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Tossa do Mar

Spagna. Catalogna. Un promontorio della Costa Brava. Ma dalla spiaggia si riesce a vedere solo qualche torre che spunta da una muraglia. Chissà cosa nascondono quelle mura merlate. Sicuramente qualcosa di speciale, visto la protezione che ha. Un tempo qui sorgeva il Castello di Tossa de Mar, racchiuso da un recinto murario che fungeva da protezione contro i pirati che, dal Nord Africa, venivano a saccheggiare le città costiere.

Ed ecco che la curiosità si fa sentire e allora si comincia  a camminare. La spiaffia finisce. Ma si prosegue animati da un pizzico di spirito d’avventura.

Ecco il borgo medievale del XIII secolo, l’ultimo fortificato della Costa Brava. A questo punto non si può non entrare nella Città Vecchia, rimasta conservata all’interno della fortificazione che ha un perimetro di 300 metri.

Una volta passata la porta, ci si trova nella piazza che funge da cortile di ingresso per accedere al nucleo della città vecchia. Si viene subito coinvolti dalla dalla furbizia delle costruzioni. Si, furbizia. Perche le strade, strette e irregolari con pavimentazione in pietra, rispecchiano le disuguaglianze della collina. Questi vicoli stretti, sui quali si affacciano case che risalgono al XV e XVI secolo che presentano ancora finestroni gotici,  costringono ad andare avanti. Senza nemmeno accorgertene ti ritrovi circondato da quattro grandi torri quadrate e tre torri cilindriche costruite con pietra di granito, calce e sabbia, e  ci si rende conto della loro maestosità solo adesso che si è ai loro piedi.

Si provi a pensare ai pirati saraceni che, entrati in città per saccheggiarla, si ritrovano costretti ad entrare in vicoli angusti da cui vengono bersagliati con pietre e acqua bollente fino ad arrivare sotto le torri da dove partono nugoli di frecce.

Continuatevi a perdere nei vicoli di ciottoli. Da cui poter ammirare le viste più disparate: dal Mar Mediterraneo alla spiaggia di Platja Gran e alle scogliere rocciose. Nel punto più alto della città si trovava un tempo il Castello di Tossa de Mar. Questo era formato da una torre di vedetta e da una sala a pianta rettangolare. Purtroppo non ne rimane quasi nulla, tant’è che qui fu costruito l’attuale faro, che è il punto più alto sul livello del mare.

Per arrivare al faro, c’è un sentiero stretto e rischioso. All’interno si trova il Lightouse Interpretation Centre dove poter conoscere tutti i fari della storia e la loro evoluzione come parte simbolica del mare. E non finisce qui: ci sono due cannoni del XVII secolo che puntano minacciosi verso il mare, dal lato della spiaggia. Un altro monito per i pirati saraceni di allora e un simbolo per la memoria collettiva di un tempo che fu.

 

Maria Noce Forti

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