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Una perla sulla Costa degli Etruschi

Val di Cornia. Siamo in Toscana, tra le province di Livorno e Grosseto. L’area si affaccia sul Tirreno con la sua parte pianeggiante, che guarda l’isola d’Elba. Mentre si estende nell’entroterra come paesaggio collinare, fino a toccare le Colline Metallifere dell’antiappennino toscano. Nella sua parte più a nord est la Val di Cornia lambisce la provincia cecinese. 

Un paradiso naturale costellato di borghi antichi

Nonostante la presenza di importanti centri industriali e portuali come Piombino, la Val di Cornia rappresenta una sorta di summa di tutte le bellezze che la magnifica terra toscana può offrire. Dai paesaggi naturali costituiti da bellissime spiagge, fino a quelli delle dolci colline dell’entroterra, dove la natura fa spesso da sfondo a viste mozzafiato, sul mare e sulla vallata, tra antichi insediamenti minerari e bellissimi parchi

Ma non è tutto. Impakter Italia sta conducendo una strenua campagna per la promozione e il recupero dei vecchi borghi italiani abbandonati, sotto sfruttati, o più semplicemente sconosciuti. Ecco, la Val di Cornia, coerentemente al resto della Toscana, è un autentico crogiuolo di piccoli centri caratteristici, più o meno antichi, più o meno conosciuti, spesso caratterizzati dalla presenza di castelli e altre costruzioni risalenti al medioevo. In questi luoghi il visitatore è avvolto dalla bellezza architettonica degli antichi edifici. Tra i più noti: Suvereto, Campiglia Marittima, Populonia.

Luogo perfetto per fare del turismo lento e sostenibile

La Val di Cornia è dunque un luogo di eccellenza per praticare un turismo alternativo a quello di massa, tipico delle città d’arte della Toscana, celeberrime in tutto il mondo. Lunghe scampagnate all’insegna del relax, corsa a piedi o in bici su e giù per le strette stradine collinari, trekking. Ma non solo. Si possono visitare aziende vinicole, oleifici, frantoi, fattorie, cantine.

Spostandosi verso la costa, ugualmente ampia è l’offerta; tra bagni di sole, nuotate e passeggiate respirando il salmastro. L’amante di un turismo lento, che abbia il desiderio di immergersi nella natura, in Val di Cornia ha solo l’imbarazzo della scelta.

Anche la Val di Cornia ha fatti i conti col Covid

Come per tutte le mete turistiche, anche la Val di Cornia ha dovuto affrontare la scure del lockdown della scorsa primavera. Ma grazie alla collaborazione tra enti e amministrazioni locali, l’area ha saputo sfruttare al meglio le proprie potenzialità, rappresentate in primis dall’offerta di un turismo sostenibile, in una dimensione di maggiore sicurezza in questi tempi di pandemia.

“Oggi è un momento importante per noi, perché segna l’inizio di un percorso sicuramente non facile, visto il periodo in cui ci troviamo, dovuto anche alla situazione sanitaria. Fin dall’inizio del periodo di sospensione, l’obiettivo è stato quello di esser pronti alla ripartenza non appena i Decreti Ministeriali avrebbero consentito la ripresa delle nostre attività. Oggi, siamo riusciti, grazie al lavoro di tutti, ad essere pronti per la riapertura ufficiale del Parco archeologico di Baratti e Populonia e del Museo archeologico di Piombino; altri ne apriremo in altri comuni della zona”. Così Mauro Tognoli, Amministratore Delegato della società Parchi.

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