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In Venezuela i diritti umani continuano a essere calpestati

I diritti umani in Venezuela sono sempre più minacciati e violati. Lo dicono i dati e alcune singole vicende assurte a esempio. Proprio lo scorso lunedì, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, ha peraltro aggiornato la sua relazione sulle questioni relative ai diritti umani in Venezuela, invitando le autorità di Caracas a conformarsi ai ricorsi presentati nel rapporto come il rilascio di prigionieri politici. Ma la risposta non sembra essere affatto positiva. E così uno degli Sdg fissati dalle Nazioni Unite si trasforma in una chimera. 

Il Venezuela e le detenzioni arbitrarie

Andrea Riebman, in un articolo su impakter.com, riporta le statistiche, ma soprattutto si concentra su alcuni episodi di detenzioni arbitrarie. L’Organizzazione non governativa, Foro Penal, attiva su questi ambiti, riferisce che dal primo gennaio 2014 al 31 luglio 2019 ci sono state più di 15.151 persone detenute arbitrariamente. Tra questi arresti arbitrari ci sono 848 civili processati da tribunali militari. Dal 9 settembre 2019, ci sono stati 478 prigionieri politici in Venezuela. Il numero è in diminuzione rispetto al primo trimestre di quest’anno, ma il livello di repressione e il numero di detenzioni arbitrarie sono evidentemente motivo di preoccupazione.

Michelle Bachelet, Alto Commissario dell’Onu per i diritti umani

“È difficile definire un prigioniero politico. Di solito lo mettiamo in relazione con una persona di alto profilo pubblico che è coinvolta in un movimento politico o sociale che si discosta dal regime al potere”, spiega Riebman nel suo articolo. “A causa della loro devianza – prosegue il suo ragionamento – gli attivisti coinvolti in queste organizzazioni sono perseguitati, detenuti e condannati con accuse illegittime. In Venezuela, questa definizione è parzialmente corretta. Ci sono casi come quello di Juan Requesens, un membro del Congresso che rimane arbitrariamente detenuto con false accuse dal 2018. Tuttavia, molti prigionieri politici sono semplicemente civili che non sono stati coinvolti in alcun processo politico o sociale che colpisca il Paese”.

La storia di Ariana Granadillo Roca

La questione, insomma, non riguarda solo dei dirigenti di primo piano delle opposizioni, come per Leopoldo Lopez, ritenuto responsabile di istigazione alla violenza e incarcerato per anni prima della recente liberazione. Molti casi riguardano direttamente semplici cittadini: secondo gli avversari del presidente Nicolas Maduro, il governo compie queste azioni con lo scopo di intimidire le persone ed evitare che possano unirsi alle proteste di piazza.

Quella di Ariana Granadillo Roca è una vicenda molto esemplificativa che si protrae nel tempo. “Granadillo – scrive Riebman – è una studentessa di medicina che è stata inizialmente detenuta, insieme alla sua famiglia il 2 febbraio 2018, perché viveva nella casa di proprietà del colonnello Garcia Palomo, un ufficiale militare indagato dal governo venezuelano per cospirazione. Mentre era detenuta, le autorità l’hanno picchiata e sottoposta a violenze sessuali per convincerla a rivelare la posizione di Garcia Palomo. È stata rilasciata due giorni dopo senza alcuna spiegazione”.

Dopo qualche mese, a maggio per l’esattezza, la studentessa viene di nuovo arrestata, subendo altre torture, prima di ottenere la scarcerazione a stretto giro. A giugno c’è stato il terzo arresto, questa volta per aver avuto conversazioni telefoniche con Palomo. La ragazza ha spiegato, attraverso la sua difesa, che i contatti erano avvenuti per ottenere la coperture di alcune spese per la casa. Così è stata rilasciata in base a misure restrittive tra cui il divieto di lasciare il paese e l’obbligo di effettuare il check-in con il tribunale ogni otto giorni. Una libertà super vigilata.

Ma come questo, ci sono altre situazioni del genere denunciate dagli attivisti per i diritti umani. Per questo la richiesta delle Ong è quella di tenere alta l’attenzione sul Venezuala, dove la situazione politica – stando alle denunce di chi si batte contro le detenzioni arbitrarie – non è affatto migliorata rispetto agli anni scorsi. 

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