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Una piaga sociale: i giochi d’azzardo

Ludodipendenza, ossia dipendenza dal gioco d’azzardo. Una realtà antica che solo negli ultimi decenni è stata trattata per quello che è: una grave patologia psichica.

Videolottery, slot machine, gratta e vinci, lotto e superenalotto, i giochi al casinò, il “Win for life”, le scommesse, il bingo, il poker online sono diventati causa di gravi danni economici ed emarginazione per un numero enorme di italiani. Un numero purtroppo in crescita.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) circa 18,4 milioni giocano d’azzardo abitualmente. Il 36% circa del totale della popolazione. La spesa si aggira intorno ai 100 miliardi. Circa 1,5 milioni sono giocatori problematici, ovvero individui nei quali ancora non è presente una vera e propria patologia attiva, ma che sono afflitti da problemi sociali ai quali tentano di porre rimedio (o di sfuggire) attraverso il gioco. Queste persone “faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco, a controllare la spesa, alterando inoltre i comportamenti sociali e familiari”, ha detto Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS.

Esistono poi i giocatori patologici, ossia soggetti nei quali “la dimensione del gioco è ribaltata in un comportamento distruttivo che è alimentato da altre serie problematiche psichiche”. In Italia sarebbero circa 800mila, l’1,5% del totale della popolazione. Un giocatore patologico antepone la ricerca dell’eccitazione del gioco a qualsiasi altro aspetto della vita. A tale scopo stravolge la propria esistenza in funzione della ricerca continua di sempre maggiori risorse economiche. Questo porta a dilapidare patrimoni, indebitarsi, trascurare affetti, amicizie, lavoro. Alla fijne il giocatore patologico distrugge la sua vita e spesso anche quella di chi gli sta accanto. Solitudine, emerginazione e senso di vergogna impediscono al soggetto di chiedere aiuto in tempo, prima di trovarsi in uno stato patologico reversibile solo attraverso trattamenti medici mirati e di lunga durata.

Cosa sta facendo la politica?

Nel luglio scorso il M5S aveva proposto lo stop alla pubblicità per il gioco d’azzardo, provvedimento contenuto nel decreto dignità. Luigi Di Maio aveva affermato che “lo stop alla pubblicità è solo il primo passo per poi andare ben oltre, regolamentando il sistema di gioco, eliminando i centri slot vicino alle scuole, contingentando l’orario per giocare e comprimendo la serialità del gioco che sta creando sempre più dipendenza”.

L’ISS ha bocciato la politica del governo sul gioco d’azzardo sostenendo che la pubblicità non è decisiva per attirare le persone nel vizio del gioco e che le “distanze minime non frenano gli eccessi”. Singolare la reazione di Davide Guarini, segretario generale della FISASCAT – CISL, che frena sulle proposte del governo parlando di «legalità e buona occupazione» nel settore dell’azzardo.

Red

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