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antonio lubrano

Una favola pericolosa

Vi voglio raccontare una favola, che non ha il profumo di quelle che ascoltavamo con gli occhi spalancati da bambini, ma una favola che mette paura, meglio dirlo subito. Una favola i cui protagonisti sono persone di ogni giorno, normali, come noi che ci accingiamo a leggerla, e emigrati disperati.

In un piccolo centro lombardo, Settimo Milanese, c’è la signora Romilda, vedova, forse 70 anni, che decide di andare a trovare sua figlia a Bolzano. Pochi giorni, massimo una settimana. “Ma no mamma, resta ancora un poco…”. Invece passano tre mesi. Succede,no? Lassù l’aria è buona, l’ambiente – come si dice oggi – è sostenibile e poi la figlia e il marito sono così affettuosi.. Insomma la signora Romilda dopo 90 giorni finalmente torna a casa, ma qui l’aspetta una sorpresa.

Il suo appartamento è al secondo piano di un palazzo di cinque piani e proprio un’inquilina del quinto va a darle il bentornata.Poi le chiede: “Scusi signora, ma lei  ha affittato il suo solaio?..Perché si sentono dei rumori continui, voci,ululati, grida, come  di gente che ci abita..”. La signora Romilda cade dalle nuvole e però sale subito in soffitta, allarmata, per vedere come stanno le cose. E qui trova il lucchetto chiuso come lei lo ha lasciato ma penzolante, senza una delle  viti ad anello che lo tengono bloccato. In più la porta scardinata con il classico piede di porco. Entra e trova un gran disordine, due valigie chiuse,non sue, buttate lì al centro dell’ambiente, alcune bottiglie vuote di acqua e di vino lasciate per terra, un lettino disfatto e un forte odore umano.

Giussano, trasferiti i profughi da via Pola

Qualcuno nel palazzo, con l’intento di collaborare alla soluzione del mistero, chiama i carabinieri, che scoprono tracce di droga in quel solaio. Poi,dopo qualche giorno, si apprende che i militi dell’Arma hanno individuato e preso i due “inquilini clandestini”: un uomo e una donna, stranieri.Emigrati. Già, ma come ha fatto la coppia a  vivere  indisturbata e disturbando, nel palazzo che non ha portiere ?

Intanto qualcuno ricorda che il cancello e il portone dell’edificio sono sempre aperti, sicchè chiunque può accedervi  e salire fino alle soffitte senza trovare ostacoli. E dunque, osserva turbata la signora Romilda, di punto in bianco possiamo trovarci in casa o in soffitta degli estranei? Comincia a tremare:” Non si sta più tranquilli nemmeno in casa propria..”. Naturalmente, temendo sorprese simili, gli altri inquilini ispezionano i loro solai, ma per fortuna è tutto a posto. L’ansia e il turbamento però si impadronisce delle famiglie che in questo palazzo hanno vissuto finora tranquillamente: “Con tutti gli emigrati che ci sono in giro..” commenta uno dei presenti.

Passa qualche giorno e dai giornali si apprende che nell’area industriale di Giussano, nord della Brianza monzese, cinque operai clandestini,dai 20 ai 40 anni, emigrati  anch’essi(4 malesi e 1 togolese), vivevano in uno stanzone buio  e dormivano su giacigli improvvisati accanto a un’azienda di legname. Anche qui sono intervenuti i carabinieri, che hanno posto sotto sequestro l’intero fabbricato. Altri inquilini clandestini, insomma.

E’ una favola che resta sospesa. E suggerisce un angoscioso interrogativo: chi ci troveremo in casa o in soffitta domani o doman l’altro? L’unica conclusione è che i protagonisti,la signora Romilda e altri padroni di casa o di soffitte, e gli stessi inquilini abusivi,non vissero felici e contenti..

 

 

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