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Verso un Salone del Libro sostenibile

In un Salone Internazionale del Libro di Torino preceduto da grandi polemiche, relative alla partecipazione alla kermesse letteraria di Altaforte, casa editrice legata al movimento di Casapound, una delle parole chiave sembrerebbe essere sostenibilità. Quest’anno, infatti, è stato istituito all’interno dell’organizzazione il primo Board di sostenibilità multi-stakeholder per avviare un percorso virtuoso che porti verso un Salone sostenibile. L’iniziativa, Il Prossimo Passo, si inserisce nel quadro dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, 17 traguardi approvati dalle Nazioni Unite nel 2015 da raggiungere entro il 2030 per un benessere complessivo e collettivo. È stata fortemente voluta e sostenuta da Maurizio Rebola, direttore della Fondazione Circolo dei lettori, e da Silvio Viale, presidente dell’Associazione Torino, La Città del libro, insieme a Stefania Farina, professionista che opera da oltre dieci anni nell’ambito di progetti di responsabilità sociale.

 

In particolare, il Board del Salone si basa sull’Obiettivo 17 dell’Agenda 2030, ovvero “rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile”, che si concretizza nella creazione di una sinergia tra enti che operano in diversi ambiti, dal settore pubblico agli enti di ricerca, dalle università alle imprese. Per questo sono stati coinvolti enti e aziende con diverse competenze che, per la prima volta nei giorni del Salone, hanno raccontato al pubblico gli obiettivi del Board e cosa stanno facendo nel concreto. Tra le iniziative del progetto, inoltre, sono stati organizzati una serie di incontri per approfondire i 17 temi dell’Agenda 2030, come la lotta alle disuguaglianze, la salute e il benessere, l’istruzione di qualità, la parità di genere e l’innovazione, oltre al consumo responsabile e all’energia pulita. Uno sviluppo sostenibile, infatti, come ha più volte sottolineato l’Onu, prevede un modello di progresso che tuteli le persone insieme alla natura.

 

Il Salone ha iniziato da quest’anno a fare delle convenzioni con Trenitalia, con l’azienda di trasporto pubblico torinese e TObike, il servizio di bike sharing della città, per facilitare la mobilità sui mezzi pubblici verso il Salone. Le iniziative da fare, però, sono ancora molte e in quest’ottica stupisce vedere come all’ingresso siano state requisite le borracce dei visitatori per poter vendere bottiglie di plastica all’interno dei padiglioni. L’auspicio, come sottolinea Patrizia Lombardi del Politecnico di Torino, è che dal prossimo anno il Salone possa darne una in dono a ogni partecipante per ridurre il consumo di plastica e fare un altro passo concreto verso la realizzazione di un evento pienamente sostenibile per la prima volta nella sua lunga storia.

 

Apparentemente il Salone del Libro di Torino è la prima tra le grandi fiere internazionali del libro a porsi il problema della sostenibilità, ma l’Agenda 2030 ha lanciato il progetto Sustainable Development Goals Book Club. Anche la Bologna Children’s Book Fair, che si è tenuta dall’1 al 4 aprile, ha aderito all’iniziativa: ogni mese per 17 mesi pubblicherà una lista di titoli per bambini e ragazzi con lo scopo di approfondire uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.

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