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Turismo e cultura: il Parco Letterario Francesco De Sanctis

Una narrazione simulata di un viaggio ideale, in presenzia anche del sommo poeta Virgilio, per la celebrazione del Parco Letterario® Francesco De Sanctis, unico sito, sui generis, della regione Campania. Nell’iniziativa #iorestoacasa, dello scorso 21 marzo, per la Giornata Mondiale della Poesia e la Giornata Internazionale delle Foreste, con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco, dell’Accademia Nazionale di San Luca e de I parchi Letterari con la Società Dante Aligheri, l’ambasciatore Lucio Alberto Savoia, segretario generale di Unesco-Italia, ha voluto ricordare proprio la figura di De Sanctis.

Nel testo viene amplificato il significato culturale e di valorizzazione territoriale, nell’unione delle risorse culturali dell’uomo alla biosfera naturale, ben espresso nella citazione d’esordio di Stanislao de Marsanich, presidente dell’ente, il quale sostiene che i siffatti Parchi. “Non si limitano a custodire e divulgare la letteratura attraverso i luoghi, ma intendono contribuire a salvaguardare i luoghi attraverso la letteraturarinnovando, così, l’impegno a seguire le linee guida dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura che abbracciamo quotidianamente grazie al lavoro costante della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco”, si legge.

Dal parco De Sanctis ai pizzaioli: l’Unesco abbraccia la Campania

L’agenzia per l’Educazione, la Scienza e la Cultura dell’Onu rafforza l’iniziativa dell’ambasciatore a voler unire simbolicamente tutta l’Italia. Dalle Alpi al Tavoliere, e quindi la Campania nella rappresentazione comunitaria di Lacedonia in Alta Irpinia, da cui passa un tratturo di antiche origini, ancora oggi utilizzato in parte per il passaggio del bestiame, per giungere alla meta di questa corsa narrativa: il Parco Letterario Francesco De Sanctis.

Una strategia preziosa per ribadire la pratica della transumanza come patrimonio intangibile dell’Umanità. Oltre alla transumanza, nella regione campana, l’Unesco ha inserito nella propria lista: la dieta mediterranea, l’arte tradizionale dei pizzaiuoli napoletani, i Gigli di Nola nella rete delle macchine a spalla. E ancora: il centro storico di Napoli, la Reggia di Caserta, i Longobardi in Italia-luoghi del potere (Benevento), Pompei ed Ercolano, la Costiera Amalfitana, il Parco Nazionale del Cilento.

Lago Conza della Campania

Nel famoso scritto “Un viaggio elettorale” del morrese Francesco De Sanctis, i luoghi attraversati e descritti sono quelli del Parco. Il diario è una scrittura narrativo-descrittiva per il collegio elettorale di Lacedonia per la sua candidatura alle elezioni politiche del ’74 -75.  Inoltre, nel libro di memorie, rimasto incompiuto e pubblicato postumo, La giovinezza, si approfondisce il pensiero interdisciplinare, che mette a confronto le esperienze sulla salvaguardia del patrimonio letterario, architettonico, archeologico, paesaggistico, ambientale.

Il viaggio di letteratura nei Comuni del Parco Letterario De Santis

Lacedonia, punto estremo della Campania, terra di confine della Puglia e della Basilicata, è incorniciata dall’incontaminata Valle dell’Osento, su cui si affaccia armoniosamente. Proprio qui, è presente la Scuola Rurale, fortemente voluta dallo scrittore, poi Istituto Magistrale, il Museo della Cultura Contadina, con antichi suppellettili ritrovati, testimonianti l’economia locale di un tempo e il recente Mavi-Museo Antropologico Visivo Irpino.

Bisaccia è il secondo comune citato da Francesco De Sanctis, appellato nelle sue narrazioni come la gentile. Qui domina il Castello ducale di Bisaccia sulla Daunia, distretto territoriale della Puglia settentrionale, affacciato alla una veduta naturale del promontorio del Gargano e del Golfo di Manfredonia. Nel perimetro urbano medievale, i palazzi nobiliari, della famiglia dei Capaldo, che ospitò il De Sanctis, il Duomo della metà del ‘700 lasciano quella aulente coltre di storia su tutto il paese irpino.

Bisaccia

Di Calitri, la nebbiosa, si percorrono la piazzetta, i palazzi Tozzoli, Zampaglione, Berrilli, ormai monumenti architettonici e di mesta commemorazione del terremoto, il centro storico imperante sulla valle dell’Ofanto, in un triangolo di province tra Foggia, Potenza e Avellino. Il comune di Calitri, ancora oggi, è noto per le sue ceramiche e per la posizione geografica che da facile accesso al Vulture all’Ofanto, ai laghi vulcanici di Monticchio, anticamente rifugio dei briganti.

Andretta, la Cavillosa, è il balcone irpino da cui si può apprezzare l’altopiano del Formicoso, in epoca antica, zona di caccia già frequentata da Federico II. I suoi tremila abitanti restano custodi dell’intera città, scrigno del palazzo baronale, della chiesa di Santa Maria Assunta e di altre dimore signorili, quali Palazzo Miele del XIX secolo.

Morra De Sanctis si circonda della bellezza naturale delle valli dei torrenti S. Angelo e Isca. Dal castello feudale del paese, si trova la casa natale di Francesco De Sanctis, nei pressi della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, chiusura monumentale della piazzetta più volte rievocata dal De Sanctis come luogo “di trastulli puerili”. Dal balcone dell’autore e di tutti i suoi cittadini, si può godere della vista dell’Oasi Conza e del suo lago artificiale.

Il panorama di Calitri (foto Wikipedia, credits Bernardino Galgano)

Guardia Lombardi è un borgo medievale, all’interno del quale si intrecciano vicoli e stradine anguste, che portano ai gradoni della Chiesa di S. Maria delle Grazie, del 1315. I terremoti hanno sepolto le antiche tracce delle origini del paese, attivando i suoi residente al recupero della storia con la raccolta di strumenti da lavoro e testimonianze, tutte conservate all’interno Museo degli attrezzi di lavoro dei campi.

Sant’Angelo dei Lombardi
Sant’Angelo dei Lombardi ascrive la sua storia nei muri del castello, della cattedrale, della suggestiva abbazia di San Guglielmo al Goleto, uno dei più importanti complessi monastici monumentali del sud. La sua posizione panoramica, permette di ammirare il monte Terminio, ai cui piedi risiede il complesso monumentale di S.Francesco a Folloni,  la Valle di Ansanto, luogo di venerazione della dea Mefite, dove Virgilio ipotizzò una delle entrate nel mondo degli Inferi.

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