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partigiani a Trieste 1943

Voci dal confine

Voci dal confine. Ci sono periodi della nostra storia patria che restano chiusi nei cassetti, non per trascuratezza ma per lucido calcolo, per interesse personale o collettivo. Non si riesce a capire bene il perché. Oppure i perché sono molteplici ed intricati ed allora si lascia che la polvere si depositi sui fatti, sulla cronaca. Poi si costruisce una storia alternativa, edulcorata, depurata e la si fa circolare con una certa insistenza. Nel giro di pochi anni questa fake storia patria diventa “ufficiale” e universalmente accettata.

Della lotta di liberazione partigiana sappiamo molto, o crediamo di sapere molto. Figure eroiche e leggendarie. Vittime del nazifascismo trucidate da un esercito in ritirata. Roba vista e rivista in televisione e letta sui giornali. Ma di quanto accadde a Trieste, in Carnia e nel Friuli ed infine l’Istria (un’importante tranche del libro) di cui tutti conoscono il dramma dell’esodo degli “italiani colpevoli solo di essere italiani” ma nessuno sa dei fatti e misfatti in precedenza perpetrati dall’Italia Fascista e dall’occupazione nazista.

Bora Scura la saga del confine d’Oriente” è un romanzo,  ma in realtà è un pezzo di storia vera, puntigliosamente raccolta, riordinata, verificata. L’autore, scrittore, regista cinematografico e sceneggiatore Leandro Lucchetti, triestino ovviamente, stanco di silenzi e reticenze si è messo a scavare e ha tirato fuori quello che si è preferito far dimenticare per quasi 80 anni.

Scorrevole, con il taglio visivo di una sceneggiatura, racconta storie, fatti, personaggi ( fittizi ma presi dalla realtà di quei tempi buissimi), rievocando un periodo oscuro della città. Lasciata abbandonata a se stessa mentre, inspiegabilmente (?) le truppe alleate tardavano ad arrivare. Trieste è il terreno di scontro tra i partigiani di Tito e quelli del CNL.

La Storia ne parla pochissimo come se lì, in quei posti di confine non fosse successo niente d’importante. Come se Trieste e i triestini stessero paciosamente aspettando le truppe alleate per issare l’amato tricolore su S. Giusto. Balle. Balle sesquipedali. La storia, quella vera, fatta di sangue e merda, di eccidi e stupri, di violenze e di torture c’è stata, eccome, ma si è preferito lasciarla cadere nel dimenticatoio. Perché ?

Partigiani a Pola.jpg

A dimostrazione di quanto fosse fastidiosa, anzi urticante, questa verità rievocata in “ Bora Scura la saga del confine d’Oriente”, che Leandro Lucchetti si è visto rifiutare il manoscritto da molti editori. Poi finalmente, un editore coraggioso Robin&sons lo ha preso in carico e lo ha mandato in libreria.

E’ un libro che va letto per capire meglio il nostro passato ma è anche un romanzo pieno di fascino in cui l’odore della cordite si mescola alla grappa. Un libro importante che deve entrare di prepotenza in qualunque scaffale di libreria casalinga. A Trieste, certo, ma soprattutto nel resto d’Italia.

 

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