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Un’idea geniale per ripulire il mare dalle microplastiche

Microplastiche e inquinamento dei mari. Da un colpo di genio di un giovane irlandese potrebbe arrivare una soluzione semplice ed economica. Ecco di cosa si tratta.

Come funziona l’idea geniale di Fioon Ferreira

Fionn Ferreira (foto), diciottenne irlandese col pallino della chimica, ha sviluppato un metodo per rimuovere le microplastiche dall’acqua. L’invenzione gli è valsa la vittoria della Google Science Fair 2019. L’ispirazione gli è venuta buttando l’occhio su una roccia coperta di pezzetti di plastica. Quella visione “mi ha fatto pensare” ha detto il giovane inventore, che non ha perso tempo e si è messo a subito a lavoro.

Ha aggiunto olio e polvere di magnetite a dell’acqua contenente microplastiche (particelle del diametro da 330 nanometri a 5 millimetri). Da questo è derivato un ferrofluido, ossia un liquido che in presenza di un campo magnetico tende a polarizzarsi fortemente. Come ha affermato Fioon, “le microplastiche trovano più facile andare in sospensione con l’olio piuttosto che rimanere sospeso nell’acqua”. Quindi, sfruttando le proprietà magnetiche del ferrofluido, il giovane ha usato un magnete per estrarre la combinazione olio-magnetite-microplastiche. Test successivi hanno dimostrato che questo metodo di estrazione ha rimosso circa l’87% delle microplastiche dall’acqua.

Microplastiche: quanto sono pericolose

Vista l’efficacia della sua invenzione, Fioon Ferreira sta lavorando per di adattare la procedura in modo da poterla applicare agli impianti di trattamento delle acque reflue, allo scopo di rimuovere le microplastiche dalle acque reflue prima che queste raggiungano gli oceani. Si tratterebbe di un’autentica rivoluzione nel campo della diminuzione dell’impatto ambientale. Le microplastiche sono infatti un killer dei nostri oceani.

Alterano e distruggono gli habitat marini e soprattutto si accumulano nel corpo e nei tessuti di molti organismi che poi vengono pescati e mangiati dall’Uomo. In particolare sono interessati plancton, invertebrati, pesci, squali e balene. Secondo l’Ispra, il 15-20 per cento delle specie marine mangiate dall’Uomo contengono microplastiche. 

Il responsabile? L’attività umana non sostenibile

Le microplastiche finiscono nei nostri mari a causa della produzione industriale di plastica non riciclabile. Secondo Greenpeace ogni anno ne vengono riversati circa 8 milioni di tonnellate. Rosalba Giugni, presidente dell’associazione Marevivo, afferma che “gli impianti di trattamento delle acque sono in grado di intrappolare plastiche e frammenti di varie dimensioni mediante vasche di ossidazione o fanghi di depurazione, tuttavia una larga porzione di microplastiche riesce a superare questo sistema di filtraggio, giungendo in mare”.

Mediamente, ogni chilometro quadrato di oceano contiene in media 63.320 particelle di microplastica. Il Mediterraneo risulta uno dei mari più inquinati del pianeta. Nel Mare nostrum si trova circa il 7 per cento della quantità a livello globale.

Mauro Pasquini

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