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Tutte le fake news sui migranti clandestini in Italia

Migranti.Pozzallo, Sciacca, Lampedusa in Sicilia ma anche Porto Pino e Sant’Antioco in Sardegna. Gli sbarchi di clandestini sulle nostre coste sono all’ordine del giorno. Al punto che di questi è impossibile fare una cernita ed è su questi che lavora chi alimenta la paura dell’invasione nel nostro Paese. Ma i numeri, quelli veri, smentiscono tutto, la paura e l’invasione. Vediamo perché.

Il sentimento più diffuso nell’Italia di oggi è quello che stiamo assistendo ad una vera e propria invasione di africani nel nostro paese e la maggior parte dei nostri concittadini vorrebbe tenere i porti italiani chiusi come ha propagandato l’ex Ministro Salvini. Se l’Informazione quella con la I maiuscola avesse il coraggio di scrivere e diffondere i dati del Ministero dell’Interno dunque quello guidato dall’ex leader leghista, la gente forse avrebbe una idea diversa: come abbiamo scritto il 28 agosto scorso in questo post gli immigrati extra-europei presenti nel territorio italiano sono il 7% della popolazione totale, ma più del 70% degli italiani ritiene che siano il quadruplo. Nel 2018 sono sbarcati in Italia 19.805 migranti, contro i 181.436 del 2016 e i 119.369 del 2017. Gli stessi dati  – del Viminale – dicono che il trend di forte diminuzione nel 2018 rispetto al 2017 era già in corso nei mesi di febbraio, marzo, aprile e maggio, ossia prima dell’entrata in carica del governo gialloverde.

Al 1°gennaio di quest’anno i cittadini provenienti da altre nazioni ma in possesso della cittadinanza italiana erano 5.255.503 e rappresentano l‘8,7% della popolazione residente. Di questi invasori il 23 % sono rumeni, l’8,4% albanesi e l’8% marocchini…Gli africani nostri concittadini sono poco più di 1 milione e centomila. I clandestini sono un conto a parte perché vanno identificati, vagliati nelle loro posizioni e poi eventualmente: rispediti a casa loro se col paese di provenienza c’è un accordo che preveda il reimpatrio altrimenti non si può fare; inviati in un altro paese; accolto in Italia con la dignità che si deve ad ogni essere umano.

Quindi…invasione? Ecco la storia che ci aiuta.

Nei secoli XVI° e XVII° – per non parlare di quanto avvenne prima e cominciare dalla storia moderna –  si stima che una cifra tra i 50 ed i 55 milioni di persone partì dall’Europa verso il Sud America (spagnoli e portoghesi), Nord America (olandesi, inglesi e francesi), Africa (olandesi, inglesi, francesi, tedeschi poi italiani) e Medio ed Estremo Oriente (olandesi, francesi e inglesi). Erano coloni sostanzialmente alla scoperta dei nuovi mondi che si insediarono ovunque ci fosse posto e modo di guadagnare e di assicurare a sé stessi ed alle proprie famiglie un futuro migliore di quello che avevano lasciato nei luoghi di partenza…Poi vennero i mercanti, missionari e militari. E poi gli esiliati, condannati, eretici ed oppositori politici…

Perché tutto suona assolutamente uguale ad oggi?

invasione africana

Francisco Pizzarro – conquistatore dell’Impero Inca

Poi – noi europei –  lo abbiamo rifatto. Tra il 1820 e il 1940, emigrano circa 60 milioni di europei, più di un milione di persone l’anno nei primi vent’anni del novecento. Trentotto milioni di queste persone andarono negli Stati Uniti, gli altri in Canada, America del sud, Australia e qualcuno in Africa.

Questa emigrazione era composta da  persone dei paesi dell’Europa meridionale, in particolare Italia, Spagna e Portogallo: 16 milioni gli italiani che andarono negli Stati Uniti, Canada, Brasile, Argentina, Australia, Libia, Corno d’Africa. E qualcuno si è comportato male come si comporta male qualche immigrato di oggi.

