Back
Groenlandia ghiacciai artico rischio metano Corrente del Golfo

Un’esplosione di metano ci sommergerà?

Un’esplosione di metano può sommergere il pianeta. Perché può innescare quel processo irreversibile di cambiamento climatico con l’innalzamento dei mari fino a 30 metri. L’immagine da tratteggiare quello del gioco di shangai: appena tolta la base di un pezzo può venire giù tutto. L’allarme arriva dal World economic forum e non lascia presagire nulla di buono. “Ci sono parti del ciclo del carbonio del nostro pianeta, i modi in cui la terra e la biosfera immagazzinano e rilasciano carbonio, che potrebbero innescarsi improvvisamente in risposta al riscaldamento graduale”, denuncia l’analista Peter Giger. “Questi sono punti critici – aggiunge l’esperto – che, una volta superati, potrebbero sconvolgere radicalmente il pianeta e produrre un cambiamento climatico brusco e non lineare”.

Pianeta a rischio metano

Foto di Free-Photos da Pixabay

Il problema è proprio questo: il mutamento non segue una sua linearità, come spesso si immagina, ma procede a strappi. Con accelerazioni imprevedibili. Per questo motivo si rende necessario un intervento incisivo e in tempi celeri. Il problema è il metano, collocato in “depositi” all’interno del permafrost e sul fondo degli oceani più profondi sotto forma di idrati di metano. L’innalzamento delle temperature del mare stanno iniziando a sciogliere questi blocchi, producendo il rilascio di metano. Cosa significa questo? L’immissione di un potente gas serra nell’atmosfera, trenta volte più potente dell’anidride carbonica come agente del riscaldamento globale. Questo favorisce un incremento delle temperature velocizzando il procedimento di rottura di altri punti critici. Su tutti lo scioglimento delle tre grandi calotte glaciali terrestri del globo: Groenlandia, Antartide occidentale e Bacino di Wilkes nell’Antartide orientale.

In particolare, osserva Giger, “il potenziale collasso della calotta glaciale dell’Antartico occidentale è visto come un punto di svolta chiave, poiché la sua perdita potrebbe alla fine aumentare il livello globale del mare di 3,3 metri con importanti variazioni regionali”. Come se non bastasse si darebbe inizio al processo irreversibile di scioglimento del ghiaccio terrestre con un innalzamento del livello del mare fino a 30 metri.

L’importanza del sistema Amoc

C’è un altro elemento da considerare. La possibile interruzione del sistema Atlantic meridional overturning circulation (Amoc), una corrente dell’Oceano Atlantico fondamentale per la regolazione climatica del pianeta. “Questo sistema di circolazione guida un flusso di acqua calda e salata, verso nord, sugli strati superiori dell’oceano dai tropici alla regione dell’Atlantico nord-orientale e un flusso verso sud di acqua fredda nelle profondità dell’oceano”. Il meccanismo Amoc si è già indebolito di circa il 15% dalla metà del secolo scorso. “Se continua così, potrebbe avere un impatto importante sul clima dell’emisfero settentrionale, ma in particolare dell’Europa”, spiega Giger. Ma l’impatto sarebbe globale: si ridurrebbero le precipitazioni sul bacino amazzonico con conseguenze sui sistemi monsonici in Asia e trasportando acque calde nell’Oceano Antartico.

Insomma, uno scenario catastrofico. Eppure c’è una buona notizia: il tempo  è poco, ma non è ancora scaduto. Spiega Giger: “Dobbiamo agire ora sul nostro clima. Agire come se questi punti critici fossero imminenti. E smetterla di pensare al cambiamento climatico come a una minaccia a lungo termine, che si muove lentamente e che ci consente di affrontare il problema lungo la strada”. Magari lasciando che le generazioni future se ne occupino. “Dobbiamo intraprendere – insiste l’esperto – un’azione immediata per ridurre il riscaldamento globale e adempiere ai nostri impegni per l’accordo di Parigi e costruire la resilienza tenendo a mente questi punti critici”. Occorre, prima di tutto, provvedere all’abbattimento delle emissioni di gas serra. Ma è altrettanto necessario perseguire le politiche di sviluppo sostenibile in tutti gli altri settore, compresa la lotta alla fame, alla povertà.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup