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Voto europeo. Tutto su numeri e schieramenti.

Voto europeo. 374 milioni sono gli Europei chiamati alle urne domenica 26 maggio. 51 milioni gli Italiani. In palio i 751 seggi al Parlamento europeo di Strasburgo. 73 i seggi destinati all’Italia. La soglia si sbarramento è fissata al 4%. Le operazioni di voto sono iniziate giovedì 23 maggio in Olanda e Gran Bretagna e finiranno con la chiusura dei seggi in Italia alle 23 di domenica prossima. A quel punto inizierà lo spoglio, accompagnato dal solito balletto degli exit polls, delle proiezioni e per ultimo dei dati reali. Ma chi ha vinto e chi ha perso in queste storiche elezioni continentali non sarà noto prima di notte fonda.

Il vero scontro è tra europeisti e sovranisti

Per la prima volta le elezioni europee assumono centralità nel dibattito politico interno ai singoli Stati membri dell’Unione Europea. Questo è dovuto al fatto che lo scontro, anche questo per la prima volta, non sarà tra destra e sinistra, tra popolari e socialisti, ma tra europeisti e sovranisti. Le fazioni contrapposte in questo voto europeo sono quindi trasversali alle diverse famiglie politiche che fino a oggi si sono contese il consenso degli Europei. Le formazioni tradizionalmente europeiste dei popolari e dei socialisti sono anche questa volta i due principali contendenti. Ma con molte novità dentro e intorno. Le novità interne sono la presenza in entrambi gli schieramenti di componenti subdolamente euroscettiche, che strizzano l’occhio alle relative ali estreme, concedendo molto alle ragioni del populismo che spazia da destra sinistra. La novità esterna è la forte presenza dei movimenti palesemente anti Europa. Forti e numerosi a destra, rappresentano un pulviscolo comunque in crescita anche a sinistra. Ma vediamo in concreto chi sono e quanto “pesano” le principali squadre in campo.

Gruppo del partito popolare europeo

Rappresenta il centro destra europeo. In Italia è rappresentato da Forza Italia. Politicamente sono degli europeisti. Attualmente ha la maggioranza. Nel 2014 ottenne il 29,4%, guadagnando 221 seggi. Manfred Weber è il loro candidato alla Presidenza della Commissione Europea, il governo della UE. I sondaggi li danno in forte calo. Tuttavia restano favoriti, ma sicuramente non avranno i voti necessari per formare autonomamente una maggioranza. Questo li obbliga a pensare ad alleanze per il dopo voto. Il dibattito interno volge su quale partner scegliere. I liberali (posto che questi siano d’accordo), oppure l’estrema destra del variegato fronte sovranista? Un dilemma continentale che in Italia ricalca perfettamente quello di Forza Italia: svendersi a Salvini e morire fra le sue braccia, o provare a creare qualcosa di nuovo al centro?

Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici

Si tratta del centro sinistra europeo. Il PD è il referente italiano. Sono all’opposizione in quanto nel 2014 ottennero il 25,4% con il quale si aggiudicarono 191 seggi. Come candidato alla Presidenza della Commissione hanno proposto Frans Timmersman. Le previsioni li collocano di nuovo all’opposizione. Ma potrebbero esserci uno spiraglio di possibilità di vittoria in caso di un’alleanza con i liberali dell’ALDE e di Macron. Operazione resa difficile dalle numerose “trazioni a sinistra” del gruppo. Si tratta di fazioni che considerano i liberali alla stregua della più conservatrice delle destre liberiste. Come sempre, la destra gode e ringrazia.

Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa

Questo gruppo è formato dai liberali dell’ALDE alleati con Macron, la formazione spagnola Ciucianados. Attualmente hanno 68 seggi. Per l’Italia è in campo +Europa. I sondaggi li danno per terzi. Si tratta del gruppo più europeista. Potrebbero rappresentare l’ago della bilancia. Condizione che di certo sfrutteranno per fermare l’avanzata dei sovranisti.

Euroscettici e sovranisti

Gli antieuropeisti sono distribuiti in tre gruppi: i Conservatori e Riformisti Europei, l’Europa delle Nazioni e della Libertà e l’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta. Hanno rispettivamente 71, 36 e 45 seggi. Sovranismo, nazionalismo e isolazionismo sono le loro parole d’ordine. Unitamente alla guerra alle Istituzioni europee e alla cooperazione internazionale. Completano il quadro una cultura dello scetticismo verso la scienza, della paura degli immigrati, l’ultra conservatorismo in ambito di costume e diritti umani e una malcelata sudditanza verso Putin e Trump. I Conservatori e Riformisti Europei propongono Jan Zahradil alla Presidenza della Commissione Europea. Harald Vilimsky è invece il candidato dell’Europa delle Nazioni e della Libertà.

Verdi e sinistra

Nel campo della sinistra vi è il gruppo Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica. Attualmente dispone di 51 seggi. La formazione più importante è l’Altra Europa con Tsipras. Spesso in aspro contrasto con il gruppo di centrosinistra, associano al laicismo e alla nostalgia del comunismo generose concessione al populismo euroscettico.

L’ambientalismo e l’ecologia sono invece rappresentati dal gruppo Verdi Europei Alleanza libera europea (52 seggi). Il loro candidato alla Presidenza della Commissione è Ska Keller. Questo gruppo rappresenta una chance per il fronte europeista. Infatti, per questo voto europeo potrebbe concretizzarsi un accordo con l’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici.

Mauro Pasquini

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