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Venti di guerra (fredda)

Lo scorso 20 ottobre Trump ha dichiarato che gli USA usciranno dal Trattato sulle armi nucleari a medio raggio (INF, intermediate-range nuclear forces). Ora Mosca ha annunciato che farà la stessa scelta. In questo modo viene archiviato un accordo bilaterale USA-URSS che nella seconda metà degli anni Ottanta ha traghettato il mondo fuori dalla Guerra fredda.

Ma in cosa consiste il Trattato, e perché gli USA di Trump e la Russia di Putin lo abbandonano?

L’8 dicembre 1987, a Washington, Ronald Reagan e Mikhail Gorbaciov firmarono un accordo bilaterale che prevedeva l’eliminazione totale dai rispettivi arsenali dei “missili basati a terra con una gittata compresa tra i 500 e 5.500 km nonché i relativi apparati di lancio, compresi i missili da crociera e quelli balistici, sia che fossero armati con testate nucleari sia con quelle convenzionali”.

Il dispiegamento di questo tipo di testate USA in territorio europeo consentiva all’Europa di essere difesa dalla corrispondente minaccia nucleare sovietica. Tuttavia, si trattava di una situazione di estremo pericolo. Il timore di una possibile escalation nucleare, congiuntamente all’ascesa al potere di Mikhail Gorbaciov, portò le due superpotenze ad accelerare il percorso di disarmo. Il Trattato INF fu il prodotto di questa nuova visione.

Ora, dopo aver sospettato per anni, gli USA accusano formalmente la Russia di aver violato il Trattato. Motivo del contendere è la creazione da parte della Russia del Novator9M729, un sistema missilistico avente gittata tra i 500 e i 5.500 chilometri, proibita dall’INF. Mosca rigetta le accuse, ma Trump sembra intenzionato a tirare dritto.

Ma più che la creazione del Novator, di cui gli Usa sapevano da tempo, sembra che il vero punto di rottura consista in una colossale disputa geopolitica: il controllo della Nuova via della seta.

Lanciato nel 2013 dal Presidente cinese Xi Jinping, il progetto prevede di collegare Asia e Europa via terra e via mare, tramite ferrovie, autostrade, porti e oleodotti. L’idea è sposata dalla Russia e fortemente contrastata da USA, Europa (Francia e Germania in primis), India e Giappone.

La “liason” commericale tra Cina e Russia è vissuta come una minaccia dagli USA. L’uscita unilaterale dall’INF prospettata da Trump costituirebbe una sorta di rappresaglia.

Red

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