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Tutto su Rome reborn, l’app che viaggia nel tempo

Abbiamo intervistato il Professor Bernard Frischer (in foto), illustre accademico statunitense ideatore di Rome reborn, l’app che come una macchina del tempo proietta l’utente nella Roma imperiale del quarto secolo dopo Cristo. Un’autentica “passeggiata” nella civiltà che ha dato il maggiore impulso alla creazione dell’Occidente e allo sviluppo dell’Umanità.

Grazie alla più avanzata tecnologia 3D, è possibile camminare per le strade, nelle piazze, visitare gli spazi verdi, entrare negli edifici, proprio come un antico romano. Tutto è ricostruito con assoluta precisione, grazie a un ingente impegno finanziario e al lavoro certosino di un team di eccellenza composto da archeologi ed esperti di animazione in 3D. Qui di seguito un breve video promo in cui è illustrato il foro romano.

La sensazione è quella di avere a che fare con la storia romana per la prima volta. A tali livelli di precisione, la potenza dell’impatto visivo impone l’utilizzo dell’animazione in 3D come componente cruciale dello studio della storia, a tutti i livelli, divulgativo e accademico.

Bernie Frischer è inoltre fondatore del Virtual Word Heritage Lab, vera e propria incubatrice di tutte le innovative idee che hanno portato alla creazione di Rome reborn.

 

1) Professore, quando e come le è venuta l’idea di fondare il Virtual World Heritage Laboratory?

Il Virtual World Heritage Laboratory è il nuovo nome che ho dato nel 2009 al Cultural Virtual Reality Laboratory, che ho fondato alla UCLA (University of California, Los Angeles) nel 1997. Fino a quel momento, gli umanisti in genere hanno avviato centri di ricerca come veicolo istituzionale per i loro progetti di ricerca. Mentre un “laboratorio”, diversamente da un “centro di ricerca”, avrebbe avuto la sperimentazione empirica quale normale attività quotidiana. Pertanto ho usato il termine “laboratorio” anziché “centro di ricerca”, a sottolinearne la missione empirica, in diversi sensi. Il mio laboratorio era un luogo in cui sperimentare l’utilità delle nuove tecnologie 3D per facilitare la ricerca nell’ambito tradizionale del patrimonio culturale; era un luogo in cui la tecnologia, una volta messa in campo, poteva supportare osservazioni empiriche, esperimenti nonché la ripetizione di esperienze impossibili nelle discipline storiche, non potendo viaggiare nel tempo.

 

2) Parliamo di Rome Reborn. Com’è nato il progetto?

Roma Reborn ha iniziato a prendere forma nell’ottobre del 1974 quando, appena ottenuto il Rome Prize in studi classici all’American Academy in Rome, ho visto il meraviglioso “Plastico di Roma Antica” realizzato da Italo Gismondi al Museo della Civiltà Romana all’EUR. Nel 1988 ho pubblicato per la prima volta  una proposta del progetto che in seguito ho chiamato “Rome reborn” . Ho iniziato il lavoro effettivo nel periodo 1994-1996. A causa dei continui progressi tecnologici, la costruzione del modello di Roma nell’anno 320 d.C. ha richiesto tre fasi distinte per arrivare alla versione attuale.

 

3) Quale sforzo ha richiesto il progetto in termini di professionalità coinvolte e risorse finanziarie necessarie?

Le risorse necessarie sono state di natura tecnica, archeologica, storico-artistica e manageriale. Probabilmente dovrei aggiungere anche emotiva / psicologica: inutile dire che ci sono stati momenti stressanti e deludenti, nei quali altri avrebbero rinunciato. Le risorse finanziarie necessarie per questo progetto durato 22 anni sono state significative per l’ambito degli studi umanistici: ho dovuto raccogliere circa 3 milioni di dollari fino ad oggi.

 

4) Da archeologo e amante della storia, quanto ritiene importante la conoscenza e la divulgazione del passato?

La premessa delle discipline umanistiche è che la nostra identità individuale di esseri umani proviene dal processo di educazione o, più in generale, dall’acculturazione. Abbiamo solo una possibilità di svilupparci al massimo come esseri umani. Per me, questo significa conoscere il nostro posto nello spazio e nel tempo. Un essere umano pienamente sviluppato dovrebbe comprendere l’origine, l’evoluzione e il futuro dell’Universo; l’origine e la natura preziosa della vita; e il corso ricco, stimolante, ma anche a volte disastroso dello sviluppo culturale umano. Un progetto come Rome Reborn consente, con più facilità ed efficacia, alle persone di tutte le età di conoscere l’antica Roma, con tutti i suoi punti di forza e di debolezza. Voglio, spero, che Rome Reborn ispiri anche altri a intraprendere progetti simili, almeno per gli altri due pilastri della nostra civiltà: Atene e Gerusalemme. Quanto più le persone, soprattutto i giovani, verranno messe nelle condizioni di assorbire la conoscenza del passato, tanto più potranno realizzare il loro enorme potenziale come esseri umani. Come diceva Goethe, dovremmo rendere la nostra vasta eredità culturale l’eredità che lasciamo alle generazioni future. Rome Reborn è stato intrapreso per fornire un nuovo modo di realizzare quella nobile visione .

 

5) Ritiene vi sia una resistenza all’utilizzo di questi strumenti da parte di settori del mondo accademico legati a metodi di insegnamento più tradizionali?

No, al contrario. Ho sempre trovato, con mia grande gioia, che gli studiosi più “tradizionali” e “conservatori” – quelli la cui parola d’ordine è “solo i fatti, per favore – niente teorie!” – abbracciano calorosamente Rome Reborn. Comprendono che è un nuovo modo di esprimere e comunicare i “fatti” e le relative ipotesi di restauro usando lo stesso vecchio standard della scienza: trasparenza sulle prove e gli argomenti. Anche i colleghi più orientati alla teoria trovano utile Roma Reborn, quale strumento utilizzabile per visualizzare modelli che essi ritengono possano rivestire questo o quell’aspetto della vita, del pensiero o delle credenze degli antichi.

 

6) Qual è il personaggio dell’Antica Roma che l’ha colpita di più? E perché?

Romolo, il fondatore della città. Fin dall’inizio, ha capito che Roma sarebbe stata un luogo di rifugio per il criminale, l’emarginato, lo straniero. Lui stesso era un orfano e un giovane delinquente; il suo atto di fondare la città comportava il fratricidio. Dovette ricorrere al rapimento delle Sabine per trovare delle mogli per la sua banda di primi seguaci. Ma proprio perché non aveva nulla di cui essere orgoglioso riguardo alla sua famiglia, classe e carattere, ha posto le basi per lo sviluppo di Roma quale primo e fino ad oggi unico impero cosmopolita nella storia del mondo, dove a nessuno erano rinfacciati razza o luogo di nascita . Ok, devo affrettarmi ad aggiungere che Romolo percepiva appena quello che stava facendo (sempre supponendo che nell’VIII secolo a.C. fosse davvero esistita una persona con questo nome, cosa che, naturalmente, dubito). Ma la leggenda di Romolo e delle sue gesta è sempre stato un elemento cruciale nella storia romana, che ha ispirato i leader di Roma a fare sempre la cosa giusta in termini di diffusione dello stato di diritto, dell’uguaglianza e, in definitiva, della cittadinanza per tutte le persone libere entro i confini del suo vasto impero. I precedenti e successivi imperi nella storia si sono basati sull’oppressione. Roma era basata sull’inclusione e l’assimilazione.

Mauro Pasquini

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