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Tower Art Museum

Tower Art Museum: storia di un ambizioso progetto culturale

Quella del Tower Art Museum di Matera è una storia che porta sulle spalle quasi mezzo secolo, con un esordio non lontanissimo. Ma con il sapore di quelle narrazione rievocate in un contesto familiare, trasudanti un dolce sentimento nostalgico. Era il 1973 quando Camilla Motta acquistò per mano di privati, Torre Capone, sezione edilizia incastonata nel perimetro murario del suggestivo Sasso Caveoso a Matera, e offerta poi in dono alla nipote Rita per i suoi 18 anni. Un racconto, questo, che ha davvero un proverbiale happy ending, che ha per titolo ‘Volevo solo aprire un museo’.

Torre Capone, location ristrutturata per il TAM\ Tower Art Museum

La Torre Capone, così chiamata, probabilmente per assonanza a Carbone, deduzione emersa dagli scritti del 1382 per opera del canonico Nicolò Domenico Nelli. Ed è posizionata all’interno di uno dei Sassi di Matera, il Caveoso, per l’appunto, e pensata come opera edilizia di integrazione finalizzata alla difesa del Castiglione di origine normanna (IX – X sec.), punto centrale di fortificazione della parte superiore della città.

L'esterno della Tower Art Museum

L’esterno della Tower Art Museum

La sua struttura a base circolare, di evidente complessità, nel tempo ha subito numerose modifiche e interventi di stratificazione interna, portata a definitivo riempimento nel XIX secolo circa. Ancora oggi, il suo unico accesso è al vertice del minareto, così progettato per l’espletamento della funzione difensiva a favore di Castel Vecchio, apprezzata per la sua veduta panoramica. L’edificio, poi, nel 1500, fu ceduto dal conte Orsini ai maggiorenti locali, per un intervento economico e necessario, pensato a sopperire alla sua degenza economica.

È storia, tuttavia, che le famiglie che se impossessarono, non avendone alcuna cura. Tanto da demolire incautamente le strutture del maniero, per prelevare gli elementi in pietra riadattati alla costruzione dei palazzi Santoro, Firrao ed altri ancora. Dalle ultime rilevazioni di informazioni relative al Novecento, si sa che la Torre era abitata dal canonico don Samuele Turi che, poi, la diede in eredità al nipote.

Gli ultimi anni e il TAM / TowerArtMuseum

Reduce da venticinque anni di abbandono, nel 2017, è stato effettuato un massivo e necessario intervento di disboscamento, restauro e risanamento conservativo del bene culturale, dal quale prende forma il TAM / TowerArtMuseum, ribaltamento onomastico di MAT, con l’intento di voler allestire un luogo veicolante il messaggio comunicativo di voler ribaltare i fondamentali della cultura locale, accogliendo produzioni artistiche provenienti da ogni parte del mondo.

L’obiettivo di questa equipe di giovani è quello di produrre due mostre l’anno, inserite all’interno del contesto suggestivo Sasso Caveoso. Il museo TAM, quindi, è il tentativo di poter immaginare, e quindi realizzare, nuovi scenari, in uno mood stanziale e permanente, dei luoghi vissuti e dei quali i progettisti di questo piano di intervento di riqualificazione, intendono ancora viverci.

Una visione notturna del Tam

Progetto home made

“Volevo solo aprire un museo” è l’ambizioso progetto a opera di Mauro Acito, Dario Colacicco, Rita Padula, Silvia Parentini, Debora Russo, Alessandro Simili e Chiara Valzer, giovanissimi meridionali, alcuni ritornati per sentimento di appartenenza, che hanno deciso di fare impresa in un territorio che ha ancora tanto da dover esprimere. Il desiderio è quello di esprimere un concetto meramente turistico, e promosso attraverso un piano di comunicazione fatto di video e racconti, tra social network attuali e YouTube, in una leggera e stimolante attività di storytelling.

La prima mostra in programma offrirà una visione della città e della sua storia giocando con forme, colori, tradizioni, leggende e storie, attraverso le installazioni di artisti locali e internazionali quali la crew Canemorto, attiva tra l’Italia e il Belgio, l’artista statunitense MOMO, e StudioAntani, studio di produzione multimediale con sede a Matera, ma attivi in tutta Europa.

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