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Un’utopia praticabile ? Chissà

I bambini e l’utopia sono al centro del progetto di sostenibilità del nuovo sindaco di Casacanditella, comune della provincia abruzzese di poco più di 1000 abitanti: Alessandro Monaco. Classe 1990, dunque 31 anni, imprenditore nel ramo delle pulizie professionali, Monaco è il primo sindaco GEV d’Italia: Giovani Europeisti Verdi, un “progetto politico giovanile che si fa portavoce delle aspettative, dei disagi, degli ideali e dei sogni delle tante e dei tanti giovani che chiedono a gran voce un futuro migliore per loro e per il nostro Pianeta“. Legati al soggetto politico Europa Verde – che qualche risultato importante nelle elezioni dello scorso fine settimana lo ha ottenuto –  i ragazzi GEV hanno alzato la voce e come si dice con un luogo comune fin troppo abusato, l’asticella del loro impegno.

Alessandro Monaco ha sbaragliato la concorrenza “L’amministrazione uscente ha fatto una lista avversaria della mia insieme ai consiglieri uscenti dell’opposizione” nello scetticismo generale del piccolo paese a circa 400 metri di altezza sulle colline Teatine che all’inizio non credeva che lui e due 28enni potessero mettere insieme una lista. Utopia, dicevano. Ma ora siamo al momento dell’attuazione del programma per un paese sostenibile. “Che parte – racconta Monaco ad Impakter Italia dai bambini. E dalla creazione di un ecosistema in equilibrio tra ambiente, cultura, tecnologia e sviluppo. Portare la fibra qui in paese vorrà dire offrire ai ragazzi a scuola anche un apprendimento più tecnologico che gli sarà utile un domani. E poi il dopo scuola che faccia fare delle esperienze che porteranno nella vita reale. Per fare questo non servono macchine, non serve cemento anzi delle modifiche urbanistiche: un grande anello ciclabile intorno al paese, molta natura e ricreare quel modello di comunità solidale nel quale anche chi ha un’attività commerciale sia una specie di occhio vigile sui bambini che girano liberamente il paese“.

Sindaco Monaco che c’entra quel vecchio gioco 1…2…3..stella?

I bambini di oggi non sanno più correre come si deve, non hanno coordinazione, mobilità. Perchè manca loro quello che anche la mia generazione, quella che non ha vissuto l’infanzia in città, ha avuto cioè la possibilità di correre nella natura, esplorare boschi e sentieri, giocare a pallone per strada, risolvere piccoli problemi per trovare gli spazi per giocare. Un mio ex allenatore di calcio mi ha detto proprio così”I ragazzi di oggi non sanno muoversi perchè non giocano più ad 1,2,3,stella”. Gli credo e per questo voglio fare un paese a dimensione di bambini ed uomini poi. E quindi serve un ambiente a mobilità lenta. Sostenibile appunto“.

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Il neo sindaco di Casacanditella Alessandro Monaco

Il progetto è simile a quello di una smart city?

In realtà noi vogliamo creare una smart community, una comunità intelligente e pronta. Ci piacerebbe essere i capofila di una comunità energetica mettendoci insieme a altri Comuni della zona per risparmiare anche su questo ed avere altre risorse da investire in cose nuove. Valorizzando quello che abbiamo, che ho scoperto che non tutti gli abitanti del mio paese sanno di avere. Vogliamo abbassare la Tari rimodulandola perchè per esempio pensiamo che il compost domestico può essere potenziato ed invece di essere confluito nella spazzatura può essere riutilizzato come concime o mangime per gli animali. Ne abbiamo parlato col gestore della raccolta: per lui vorrebbe dire un 30% di spesa, per noi un 15% in meno di tassa sui rifiuti solidi urbani. Suggeriamo anche di utilizzare l’app “to good to go” per chi ha cibo in eccesso ma che è buono e non vale la pena di buttare. Combattiamo lo spreco”.

E per il turismo che pensate di fare?

Siamo al discorso di prima. Dobbiamo sapere cosa abbiamo dentro casa e utilizzarlo per diventare un paese attrattivo. Nel 2019 abbiamo avuto il transito di 8500 turisti che per noi è un numero enorme. Ma questi turisti si sono fermati a dormire al Castello di Semivicoli, una struttura bellissima nel nostro territorio ma poi non hanno speso un euro in paese. Chiaro che è una tendenza che dobbiamo invertire. Noi qui abbiamo una bellissima tradizione: ogni persona che raccoglie frutta, verdura, ed altri prodotti della terra ne lascia sempre un pò sull’uscio di casa. Nessuno ruba nulla ma se io passo e vedo un bel pomodoro so di poterlo prendere senza problemi perchè magari domani il proprietario di quel pomodoro si mangerà uno dei miei mandarini. Quindi il sentimento di quell’accoglienza diffusa di cui si parla tanto noi ce l’abbiamo già. Dobbiamo imparare a metterlo a frutto. Certamente fra le cose che faremo ci sarà quella di ridare al Casacanditella un calendario delle manifestazioni estive. Insomma non ne posso più di questo fatto che nei piccoli Comuni che ho visitato la gran parte della gente non è consapevole della ricchezza che ha in casa e quando magari lo fai notare, ti prendono per uno che pensa all’antica e scatta l’equazione “ecologismo-decrescita”. Dove è scritto che per crescere bisogna avere tante cose? La prima da avere è una comunità”.

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