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Verso le europee: i protagonisti. Katharina Schulze

Stando agli ultimi sondaggi, i Verdi sono il secondo partito in Germania e la loro ascesa, sancita già dalle elezioni per i Land dell’ottobre scorso, sembra essere il miglior antidoto contro il sovranismo di Alternative Für Deutschland. Dietro la rinascita dei Grünen, ci sono il volto e la determinazione di Katharina “Katha” Schulze, enfant prodige della politica tedesca. 33 anni, una laurea in scienze politiche e un’altra in psicologia, Katharina è nata a Friburgo ma è cresciuta a Herrsching am Ammersee, piccolo paese della Baviera poco distante da Monaco. Si è iscritta al movimento giovanile dei Verdi nel 2008, in seguito a un soggiorno negli Stati Uniti dove ha preso parte alla prima campagna elettorale di Obama, e dopo soli 5 anni era già eletta al parlamento regionale, dove è stata rieletta nel 2018, con il partito che, con lei capogruppo, è passato dall’8,6% al 17,5%.

Spigliata in video, dove appare sempre sorridente, e abile nei discorsi – doti che le sono valse il premio di miglior oratrice tedesca dal circolo degli oratori bavaresi – Katharina Schulze deve il suo successo alla capacità di coniugare perfettamente la presenza sui social network e quella sul territorio. Le elezioni americane del 2008, infatti, l’hanno convinta che l’incontro “porta a porta” con gli elettori è fondamentale: “la prima volta ho bussato a 4.000 porte, la seconda volta a 10.000”, ha raccontato dopo le elezioni. Non sorprende, quindi, che i giornali tedeschi l’abbiano soprannominata “Duracell”. Molto attiva anche su Twitter e Instagram, Katharina Schulze alterna foto di eventi politici, paesaggi bavaresi e gelati, la sua grande passione. Una passione che le è costata il suo primo e unico scivolone. Il 2 gennaio scorso, infatti, ha postato una foto di una coppa di gelato accompagnata dalla scritta “Starting the year right”, ma i suoi elettori non le hanno perdonato il cucchiaino in plastica e la coppa in carta usa e getta. Su Instagram la si può vedere anche con il corpo completamente dipinto di blu, travestita da Neytiri, la principessa dell’immaginario popolo Na’vi, protagonista di Avatar, il film dalla forte impronta ambientalista di James Cameron. Europeista convinta, sostenitrice delle frontiere aperte e favorevole all’immigrazione controllata e all’accoglienza, in occasione delle elezioni bavaresi dello scorso ottobre si è presentata ai seggi con una maglietta recante la scritta “mi heimat es su heimat”, “la mia casa è la tua casa”.

“Per molti anni l’Unione europea è stata data per scontata. Non è più così. Oggi bisogna lottare per difendere l’Unione Europea, che ha portato 70 anni di pace nel continente. Un dono dei nostri genitori e nonni. Noi vogliamo proteggere questo dono”.  Tratta da un’intervista rilasciata al giornale online Linkiesta.

Alessandro Magini

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