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Dalla Fattoria alla Tavola, progetto Ue

UE: la salvezza del clima passa dalla Fattoria alla Tavola

“Farm to fork” (dalla Fattoria alla Tavola) è il documento che illustra la politica agricola dell’Unione per arrivare al 2050 con una significativa riduzione del riscaldamento climatico.

Tutto parte da una premessa: il 40% del bilancio complessivo UE dovrebbe contribuire all’azione per il clima. La Commissione guidata da Ursula von der Leyen ha espresso la volontà di promuovere l’agroecologia.

Ecco come si articola il Farm to Fork

Pesca: il 30 % dei finanziamenti destinati alla pesca destinato ad obiettivi in materia di clima. Ovvero il 30% degli aiuti verrà trasferito all’industria meccanica, per ridurre le emissioni dei motori dei pescherecci che battono bandiera europea.

Sostenibilità al giusto prezzo: garantire che i cittadini abbiano prodotti alimentari sostenibili a prezzi contenuti. E qui entrano in gioco le riflessioni sulla Politica Agricola Comune di cui abbiamo scritto qui.

Agroecologia: bisogna fare fronte ai cambiamenti climatici, proteggere l’ambiente, preservare la biodiversità, promuovere l’agricoltura biologica, dice la Commissione. Concetti che necessitano anche di contributi pubblici adeguati a promuovere la conversione e il mantenimento delle colture bio.

Il documento si sviluppa su 5 linee di intervento

1) Garantire una transizione equa: garantire una transizione giusta ed equa per tutti coloro che lavorano nel settore agricolo e marittimo in Europa. Che dipende anzitutto dall’efficacia nell’attuazione della direttiva Unfair Trading Practices (UTPs), tesa appunto a riportare equilibrio nelle relazioni di filiera. E non può prescindere da nuove regole comuni, per la tutela dei lavoratori e la lotta contro il loro sfruttamento,

2) Tagliare la chimica in agricoltura: ridurre la dipendenza da pesticidi chimici, concimi e antibiotici, il loro utilizzo e i relativi rischi.

3) Innovare per proteggere le colture: il concetto di sviluppare metodi innovativi nell’agricoltura e nella pesca per proteggere i raccolti da organismi nocivi e malattie ha due valenze. Una riguarda lo sviluppo della c.d. agricoltura di precisione. Per il risparmio sulle risorse e magari anche il diserbo meccanico. La seconda ipotesi è invece quella di de-regolamentare i nuovi OGM.

4) Prevenire e contrastare le frodi alimentari :  la situazione rimane critica, come conferma il rapporto del 12 aprile del 2019 dello EU Food Fraud Network e si attende la nuova proposta del regolamento,

5) sostenibilità ambientale delle derrate d’importazione: i prodotti alimentari importati da Paesi terzi devono rispettare le norme UE in materia di ambiente. Olio di palma, soia OGM e carni americane, è indispensabile prendere posizione contro queste materie prime e procedere al rafforzamento delle filiere che in Europa realizzano derrate alternative.

Insieme a questi ragionamenti c’è Greenpeace che vorrebbe una riduzione del consumo di carne nell’UE del 71% entro il 2030 e dell’81% entro il 2050. Non più di 300 grammi di carne a persona alla settimana entro il 2050

L’organizzazione sostiene che il calcolo di una riduzione del consumo a 24 kg per persona all’anno entro il 2030, e poi ulteriormente a 16 kg entro il 2050, si basa su livelli che, secondo gli scienziati, garantirebbero la sicurezza alimentare, mantenendo il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C.

A livello globale, per controllare l’attuale crisi ecologica che stiamo affrontando, dovremmo dimezzare i consumi fino al 2050“, ha dichiarato a Euronews Sini Eräjäää, Agriculture and forest campaigner dell’Unità Europea di Greenpeace.

Ma in Europa, poiché consumiamo di più a livello globale, dovremmo tagliare di più. La Commissione vuole parlare di garantire alimenti sani e a prezzi accessibili prodotti in modo sostenibile? Ottima idea, ma questo significa che è il momento di parlare di riduzione della carne“.

Quando si è chiesto se ciò avrebbe significato il crollo dell’industria agricola e di tutti i posti di lavoro e i mezzi di sussistenza ad essa collegati, Eräjäää ha sostenuto: “Avremo bisogno di una produzione alimentare più che mai sana. I responsabili delle decisioni stanno discutendo della politica agricola comune. Li esortiamo a garantire agli agricoltori il sostegno di cui hanno bisogno per le massicce transizioni di cui abbiamo bisogno“.

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