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Turismo solidale: il cammino delle Terre Mutate

Turismo solidale. Conoscenza e solidarietà si incontrano nel cammino delle Terre Mutate, un viaggio nella bellezza dell’Appennino che dona speranza alle zone terremotate.

Bellezza, conoscenza e solidarietà

Il cammino delle Terre Mutate è percorso che unisce amore per la natura, spiritualità e solidarietà. Si snoda tra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Un itinerario che attraversa il cuore dell’Appennino, dove per più di 250 chilometri è possibile visitare antichi borghi abbandonati e luoghi di culto, e immergersi nella variegata bellezza di aree protette come il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.

Il tutto contribuendo ad aiutare territori distrutti a rinascere. Infatti, le vie da percorrere a piedi o in bici, così come i sentieri escursionistici, lambiscono terre duramente colpite da devastanti eventi sismici che provocato a più riprese morte e distruzione. E il riscatto di questi territori e delle comunità che li abitano passa anche per il crescente interesse verso questo tipo di turismo sostenibile che conquista e sensibilizza i visitatori. 

Una nuova concezione di turismo

Visitare questi luoghi non significa solo godere della vista di paesaggi incantati, ma anche entrare in stretto contatto con il dolore e la voglia di ricominciare di persone che nel giro di pochi minuti hanno perso familiari, amici, colleghi, e visto scomparire i frutti di una vita di sacrifici. Attraverso il crudo contrasto tra la bellezza dei territori e la difficile ricostruzione, i visitatori hanno l’opportunità di arricchirsi culturalmente e spiritualmente, e al contempo di contribuire sentimentalmente e materialmente a dare una speranza alle comunità locali.

Amatrice, terremoto

Conoscenza e solidarietà sono insieme il senso profondo del cammino delle Terre Mutate, che non vuole essere semplicemente una nuova offerta turistica, bensì una nuova concezione di turismo, un turismo solidale. Possibile solo camminando, scalando o pedalando. Attività che non prevedono la ressa, l’affollamento, la fretta. La lentezza è infatti la giusta dimensione per entrare in empatia con questi luoghi, non limitandosi a “consumarli”.

La “Lunga Marcia” del turismo solidale

Con questo spirito è nata l’iniziativa Lunga Marcia, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare società civile e istituzioni e promuovere la nascita di una vasta rete di relazioni fra visitatori, volontari, abitanti del luogo, mondo dell’impresa e realtà istituzionali per restituire un futuro a questo meravigliosi e martoriati territori. Un progetto che stando frutti. Ad oggi è stimata in circa 2000 euro al giorno la spesa effettuata dai visitatori in a vantaggio di imprese e associazioni locali di ogni paese visitato,il che significa circa 24mila euro per ogni marcia.

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