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Verdi: una chance per salvare l’ Europa

Con le elezioni europee alle porte e con il Pd in uno stato di permanente confusione, a chi affidare il compito di arginare le forze populiste, sovraniste e xenofobe che rischiano di conquistare stabilmente l’Europa?

Una possibile risposta arriva dai risultati delle ultime elezioni in Germania, Belgio e Paesi Bassi, dove il “nazionalismo verde” ha dimostrato, numeri alla mano, che può rappresentare l’unico argine a quello “nero”. Con i partiti socialdemocratici in caduta libera, i verdi europei, tedeschi in testa, conquistano sempre più consensi perché condividono molti dei valori della sinistra ma sono del tutto liberi dalle visioni ideologiche del secolo scorso.

Lo hanno dimostrato le elezioni in Baviera dell’ottobre scorso, dove i Verdi guidati da Katharina Schulze hanno raddoppiato i voti, sfiorando il 18%, con lo slogan “Dare coraggio invece che creare paura” mentre i socialdemocratici della SPD hanno dimezzato i consensi. Le ragioni di questo successo secondo gli analisti, sono chiare: a chi rifiuta la propaganda populista, i Verdi offrono un programma di governo, senza inseguire o assecondare la destra sull’immigrazione, facendo opposizione da sinistra ma con pragmatismo e senza posizioni estreme, con chiare posizioni pro-Europa e pro-immigrazione.

C’è da chiedersi se quella verde è un’onda anomala o potrebbe davvero rappresentare un’alternativa politica europea progressista, credibile ed esportabile. I segnali incoraggianti non mancano. Nelle elezioni presidenziali austriache il candidato dei Grünen, Van Der Bellen, si è imposto al ballottaggio sull’ultranazionalista Hofer.

Nei Paesi Bassi le elezioni legislative del 2017 dovevano essere il trionfo dell’ islamofobo  Wilders, non lo sono state nonostante il crollo verticale dei socialdemocratici, anche grazie all’exploit della Groen Links, il partito dei verdi del giovanissimo  Jesse Klaver,  il “Trudeau olandese”.

Nel caso dei Verdi tedeschi, la crescita dei consensi è arrivata anche senza una leadership forte. Anzi, la mancanza di una figura principale di leadership si è rivelata piuttosto un punto di forza. Infatti Oggi il partito è guidato da Annalena  Baerbock  assieme a Robert Habeck in una sorta di staffetta.

E l’Italia? Dove sono i Verdi? Trenta anni fa furono tra i primi in Europa ad imporsi tra gli elettori cavalcando temi ambientali, senza però mai scrollarsi di dosso l’immagine di un movimento minoritario e vagamente settario e pagando cara anche l’ottusità e l’arretratezza culturale della classe politica italiana, che per troppo tempo ha accusato, quando non dileggiato, gli ecologisti nostrani di voler tornare al tempo delle candele.

Per diventare il punto di riferimento dal quale partire per contrastare i partiti populisti e sovranisti nel nostro Paese, che in questo momento godono del vantaggio di non dover affrontare un’opposizione organizzata e credibile, la strada per i Verdi sembra ancora molto lunga e accidentata. Alle ultime elezioni la Federazione dei Verdi di Andrea Bonelli ha conquistato uno scoraggiante (0,6%). Alzi la mano chi si è accorto dei Verdi nelle polemiche che hanno imperversato in questi mesi su temi come il referendum sulle trivellazioni, la Tav, il destino dell’Ilva di Taranto, fino al più recente stop agli inceneritori. Oltre che su temi di carattere ambientale, c’è anche l’urgenza di selezionare una leadership competente, giovane e carismatica come quella di Klaver o Schulze che non è nemmeno facile da trovare. Ma con il centrosinistra ai minimi storici lo spazio c’è.

A dare un segno di speranza è Hans-Jörg Trenz, professore di Studi Europei Moderni all’Università di Copenaghen, che da anni si occupa di partiti e movimenti politici europei: “se il successo del partito dei verdi in Germania ci insegna una cosa – ha spiegato –  è che non dobbiamo sottovalutare il potenziale di mobilitazione di una politica progressista che difende il bene pubblico e guarda oltre la particolarità degli interessi nazionali”.

Sono lontani i tempi in cui Hans Josef Strauss, capo induscusso della CDU bavarese, spiegava che i Verdi non gli piacevano perché sono come i pomodori, quando maturano diventano rossi.

Non immaginando che ci sono colori più pericolosi…

 

Ezio Tamilia

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