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Turismo e isole: quali rischi?

Turismo a rischio nelle isole perchè le isole sono a rischio. Perché? La risposta è nel più grande argomento che il mondo degli uomini si trova ad affrontare: il cambiamento del clima. E le ragioni principali del rischio scomparsa delle isole legate al clima sono due: la scomparsa dei coralli d’acqua calda e delle barriere coralline – per quelle tropicali. La seconda è l’innalzamento del livello del mare.

Il riscaldamento globale impedirà che l’aumento della temperatura della Terra rimanga ancora  al di sotto di 1,5ºC. Il che vuol dire che il 70%-90% di tutte le barriere coralline d’acqua calda scomparirà, e se dovesse salire di 2 gradi allora scomparirebbe addirittura il 99% delle barriere coralline.

Il progetto europeo SOCLIMPACT ha coinvolto istituti di ricerca ed enti locali, università e società private, economisti e politologi, fisici e climatologi, hanno unito le forze per capire cosa potrebbe succedere nei prossimi decenni e per individuare strategie efficaci di adattamento ai cambiamenti previsti. Tra le università impegnate una che Impakter Italia conosce molto bene, l’Alma Mater Università di Bologna, della cui vocazione alla sostenibilità abbiamo scritto e raccontato più volte.

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Il dettaglio del progetto

Finanziato dal programma Horizon 2020, il progetto è durato 40 mesi di lavori. Ha coinvolto 24 partner di ricerca da otto paesi europei, con l’obiettivo di costruire modelli di previsione dei cambiamenti climatici su scala locale, guardando a territori particolarmente fragili ed esposti come quelli delle isole.
Le Antille Francesi, le Azzorre, le Baleari, le Canarie, la Corsica, Creta, Cipro, Fehrman, Madeira, Malta, Sardegna e Sicilia sono le isole e gli arcipelaghi dell’Unione Europea su cui si sono concentrati gli studiosi. Con un focus su quattro settori chiave per la “blue economy”: acquacoltura, energia, trasporti marittimi e turismo.
Proprio il turismo, in particolare, è il tema su cui si è focalizzato il gruppo dell’Università di Bologna coinvolto nel progetto, che ha lavorato sfruttando le competenze del Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST), attivo al Campus di Rimini e punto di riferimento internazionale per la ricerca nel settore turistico.
Il nostro contributo si è concentrato soprattutto sull’introduzione di metodologie sperimentali per stimare l’impatto dei cambiamenti climatici sul settore turistico, attraverso l’uso di big data provenienti dai social media e da altre piattaforme web“, spiega Paolo Figini, professore al Dipartimento di Scienze Economiche, che ha guidato il gruppo di ricerca Unibo. “Questo approccio ci ha permesso di valutare in maniera innovativa l’impatto dei cambiamenti climatici sul settore turistico, sia definendo la variazione futura della spesa turistica e il suo impatto sul PIL, sia stimando l’impatto che i cambiamenti climatici hanno sull’immagine delle destinazioni turistiche“.
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L’aumento del livello del mare, la perdita di superficie costiera, i mutamenti della flora marina, l’aumento degli incendi, la maggiore diffusione di malattie infettive sono tutti rischi legati al cambiamento climatico che gli studiosi coinvolti in SOCLIMPACT hanno considerato. Sono stati definiti modelli di proiezione dei rischi calcolati per due scenari climatici, a basse emissioni e ad alte emissioni, e su due orizzonti temporali, di medio periodo (tra il 2046 e il 2065) e di lungo periodo (tra il 2081 e il 2100).
Per valutare i possibili rischi dei cambiamenti climatici a cui vanno incontro le isole e gli arcipelaghi europei, i ricercatori hanno considerato il monitoraggio della vulnerabilità dei territori, i possibili impatti economici nei diversi campi della “blue economy”, e gli effetti socioeconomici in termini di PIL, consumi, investimenti e occupazione.

I dati racconti hanno quindi permesso di mettere a punto strategie alternative di adattamento ai cambiamenti climatici per ognuna delle isole e per ognuno degli scenari considerati, con un processo partecipativo che ha coinvolto anche gli attori locali dei territori. È nato così il Sistema REIS (Regional Exchange Information System): una piattaforma che permette non solo l’accesso a risultati del progetto, ma diventa ora anche un punto di riferimento per il dibattito e la proposta di nuove idee e di nuove soluzioni in relazione ai cambiamenti climatici, anche oltre i confini dei dodici territori studiati dal progetto.

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