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Turchia contro i Curdi: alleanze e forze in campo

Turchia contro i Curdi. Rimosse le barriere al confine meridionale della Turchia, l’esercito di Ankara ha iniziato la manovra militare che dovrebbe nelle intenzioni dello Stato Maggiore di Erdogan occupare un fronte lungo 120 chilometri e profondo 5 all’interno della nord della Siria quindi al confine con lo stato della mezzaluna.

Obiettivo la distruzione del popolo curdo, almeno quello che occupa questa zona della Siria.

Chi sono gli attori in campo e quando nasce questa offensiva?

Tutto nasce, o meglio ri-nasce con la guerra in Siria che ha avuto origine nel 2011. Perché il conflitto turco-curdo è antico almeno quanto le origini del mondo si diceva una volta. Ma partiamo da otto anni fa con un dato: la guerra in Siria ha portato con sé fino ad oggi 500mila morti ed oltre 5 milioni di rifugiati. Sul campo di battaglia ci sono Siria, Stati Uniti, Russia, Iran e Turchia.

 Siria. L’esercito di Damasco ha avuto a che fare con quelli che avevano l’obiettivo di rovesciare il regime di Bashar al Assad, cioè i ribelli. Operazione fallita perché con l’intervento della Russia dal 2015 in avanti, il presidente siriano ha potuto iniziare una riconquista del territorio che oggi assomma a quasi il 90 per cento del territorio. Erano 300mila gli uomini dell’esercito di Assad prima della guerra. Adesso tra i caduti, i prigionieri, i feriti e quelli che hanno fatto il salto dalla parte dei ribelli sono la metà o quasi.

Bombardamenti in Siria

Russia. E’ sempre stata uno dei principali alleati di Assad per motivi di convenienza tattico militare: i bombardamenti avviati dal 2015 che hanno consentito il recupero del territorio siriano al governo di Damasco hanno avuto come effetto la possibilità per la Russia di utilizzare la base navale di Tartus (davanti a Cipro, a sud della Turchia nel Mediterraneo insomma) e di quella aerea Hmeimim, a Latakia.

Stati Uniti. Gli americani intervenuti nel conflitto dopo tre anni dallo scoppio dello stesso, hanno sempre sostenuto i ribelli che combattevano Assad, compresi i curdi che a loro volta combattevano lo Stato Islamico a nord ed a est del paese. Poi sono usciti come sappiamo.

Turchia. Prima contro Assad e contro i curdi siriani, perché li voleva – e li vuole –  lontani dai propri confini a sud. Da cinque anni la maggior parte degli sforzi il governo di Ankara li ha concentrati sui curdi siriani delle Unità di difesa del popolo (Ypg).

Un’immagine della battaglia di Aleppo, Siria

Iran ed Hezbollah. Il governo di Teheran è il principale alleato nell’area di Assad: uomini, armi e consiglieri militari sono stati inviati in Siria in abbondanza. Hezbollah, il gruppo sciita libanese, ha dato ad Assad circa 8 mila soldati.

Ribelli. Difficile dire quanti sono perché sono tantissimi i gruppi diversi che hanno incrociato le armi prima da una parte e poi dall’altra secondo il momento politico e la convenienza del momento: Hayat Tahrir al Sham e e Tanzim Hurras al Deen, vicini ad al Qaeda, e l’esercito libero siriano che era un gruppo assistito dagli Usa per rovesciare Assad ora è appoggiato dai turchi.

Curdi.Quelli siriani sono nel nord del paese dove appunto la Turchia sta concentrando il suo attacco militare. In questa zona ci sono le città di Raqqa e Kobane. Finchè hanno combattuto ed in moltissime occasioni aiutato a battere lo Stato islamico erano gli eroi del mondo occidentale in particolare degli Stati Uniti. Un problema però nei rapporti tra questi ultimi e la Turchia, entrambi paesi membri della Nato, mentre come sappiamo uno stato Curdo non esiste.

Combattenti curdi

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