E’ la seconda guerra mondiale che crea legalmente una nuova figura di migrante: il profugo, che fugge da guerre e persecuzioni. Gli ebrei in particolare.

invasione africani

La Convenzione di Ginevra

La Convenzione di Ginevra del 1951, introduce la figura giuridica del rifugiato : “ colui che nel giustificato timore d’essere perseguitato per la sua razza, la sua religione, la sua cittadinanza, la sua appartenenza a un determinato gruppo sociale o le sue opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato”.

Il boom economico europeo degli anni sessanta crea un altro fenomeno migratorio: nel Nord Europa serve manodopera  ed ecco arrivare Italiani, spagnoli, portoghesi, greci anche loro in cerca di una posizione migliore di quella che lasciano a casa loro…A questi cominciano ad aggiungersi anche lavoratori migranti da fuori Europa: turchi, marocchini, tunisini, algerini.

Verso la fine degli anni ottanta un altre fronte: quello che va dall’Est d’Europa verso Ovest perché dopo la caduta dei regimi comunisti molte persone si ritrovano povere a casa loro ma con le frontiere verso l’occidente ricco e benestante, aperte.  Nel 1989 sono 1,2 milioni le persone che arrivano dall’Est europeo e poi milioni di persone negli anni a venire: polacchi, romeni, albanesi, moldavi, ucraini, russi, fino ad arrivare ai profughi di guerra dopo le atrocità nella ex Jugoslavia.

invasione africani

Una nave albanese negli anni ’80

Oggi i flussi più consistenti di migranti arrivano da paesi extra-europei, da Africa, Asia e Sud America in particolare.

Un quadro che, secondo i dati Eurostat, ha visto la popolazione straniera residente in Europa quasi raddoppiare negli ultimi venti anni, passando dai circa 20 milioni del 1998 ai circa 37 milioni del 2016 (il dato include i cittadini europei che vivono in un paese europeo diverso da quello di cittadinanza).

Un insieme dove si mescolano migranti forzati – si veda ad esempio il flusso di un milione di persone, molte delle quali siriane, arrivate in Europa nel 2015 – e migranti economici, familiari che si ricongiungono e nuovi cittadini europei.

Il dato importante è quello del consolidamento della presenza degli stranieri nel nostro paese, lo indicano i numeri delle sempre maggiori acquisizioni di cittadinanza, con una contemporanea riduzione del flusso di ingressi per motivi di lavoro.

Diverso, anche se strettamente collegato, il numero in ingresso di richiedenti asilo che arrivano via mare sulle nostre coste: circa 500 mila ingressi negli ultimi tre anni, ma che si stanno drasticamente riducendo da luglio 2017.

invasione africani

Barconi per migranti abbandonati

Lezioncina finale? I migranti in Italia ed in Europa non sono un fenomeno improvviso e straordinario. Le guerre, le liti tribali, le questioni religiose e la povertà hanno origini antichissime, secolari. E sono tutte cause alle quali il mondo occidentale ha contribuito in modo molto invadente : la presenza dei coloni, missionari, militari, mercanti, avventurieri, brave persone eccetera, eccetera ha impoverito quei paesi in modo sistematico nel corso dei secoli che oggi sono costretti a lasciarli.

Ma attenzione c’è anche un ennesimo fattore egoistico dell’economia occidentale che necessita di manodopera a basso costo ed allora chi meglio dei migranti, vulnerabili, ricattabili, dipendenti da una condizione di povertà e sociale di livello bassissimo? Rileggere la storia: come erano i migranti dei Mayflower che approdarono sulle coste del Massachussets scappando dall’Inghilterra nel XVII° secolo; come lo erano quelli che tra fine ‘800 ed inizio ‘900 scapparono dall’Europa e via dicendo…

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