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Un mondo più uguale può essere meno inquinato

Un mondo più uguale può essere meno inquinato: questo post si collega molto direttamente con quello che abbiamo messo online e che si intitola “Super ricchi e famosi e super inquinatori“. La prima correlazione risiede nel fatto che anche questo racconta di una ricerca che è stata pubblicata sul sito americano The Conversation.

La seconda correlazione è che nel suo studio, il dottorando in Economia Ecologica presso l’Università di Leeds in Inghilterra, Yannick Oswald sostiene che la quantità di denaro che le persone hanno a disposizione è un fattore importante nel determinare cosa consumano e quanto lo consumano, quindi come il denaro è distribuito in una società conta anche se il reddito totale rimane lo stesso. Il consumo di lusso da parte dei ricchi concentra l’attività economica e fornisce un trascurabile benessere extra, ma succhia grandi quantità di risorse. Tutto questo ha anche una relazione strettissima con lo sviluppo sostenibile ed i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030.

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Un mondo più uguale può essere meno inquinato – @.piqsels.com

Cosa dice il Dr.Oswald

“Io e i miei colleghi abbiamo recentemente pubblicato uno studio accademico che ha considerato cosa accadrebbe alla domanda di energia se la disuguaglianza globale fosse ridotta mentre l’economia globale rimanesse della stessa dimensione. In questo esperimento mentale, abbiamo usato un modello di distribuzione del reddito e della domanda dei consumatori basato sui sondaggi per prevedere come la domanda si sposterebbe sostanzialmente nei vari settori. Anche se questo spostamento aumenterebbe probabilmente la domanda totale di energia nel mondo, ha anche il potenziale di accelerare la transizione verso un’energia più pulita e quindi è cruciale per la politica climatica”.

Il consumo di lusso da parte dei ricchi concentra l’attività economica e fornisce un trascurabile benessere extra, ma succhia grandi quantità di risorse. Per esempio, i ricercatori in Australia hanno stimato che il funzionamento di un mega-yacht di 80 metri di lunghezza richiede circa 4.600 tonnellate di CO₂ all’anno. Questo equivale alle emissioni annuali di CO₂ legate a 900 cittadini medi del Regno Unito, senza nemmeno considerare gli impatti ecologici della costruzione dello yacht”.

La quantità totale di energia utilizzata aumenterebbe in questo mondo più egualitario perché le famiglie a basso e medio reddito risparmiano meno dei loro guadagni, quindi la redistribuzione a loro comporterebbe un maggiore consumo complessivo (anche se per necessità piuttosto che per lusso).

“Tuttavia, i nostri calcoli stimano che questo aumenterebbe la domanda globale di energia solo del 7%, che è un “costo energetico” relativamente piccolo da pagare per sradicare completamente la povertà estrema e assicurare che quasi tutti abbiano accesso a una quantità decente di energia. E questi sono solo gli effetti immediati e diretti della redistribuzione. A lungo termine, stimiamo che una volta che le relazioni tra l’economia e l’uso dell’energia sono prese in considerazione, questo mondo più egualitario sarebbe molto più facile da decarbonizzare”.

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Un mondo più uguale può essere meno inquinato – @.piqsels.com

Le conclusioni

Questo perché – è spiegato dall’autore dello studio e dai suoi colleghi –  in una società più equa, la domanda di energia si sposta dai trasporti e dal lusso alle necessità e alla sussistenza. Infatti, se il mondo nel suo complesso fosse radicalmente più egualitario, con una disuguaglianza di reddito inferiore persino ai paesi scandinavi, la nostra ricerca prevede che la domanda globale di energia nei trasporti diminuirebbe di circa il 30%, poiché le persone ricche volerebbero meno, guiderebbero meno auto e meno spesso, e forse avrebbero meno yacht. Il rovescio della medaglia è un aumento dell’uso di energia residenziale, che aumenterebbe del 21% perché più persone si assicurerebbero un riparo adeguato, cibo e riscaldamento o raffreddamento.

Tale cambiamento è importante perché il consumo di lusso, come l’aviazione e gli yacht, è spesso difficile da decarbonizzare e la soluzione migliore è semplicemente ridurre la domanda in quei settori. Al contrario, le misure di ammodernamento per le case sono spesso poco costose e potrebbero essere fatte oggi.

“Nella nostra ricerca abbiamo guardato al livello globale, ma non c’è motivo per cui la stessa logica non debba applicarsi alle nazioni. La maggior parte dei paesi oggi ha un’alta disuguaglianza di reddito e le famiglie ricche quasi universalmente consumano più trasporti privati e articoli di lusso delle famiglie a basso o medio reddito. Ridurre la disuguaglianza varrebbe la pena, non importa se tra paesi o all’interno dei paesi – in definitiva, risolvere la crisi sociale e la crisi ecologica non è un dilemma, ma una situazione win-win”.

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