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Caposele Piazza Sanità

Turismo sostenibile: Caposele e il santuario di San Gerardo La Maiella

Turismo sostenibile: pellegrinaggi, cammini e mete religiose, sono i viaggi di natura devozionale strutturati per il raggiungimento di luoghi spirituali e di penitenza. Con la fede, dunque, si scopre anche il patrimonio culturale di molte aree interne e incontaminate dell’intero Stivale. I rassicuranti dati dello scorso 2019, rilevati dall’Unwto, Isnart e Aorl parlano chiaro: il 20%, in cifre, corrispondono ad un equivalente di 330 milioni di turisti l’anno per finalità religiose, dal quale si ha una un giro d’affari di 18 miliardi di dollari circa ovvero poco meno di 17 miliardi di euro, per intenderci. I luoghi di culti richiamano frotte di viaggiatori curiosi e credenti ma, a causa della devastante pandemia di quest’anno, di carattere mondiale, si prospetta un crollo di numeri.

Previsioni turismo ed effetti della pandemia

Nel 2019, si stima il 41,4% dei visitatori, misti tra pellegrini e curiosi, di un’età compresa fra i 30 e i 50 anni. Difatti, risulta essere oramai un cliché di altri tempi, pensare che questi itinerari possano essere motivi di uscite fuori porta per famiglie: i nuclei familiari che decidono di trascorrere le proprie vacanze per escursioni dedicate alla fede corrispondono in percentuale al 13,3%, a fronte del 32,7% dei peregrini in coppia, e del 19,7% dei gruppi misti, e solo il 9,8% dei turisti da soli. Previsioni che, comunque, dovranno fare i conti con l’emergenza sanitaria da Coronavirus.

Le mete religiose più importanti

La fede è il carburante del movimento dei viaggiatori, ma quali sono le mete più richieste in Italia? Gli itinerari più gettonati sono il Vaticano, la basilica di San Pietro a Roma con i suoi 11 milioni di visitatori, Assisi con 5 milioni, il santuario di San Giovanni Rotondo, dove visse e operò San Pio, con 5,6 milioni di fedeli, il santuario mariano di Loreto, nelle Marche, richiama 4 milioni di visitatori l’anno, Padova per Sant’Antonio con 3 milioni di pellegrini l’anno, parimenti alla Madonna a Pompei.
Secondo l’Ori, associazione a servizio della Cei per l’ospitalità religiosa, sono stati 5,6 milioni i turisti che hanno optato per lo scorso anno, di soggiornare in una struttura associata, di cui più della metà, con i 3,3 milioni sono risultati essere stranieri.

L’Irpinia e il turismo: il caso di Caposele

Numeri più contenuti, ma proporzionalmente rilevanti, sono quelli per San Gerardo Maiella in provincia di Avellino, con i suoi 40mila visitatori circa dello scorso anno: il Santuario già citato, insieme a quello di Montevergine, è incontestabilmente motivo di traino e volano turistico per la provincia di Avellino, territorio caratterizzato da aree lasciate in isolamento e di borghi che urlano lo spopolamento.

Il Campanile della sanità

Nella frazione di Caposele, Materdomini, poi, si trova un’altra eccellenza, la basilica col santuariodi San Gerardo Maiella, il santo delle mamme e dei bambini, uno dei più importanti della regione, la cui costruzione, risale all’anno 1200, anche se allora fu intitolato a Sancta Maria de Silere (Santa Maria del Sele). Un luogo anche questo, pieno di storia e di storie ad esempio sull’origine della Mater Domini, che qualcuno vuole che sia stata ritrovata da alcuni pastori nel bosco; altri hanno affermato che essa sia apparsa (denominandosi la Mater Domini) su un sambuco ad alcuni contadini, ai quali chiese ed ottenne che costruissero una cappella in suo onore.

Nel 1746 Sant’Alfonso Maria De Liguori, fondò una casa dei suoi Missionari a Materdomini per prendersi cura del Santuario. San Gerardo fu assegnato qui nel giugno 1754 e vi morì il 16 ottobre 1755. Nel 1930 il Santuario della “Madre del Signore” che custodisce la Tomba di San Gerardo fu insignito del prestigioso titolo di Basilica dal Sommo Pontefice Pio XI dove oggi si può trovare anche il

Museo gerardino, una testimonianza del legame tra il santo protettore ed i suoi fedeli. Vi sono custodite le lettere autografe del santo, gli arredi liturgici (sala degli arredi), gli affreschi (sala degli affreschi), testimonianze preziose della vita del santuario nei secoli con le cerimonie che ancora oggi si ripetono.

La stessa chiesa madre di Caposele, dedicata a S.Lorenzo martire, che sorge oggi, esempio di architettura moderna, sulle macerie della preesistente, racconta una storia legata al tema dell’acqua, scelta come linea progettuale così particolare dall’architetto Vittorio Gigliotti, che naque da una felice interpretazione del brano del profeta Ezechiele, nel quale è narrata la visione dell’acqua che, sgorgando dal Tempio di Gerusalemme, fluisce, risana e dona la vita. Come da Caposele le acque ristoratrici del Sele, donano linfa vitale alle altrimenti riarse terre della Puglia.

San Lorenzo

Il progetto premiato a New York

Nel 1988 questo progetto ottenne il primo premio alla Architectural Awards di New York. Il tempio artistico, oggi è impreziosito dalle opere dell’artista bergamasco Mario Toffetti, “l’artista dei Papi”, autore tra l’altro, delle porte bronzee della Basilica Patriarcale di Santa Maria Maggiore e del battistero della Cappella Sistina a Roma.

Per completare l’itinerario tematico, qualche anno fa è stato allestito inoltre, un Museo didattico delle macchine di Leonardo Da Vinci, in un ex deposito dell’acquedotto con 23 riproduzioni dei meccanismi Leonardiani molti dei quali, avevano e hanno, nella loro versione moderna, l’acqua come forza motrice, grazie al quale riusciamo a far riflettere e discutere (soprattutto studenti ma non solo) della risorsa acqua da altri punti di vista, raccontando la storia delle scoperte scientifiche del genio vinciano, che incrociamo con quello in cui si sono tradotte evolvendosi, a Caposele come nel resto del mondo.

Contenuti di:

Concetta Mattia – presidente Pro Loco Caposele

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