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Tre startup che combattono la deforestazione

Marc Vitenzon è studente dello Stevens Institute of Technology majoring in Quantitative Finance. Come giornalista di start-up per Impakter, si rivolge ai CEO delle startup che si concentrano sullo sviluppo sostenibile. In questi giorni l’argomento mondiale di massima attenzione è quello che sta accadendo nella foresta amazzonica, almeno nella parte che si trova nel territorio del Brasile.

Tra le azioni durissime del presidente Bolsonaro, le informazioni false che circolano su internet e la grande mobilitazione contro tutto questo, Vitenzon ha scritto un post su Impakter.com nel quale ha riassunto quello che sta accadendo ed ha concentrato la sua attenzione su tre startup che combattono la deforestazione.

la schermata del sito di Rainforest Connection

La prima che viene citata si chiama Rainforest Connection. Fondata a San Francisco nel 2014, questa azienda finanziata dal crowdfunded mira a prevenire la deforestazione identificando esattamente quando e dove avviene, consentendo un intervento immediato. Tradizionalmente, le foreste pluviali sono monitorate via satellite e spesso le azioni di deforestazione sono identificate solo molti giorni dopo. La startup californiana rivoluziona il monitoraggio delle foreste pluviali riconvertendo i vecchi telefoni e trasformandoli in dispositivi di ascolto a distanza, che, attraverso l’uso dell’intelligenza artificiale, possono allertare le guardie forestali al suono delle motoseghe, dei camion per il disboscamento e di altre attività di deforestazione.

I telefoni sono alimentati ad energia solare e forniscono una protezione in tempo reale, 24 ore su 24. Nascosti nella chioma degli alberi e mimetizzati, i dispositivi, chiamati “Guardians” hanno una portata fino a tre chilometri quadrati. Se manomessi, i dispositivi informano immediatamente le autorità locali.

Rainforest Connection funziona in collaborazione con le molte popolazioni indigene che vivono nelle foreste pluviali in cui vengono impiegati i dispositivi. I dispositivi possono essere utilizzati solo all’interno di una serie di torri di telefonia cellulare, che si trovano prevalentemente alla periferia delle foreste pluviali. Aree che però sono quelle maggiormente bersaglio dei taglialegna illegali. Inoltre, a causa della vicinanza delle popolazioni locali, i tempi di risposta sono i più rapidi.

I Guardians hanno anche un’altra utilità di monitoraggio locale perché possono aiutare gli scienziati a valutare la salute della fauna selvatica locale. È disponibile un’applicazione per dispositivi Android e iOS che consente agli utenti di ascoltare i suoni delle foreste pluviali monitorate in diretta.

BioCarbon Engineering, anch’essa fondata nel 2014,  sfrutta la tecnologia dei droni per piantare alberi in aree deforestate.

I droni possono valutare la qualità del suolo sottostante e qualificarlo in base al suo potenziale di ripristino. Se il suolo è ritenuto adatto, i droni disperdono i semi nella zona. Inoltre, l’azienda collabora con le organizzazioni locali di riforestazione per determinare i luoghi adeguati per l’impianto.

I maggiori vantaggi dell’utilizzo dei droni sono la velocità e i costi. L’azienda sostiene che i suoi metodi sono 150 volte più veloci e dieci volte più economici rispetto alle pratiche di piantagione tradizionali. Al momento, la startup fornisce i suoi servizi in Myanmar e in Australia, con l’obiettivo di espandersi in Indonesia entro la fine dell’anno.

Purtroppo, le pratiche di deforestazione rendono il suolo più secco e significativamente meno fertile di prima, rendendo difficile riparare completamente i danni che si verificano.

la home page di BioCarbon Engineering

La deforestazione illegale è dovuta principalmente a due motivi: il taglio e l’allevamento. E quindi Marc Ventzon (qui l’articolo completo da impakter.com) cita un’altra startup con sede a San Francisco, fondata nel 2013, che sta cercando di sostituire il materiale ottenuto dalle pratiche di deforestazione.

Inizialmente, la startup chiamata Blackbird e che oggi si chiama Lingrove ha prodotto un composito a base biologica chiamato Ekoa. Dopo aver realizzato con successo strumenti musicali utilizzando il composito, Lingrove ha lavorato per utilizzarlo per altre applicazioni.

Ekoa può essere utilizzato nella maggior parte degli oggetti in legno come l’interno di un’auto, tavole da surf e mobili. Il materiale è più resistente e leggero rispetto ai disegni tradizionali in legno.

una chitarra realizzata con Ekoa (da impakter.com

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