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Vaccino anti covid – 19. È sicuro? Ecco la risposta

Vaccino anti covid si o no? Una domanda che appare paradossale alla fine di questo annus horribilis 2020, l’anno della pandemia da covid-19. Abbiamo visto e stiamo vedendo ogni giorno morte e sofferenza, quasi sempre nella più assoluta solitudine. E quando ci distraiamo un attimo dall’emergenza sanitaria, ecco intorno a noi la distruzione materiale dell’economia. Eppure, ovunque si registra una crescente diffidenza verso l’opportunità di mettersi in salvo, avvalendosi di questo preziosissimo frutto della scienza.

Negazionisti e no vax come benzina sul fuoco

La preoccupazione riguarda essenzialmente il livello di sicurezza, tanto dei vaccini già arrivati quanto di quelli di imminente arrivo. Un ruolo rilevante nell’induzione di questo sentire è svolto certamente dai movimenti cosiddetti NO VAX: una sorta di millenarismo antiscientifico a base di ignoranza, violenza, complottismo ed estremismo politico.

Il tutto condito con un folklore a dir poco grottesco. Ma un timore così radicato e diffuso non si spiega solo con l’attivismo tragicomico di gruppi in fin dei conti sparuti e marginali. Lo scetticismo verso la vaccinazione contro il coronavirus sta prendendo piede molto oltre il ristretto perimetro sociale dei negazionisti.

La paura del vaccino non è solo negazionismo 

Molte persone comuni, razionali e avvedute, temono per la loro sicurezza a causa della velocità assolutamente inedita con cui questi vaccini sono stati elaborati, prodotti e resi disponibili. Immediato e inevitabile è il confronto con le esperienze del passato, quando la scoperta di un vaccino era una lotta titanica che durava decenni.

Tali tempistiche si sono ridotte sensibilmente grazie al poderoso progresso scientifico del dopoguerra. Tuttavia, non sono quasi mai scese sotto i 10 anni. Difficile non pensare che i cittadini non inglesi guardino al primato sbandierato da Boris Johnson senza troppa invidia. Per la serie “vediamo intanto come va a loro”…

Ma bisogno avere fiducia nella scienza

Nessun mistero in tanta rapidità. Tutto ha una spiegazione assolutamente chiara. E, tanto per cambiare, la troviamo nella scienza, di cui tutti dobbiamo avere fiducia. Ecco di seguito quanto scrive a riguardo Bruce Kaplan su Impakter.com, la nostra edizione sorella d’Oltremanica.

Decenni di esperienza decisivi per l’attuale rapidità

La velocità con cui sono stati sviluppati i vaccini COVID-19 è spiegata da due fattori: ricerche precedenti su coronavirus zoonotici simili e maggiore dipendenza da One Health, un approccio multidisciplinare e una migliore comprensione della genomica”. I coronavirus sono noti dagli anni ’60. Tuttavia, a partire da due decenni fa, è emersa una serie di coronavirus zoonotici che causano gravi malattie nell’uomo. Queste sono la sindrome respiratoria acuta grave (SARS), dal virus denominato SARS-CoV e la sindrome respiratoria mediorientale (MERS), dal virus soprannominato MERS-CoV. Sono emersi rispettivamente nel 2003 e nel 2012. Da allora gli scienziati, basandosi su studi precedenti, si sono impegnati in intensi sforzi di ricerca.

Poiché quei coronavirus zoonotici sono simili al virus responsabile dell’attuale pandemia, lo sviluppo del vaccino è stato semplicemente riorientato sul virus SARS-CoV-2 del 2019 (da cui il nome COVID-19). Basandosi sulla loro esperienza con SARS e MERS, gli scienziati hanno potuto ottenere risultati molto rapidamente. È così che l’industria biofarmaceutica globale è stata in grado di produrre e avviare la distribuzione negli Stati Uniti e nel mondo del ben pubblicizzato Pfizer.

La genomica perno della ricerca

In parole semplici, questi vaccini potenzialmente miracolosi, inclusi i vaccini COVID-19, sono sviluppati attraverso una maggiore comprensione della genomica. Trattasi di un campo della biologia interdisciplinare (ovvero “One Health”) incentrato sulla struttura, la funzione, l’evoluzione, la mappatura e la modifica del genoma, cioè l’insieme completo del DNA di un organismo, inclusi tutti i suoi geni.

Ciò include lo studio scientifico di malattie complesse come le malattie cardiache, il cancro e il diabete. Infatti, queste malattie sono causate principalmente da una combinazione di fattori genetici e ambientali piuttosto che da specifici geni individuali.

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