschi e catalani. Autodefinitosi partito di estrema destra di ispirazione cristiano-democratica, il suo progetto è quello di smantellare il sistema spagnolo delle autonomie regionali e di tornare al centralismo. A questo approccio in politica interna Vox associa un certa dose di antieuropeismo e uno spiccato anti islamismo. Ma si distingue anche per posizioni anti-abortiste e i toni spesso improntati all’omofobia.

La crescita nei consensi

L’esordio elettorale è alle europee del 2014, cinque mesi la sua fondazione. Raccoglie 246.833 voti, pari 1,57%, mancando il treno per Strasburgo. Anche le successive elezioni comunali del 2015 per Vox sono una debacle. Ma prima l’attacco terroristico a Barcellona, poi le rivendicazioni di indipendenza della Catalogna, determinano un’impennata di consensi per Vox, paladino dell’antislamismo e dell’opposizione al separatismo. Da quel momento la crescita ha preso velocità. Fino alle elezioni in Andalusia, dove i sondaggi gli attribuivano poco più che un seggio e dove invece ha ottenuto un sonoro 10,96% e ben 12 deputati. Un risultato a due cifre che per Vox rappresenta un autentico trionfo. L’ormai ex emergente formazione di estrema destra è ora una realtà da cui le opposizioni nazionali e europee stanno iniziando, con il consueto ritardo, a dover fare i conti.

Vox e il franchismo

Alle elezioni di aprile, Vox ha candidato due generali a riposo, Augustin Rosety Fernandez de Castro e Alberto Asarta, nelle province di Castellon e Cadiz. Entrambi sono ammiratori di Francisco Franco e nostalgici del regime. Nello scorso luglio è stato diffuso un documento in cui si sostiene che oggi la memoria di Franco viene “oltraggiata a livelli insopportabili”. Entrambi i generali candidati da Vox sono tra i firmatari.

Verso le europee

A conti fatti il successo di Vox appare come un rifiuto del presente, dove la nostalgia del passato gioca il ruolo di appiglio e di rifugio. Prova ne è la diffusa riluttanza ad ammettere il proprio sostegno a un partito la cui politica tocca in modo molto disinvolto nervi sensibili degli Spagnoli. Tuttavia, queste caotiche manifestazioni di rigetto,col tempo, rischiano di cristallizzarsi, diventando un base elettorale sulla quale un avvoltoio può diventare aquila. Come Europei abbiamo già dato. Occhio!

Mauro Pasquini

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