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Vaccini Covid

Vaccini: a chi tanto e a chi niente. E in Thailandia scoppiano le proteste

Si potrebbero sintetizzare con la frase “Nessuno si salva da solo” le prime reazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in merito alla possibile terza dose di vaccini per la cittadinanza, a fronte dell’aumento di casi del virus Covid-19.

Se Israele ha già iniziato a somministrare la terza dose di vaccino Pfizer/BioNTech agli over 60 e a breve inizierà anche con i soggetti immunodepressi (per entrambe le categorie dovranno essere passati almeno 5 mesi dall’ultima inoculazione) a chiedere lo stop per le terze dosi ci pensa l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Vaccini: la terza dose piace alle aziende produttrici, meno a Ema e Oms

Il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato: “Mentre centinaia di milioni di persone sono ancora in attesa della prima dose del vaccino, alcuni Paesi ricchi si apprestano ai richiami della terza dose. Comprendo la preoccupazione di tutti i governi di proteggere le loro popolazioni dalla variante Delta, ma non possiamo accettare che Paesi che hanno già usato la maggior parte delle scorte globali di vaccini ne utilizzino altre, mentre le persone più vulnerabili del mondo restano non protette”.

A conferma della forte diseguaglianza nell’accesso ai vaccini, uno degli interventi considerati centrali per il contrasto alla pandemia, il direttore generale dell’Oms ha messo in luce alcune cifre: dei 4 miliardi di vaccini somministrati a livello globale, più dell’80% sono stati effettuati in Paesi ad alto e medio reddito i quali, tutti insieme, rappresentano meno della metà della popolazione mondiale.

La Casa Bianca ha respinto l’appello dell’Oms sostenendo che gli Stati Uniti “non hanno bisogno” di scegliere tra dare terze dosi ai propri cittadini o donare dosi ai paesi poveri. “È una falsa alternativa”, ha affermato la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, in risposta alla della richiesta dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Pensiamo di poter fare entrambe le cose” e “non dobbiamo scegliere” tra dare richiami agli americani o aiutare i paesi poveri.

Intanto Ema (European Medicines Agency), l’agenzia europea del farmaco, ed Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, insistono nel raccomandare la vaccinazione completa contro il Covid-19 per tutti mentre l’inoculazione della terza dose potrebbe toccare in prima battuta alle persone fragili, agli immunodepressi e anche a tutti gli operatori sanitari che hanno fatto da apripista nella vaccinazione sul finire dello scorso anno. In Italia è sul tavolo del Ministro della Salute l’ipotesi di un piano che possa prevedere una terza dose per alcune categorie specifiche di persone. Un’evenienza che si rende sempre più concreta alla luce del dibattito in corso fra scienziati ed autorità sanitarie di diversi Stati.

La spinta di BioNTech

L’Ema si è già espressa sul tema della terza dose sottolineando che al momento “è troppo presto per confermare se e quando ci sarà bisogno di una dose di richiamo, perché non ci sono ancora abbastanza dati dalle campagne vaccinali”. Nel giro di un mese “bisognerà decidere chi vaccinare e in quali tempi con la terza dose”, afferma il direttore delle prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, “è una decisione che va meditata bene ma probabilmente le persone più fragili e immunodepresse avranno una terza dose ma non abbiamo ancora deciso quando. Sulla terza dose c’è indecisione perchè non ci sono ancora evidenze forti per poter dire che la faremo a tutti piuttosto che ad alcuni”.

La casa farmaceutica “BioNTech”, tramite i suoi portavoce, ha dichiarato che sarà necessaria una dose di richiamo del suo vaccino contro il coronavirus prodotto insieme a Pfizer, ma che non sarà necessario modificarlo per rispondere alla variante Delta (questo dopo aver presentato i risultati aziendali del secondo trimestre). Il dottor Özlem Türeci, capo della divisione medica della casa farmaceutica “BioNTech”, ha precisato che una terza dose dovrebbe essere probabilmente somministrata da sei a dodici mesi di distanza dal primo ciclo di vaccinazione. Una terza dose, afferma il dottor Özlem Türeci, induce una “robusta risposta di neutralizzazione” contro entrambe le varianti Delta e Beta. L’amministratore delegato dell’azienda, Ugur Sahin, ha spiegato che al momento non si intende modificare la struttura del vaccino, ma se altre varianti ne riducessero l’efficacia si valuteranno gli adattamenti.

Thailandia: studenti in piazza per chiedere vaccini gratuiti per tutta la popolazione

Il premier della Thailandia Prayuth

Il premier della Thailandia Prayuth

Nel frattempo in Thailandia (qui un articolo che spiega la situazione generale nel Paese), folle di studenti hanno invaso le strade di Bangkok per chiedere l’accesso gratuito alla campagna vaccinale contro il virus Covid-19. Sono stati definiti dalla stampa “sì-vax” ma si tratta, in realtà, di una semplificazione piuttosto anacronistica delle rivendicazioni di chi denuncia da tempo gli effetti di una pandemia che ha lasciato indietro, dal punto di vista sanitario e socio economico, tutti coloro che non si potevano permettere cure adeguate.

L’immunizzazione contro il virus Covid-19, in Thailandia, è riservata a coloro che hanno a disposizione ingenti somme di denaro per l’acquisto del siero. I manifestanti hanno chiesto le dimissioni del Primo Ministro Prayuth Chan-ocha e che i fondi per monarchia ed esercito siamo destinati alla lotta contro il virus Covid-19. Durante le mobilitazioni, avrebbero voluto poter marciare fino alla residenza del Primo Ministro per chiederne le dimissioni, ma sono stati dispersi dalla polizia che ha sparato proiettili di gomma ad altezza uomo e gas lacrimogeni. La Thailandia, nonostante i 776 mila casi di contagio dal virus, ha scelto di acquistare il vaccino cinese “Sinovac” che, secondo gli esperti, avrebbe effetti assai ridotti contro il virus pandemico per la poca efficacia nella produzione di anticorpi.

Il premier ha fatto sapere di non voler ritornare sui suoi passi: le vaccinazioni continueranno ad essere accessibili ad una cerchia ristretta di persone e rifiuta anche l’ipotesi di continuare la campagna di vaccinazione utilizzando i sieri Pfizer o Moderna. La forte ondata di repressione verso i giovani manifestanti non sta fermando le proteste nelle strade della capitale di Bangkok, nei prossimi giorni saranno previste altre mobilitazioni che si potranno seguire sul profilo Twitter FreeYouth.

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