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Pena di morte sedia elettrica stop Virginia

Virginia, un passo avanti sui diritti umani: stop alla pena di morte

Nel mondo c’è un po’ meno pena di morte. O meglio, a breve sarà così negli Usa. Lo Stato della Virginia ha infatti annunciato l’abolizione dell’esecuzione capitale. Un passo in avanti fondamentale per il rispetto dei diritti umani, nel solco dell’obiettivo numero 16 dell’Agenda Onu 2030. E lo sviluppo sostenibile passa inevitabilmente attraverso riforme del genere per garantire una Giustizia più umana. In realtà manca ancora il passaggio definitivo: per ora il congresso statale ha approvato la norma che vieta la condanna a morte, ora si attende la firma del governatore della Virginia, Ralph Northam, esponente del Partito democratico.

Si tratta, comunque, di una formalità: Northam ha già detto di voler sottoscrivere la nuova legge. Dopo la svolta in Colorado, risalente allo scorso anno, la Virginia diventa quindi il 23esimo Stato in cui non può più esserci la pena capitale. Ed è particolarmente importante. Il motivo? la Virginia, dal 1976, è stata seconda solo al Texas per numero di esecuzioni con 113 detenuti giustiziati.

Dalla Virginia parte la svolta del 2021

I dati sulla pena di morte negli Usa

I dati sulla pena di morte negli Usa (Fonte Coalizione globale contro la pena di morte)

Il 2021 segna un passaggio importante in questo senso. Nel 2020, negli States, c’era stata la ripresa di esecuzioni delle pene capitali eseguite dallo Stato federale. Un’altra traccia lasciata dall’amministrazione di Donald Trump, che aveva ripreso la pratica dopo uno stop lungo 17 anni. Il governo, sotto la guida dell’ex presidente repubblicano, “ha effettuato, in circa sei mesi, 10 delle 17 esecuzioni condotte negli Stati Uniti nel 2020 (59%)”, riferisce nel report sul 2020 la Coalizione globale contro la pena di morte. “Per la prima volta nella storia americana – spiega il documento – il numero di esecuzioni autorizzate dal governo federale ha superato il numero di esecuzioni registrate da tutti gli Stati messi insieme, nonché il numero di esecuzioni approvate da qualsiasi amministrazione precedente”. 

Il trend sulla pena di morte negli Usa, comunque, resta fortunatamente in calo. Un processo in atto ormai da decenni. E un’altra buona notizia è giunta dalla California, sempre nel 2020, perché sono state introdotte delle regole più stringenti sulle condanne a morte. La Coalizione globale contro la pena di morte ha descritto la situazione in riferimento allo scorso anno: “Un totale di 5 Stati (Alabama, Georgia, Missouri, Tennessee e Texas, ndr) ha portato avanti 7 esecuzioni nell’ultimo anno”. Il bilancio è quindi di 15 esecuzioni in meno rispetto al 2019. L’allarme comunque non è cessato: “L’uso della pena di morte negli Stati Uniti si traduce ancora in molte violazioni dei diritti fondamentali degli imputati”, secondo gli attivisti. Insomma, quello che arriva dalla Virginia è solo un buon esempio, che segue una solco positivo. Ma la strada è ancora lunga per vincere questa battaglia di civiltà.

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