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Agriturismo vacanze

Vacanze: il turismo dei piccoli borghi ha salvato solo in parte il settore

Le vacanze quasi a chilometro zero, quelle sostenibili “fatte in casa” e molte volte raccontate nelle scorse settimane, sono state preziose. Nel mese di agosto, infatti, circa 21 milioni di italiani si sono messi in moto lungo il Paese per trascorrere qualche giorno di ferie. Spesso nella regione di residenza. Il nuovo modo di fare le vacanze, molto più simile agli Anni ’60, ha sicuramente permesso di conoscere scorci dell’Italia poco noti, o magari di rivederli. Mete che magari prima erano messe in secondo piano (mentre ora sono riconosciute anche dagli osservatori internazionali) preferendo un viaggio all’estero. Ma se questo approccio ha limitato i danni, non ha certo salvato del tutto il settore del turismo. Certo, va tenuto in conto che a maggio era impossibile formulare previsioni attendibili. E, nonostante tutto, non è andata malissimo.

Le perdite sono state comunque significative, a causa della mancanza di turisti provenienti da altri Paesi. “Il mese di agosto si è chiuso praticamente senza gli 8 milioni di viaggiatori stranieri che lo scorso anno avevano pernottato in Italia, con un pesante impatto economico ed occupazionale sul settore turistico nazionale”, evidenzia la Coldiretti, commentando i dati Istat. Insomma, il Bonus vacanze ha attutito l’impatto negativo, ma che c’è stato comunque. Eccome.

Il turismo ai tempi del Covid-19 e il rapporto con i viaggiatori stranieri

Il turismo sostenibile, o come già detto quello più attento a valorizzare mete meno mainstream, necessita di qualche aggiustamento. “I turisti dall’estero da Paesi come gli Stati Uniti e la Cina hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa. Ad essere colpite sono state soprattutto le città d’arte che sono le storiche mete del turismo dall’estero con trattorie, ristoranti e bar praticamente vuoti ma in difficoltà anche gli agriturismi dove gli stranieri in alcune regioni rappresentavano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti nelle campagne”, riferisce la Coldiretti.

L’effetto a cascata si è avvertito pure sull’agroalimentare: i prodotti tipici sono spesso souvenir per i turisti stranieri. “Le conseguenze si faranno sentire – precisa ancora l’associazione degli agricoltori – anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni agroalimentari nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio”.

Vacanze: i dati dell’estate

E dire, appunto, che agosto è stato il mese meno negativo: a giugno il calo del settore turistico ha fatto registrare un inquietante -54%. A luglio è andata leggermente con un -23%, ad agosto il tracollo è frenato, attestandosi al -11%. Ma questo significa che oltre 2,5 milioni di italiani sono rimasti a casa, non potendo fare nemmeno qualche giorno di vacanza.

L’emergenza Covid, inoltre, ha fatto calare del 30% la spesa per la tavola nel 2020. “Il budget dei vacanzieri per il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada, specialità enogastronomiche e souvenir inverte la tendenza e – conclude la Coldiretti – scende sotto i 20 miliardi di euro dopo una crescita costante nel corso dell’ultimo decennio”.

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