Back

Uguaglianza di genere: meglio il modello anglosassone o quello scandinavo?

Uguaglianza di genere. Uno studio rivela dati interessanti sulla presenza femminile nei consigli di amministrazione delle grandi aziende. Ecco quale riflessione ne consegue.

Australia, Norvegia, Gran Bretagna e Canada: i primi della classe per le “donne in carriera”

L’Australia ha raggiunto una rappresentanza femminile di oltre il 30% nei consigli di amministrazione di società che non adottano misure su quote di genere. È quanto emerge da uno studio della UQ Business School – University of Queensland. Esattamente risulta che la rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione è passata dall’8,3% nel 2008 al 33,6% nel 2021. Un dato che gli esperti giudicano estremamente positivo. Soprattutto in considerazione del fatto che l’Australia, nel suo complesso, è un paese dove le politiche di uguaglianza di genere sono poco sviluppate e non godono di particolare interesse al di fuori del dibattito politico.

Meglio dell’Australia fa solo la Norvegia. A metà del 2009, il paese scandinavo ha raggiunto una quota del 40% di donne nei consigli di amministrazione delle società pubbliche quotate. Ma in Norvegia, due anni prima, erano state introdotte le quote di genere. Eguagliano l’Australia il Canada e la Gran Bretagna, che hanno entrambi raggiunto il 30%. In questo caso però, dato molto importante, senza quote imposte dalla legge.

Quale modello per l’uguaglianza di genere?

Osservando questi primi della classe in fatto di uguaglianza di genere, è possibile fare una prima considerazione: nel mondo anglosassone si raggiungono gli stessi risultati dell’Europa scandinava. Trattasi di due culture estremamente avanzate riguardo ai diritti civili e più in generale a una visione progressista delle rispettive società. Tuttavia, nel modello europeo, qui considerato nella sua forma più avanzata, a promozione e tutela di questi risultati vi è un diretto intervento dello Stato, attraverso una legislazione che impone quote di genere.

Come abbiamo visto, la Norvegia primeggia egregiamente. Ma lo fa anche perché si è data una legge ad hoc. È indiscutibile che si tratti di una vittoria della componente progressista della società e delle forze politiche che di essa sono espressione. Ma da un punto di vista culturale, il confronto col modello anglosassone (Australia, Canada e Gran Bretagna) impone una serie di riflessioni più approfondite. Quali elementi del funzionamento della società anglosassone, o meglio, quali combinazioni di essi, predispongono il sistema del lavoro ad essere più inclusivo a un livello così apicale? Il tutto senza la necessità di un intervento diretto dello stato? Questo dovrebbe essere il grande quesito numero uno per i giuslavoristi impegnati nelle politiche per l’uguaglianza di genere.

Europa del sud, la maglia nera

Non si tratta di una ricercatezza scientifica. Bensì di una consapevolezza che, una volta raggiunta, svolgerebbe un ruolo cruciale nell’implementare nuove e più efficaci politiche di inclusione per le generazioni future. E non certo per i paesi scandinavi, dove almeno le istituzioni sono sufficientemente attive e dinamiche da aver legiferato in materia. Ma dove, come nei paesi dell’Europa mediterranea, entrambe “le gambe”, sia quella istituzionale sia quella privata, arrancano gravemente in tema di uguaglianza di genere. Vero è che in questa parte rigogliosa e soleggiata del Vecchio Continente, le cose stanno finalmente iniziando a cambiare. Tuttavia, nel complesso, siamo ancora molto indietro. Sia per quanto riguarda l’aspetto legislativo, sia per quelle che sono le reali opportunità di carriera che il mondo privato mette autonomamente a disposizione, senza discriminazione di genere.

 

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup