Back
Tokyo 2020

Tokyo 2020 è sostenibile ?

Tokyo 2020, si dice così anche se i Giochi si disputano con un anno di ritardo come sanno tutti a causa della pandemia. Che in Giappone tra l’altro non ha avuto e non ha ancora un decorso facile. Il governo giapponese guidato da Yoshihide Suga non ha affrontato la campagna vaccinale nel modo migliore almeno così si dice, e sta perdendo la fiducia del popolo che da tempo non voleva questa Olimpiade in casa. Ed in più non può nemmeno vederla dal vivo perchè per adesso – salvo che nelle due gare di ciclismo su strada – il pubblico no è ammesso in nessun sito sportivo.

Le proteste di piazza contro i Giochi sono quotidiane anche se pacifiche, il tifone Nepartak sta per abbattersi sul paese e sulle gare in modo che potrebbe essere devastante come spesso capita da quelle parti, aggravando la crisi del paese e della macchina olimpica che già soffre della perdita stimata di circa 4 miliardi di euro, solo per il fatto di essere stata posticipata e di non avere pubblico. E poi bisognerà aggiungere il resto a cose finite. Un quadro davvero fosco, specie perchè questi Giochi erano stati annunciati come i più sostenibile e rispettosi per l’ambiente, di sempre.

Tokyo 2020

@pixabay

La sostenibilità olimpica

Tutto è partito da un dato di fatto : il Giappone è uno dei Paesi che con le più alte emissioni di carbonio al mondo. Il documento strategico nel quale il ComitatoOrganizzatore ha presentato le sue risposte a questo poco lusinghiero primato si chiama “Be better, together – for the planet and the people” (Diventiamo migliori, insieme – per il pianeta e per le persone)  e si articola su sei specifici ambiti di azione, che vanno dal riscaldamento globale alla gestione delle risorse, passando per la tutela della biodiversità. E’ datato 2018 ma vediamo di riassumerlo qui per chi non ne avesse mai sentito nulla.

In qualunque sito olimpico viene usata esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, e la rete di trasporti connessa all’evento è fatta di veicoli elettrici, che punta ad avvicinare il più possibile l’evento ad uno status di zero emissioni. Secondo le proiezioni della comunità scientifica internazionale, le Olimpiadi di Tokyo potrebbero rilasciare nell’atmosfera circa 2,70 tonnellate di CO2, più di quanta ne emetta in un anno un Paese come il Montenegro. Il comitato organizzatore dice che che escluse le emissioni legate a viaggi e soggiorni, l’impatto totale non supererà le 340.000 tonnellate di CO2.

La mancanza del pubblico ha un evidente ruolo nella definizione di questi numeri:  buona parte delle emissioni sono quelle legate ai trasporti, soprattutto aerei, per raggiungere la sede delle Olimpiadi. I documenti ufficiali raccontano però che oltre la metà delle emissioni è dovuta alla realizzazione e al rinnovo dell’enorme rete infrastrutturale necessaria allo svolgimento dei giochi olimpici.

Una gola profonda dal comitato poi qualche tempo fa, ammetteva che solo il 30% dell’energia usata per Tokyo 2020, arriva da fonti di energia pulita. Passi per il rinnovabile ma sul verde c’è ancora qualche problema.

“Zero sprechi” secondo la regola delle 3R Riduci, Riusa, Ricicla, è stato il motto del comitato per la costruzione di molte cose olimpiche, come il Villaggio i cui letti nelle stanze sono stati fatti con cartone riciclato. Il 99% dei beni acquisiti per le Olimpiadi sono riciclati, presi in prestito o riutilizzati, mentre si punta a riutilizzare o riciclare almeno il 65% dei rifiuti prodotti durante l’intera manifestazione. Grande attenzione anche all’uso consapevole delle risorse idriche: le sedi dei giochi sono dotate di efficienti sistemi di filtraggio che consentono di raccogliere acqua piovana ed utilizzare acque di ricircolo.

Tokyo 2020

@pixabay

Un Olimpiade che non si vede, non c’è

E’ quello che dicono in molti e che sostengono i giapponesi che spengono la tv quando ci sono le gare, che hanno boicottato la festa dell’inaugurazione – un pò triste anche se non poteva certo essere un inno alla gioia visto il momento – devastata anche dalla dimissioni e licenziamenti di personaggi importanti con un passato più o meno recente, da censurare. Un’Olimpiade che sarà un disastro dal punto di vista economico per il Giappone e che se da qui alla fine non registrerà diversi risultati sportivi di livello assoluto, sarà ricordata solamente come l’Olimpiade post-Covid.

Però le gare ci sono e si vedono in tv e su internet, gli appassionati in tutto il mondo le guardano perchè è un’altra occasione per distrarsi e pensare che alcune delle cose belle di cui ci fidavamo fino a due anni fa, esistono ancora. E gli atleti che hanno atteso cinque anni per competere meritano il rispetto di tutti perchè i Giochi sono il punto di arrivo dei loro sacrifici quotidiani.

Certo la questione della pandemia è presente in maniera allarmante anche tra gli addetti ai lavori. Potremmo non sapere per alcune settimane la portata dell’aumento dei casi di COVID che le Olimpiadi portano a Tokyo. Un evento di super diffusione è una possibilità ma non una certezza. E l’incertezza di Tokyo 2020 rischia di azzerare le aspirazioni di sostenibilità, libertà, eguaglianza sociale, diritti umani e di genere che questa competizione voleva portare all’attenzione di tutti.

E per chiudere una precisazione del tutto italiana. Che Dio salvi Federica Pellegrini, una nuotatrice così forte non nascerà così tanto presto. Però non dimentichiamo Valentina Vezzali. Prima che i fanatici insorgano senza sapere di cosa parlano ecco il confronto. Pellegrini cinque Olimpiadi, cinque finali – unica nuotatrice ad aver ottenuto questo risultato –  nei 200 metri stile libero, due medaglie, 1 oro a Pechino 2008 ed 1 argento, Atene 2004.

Vezzali, cinque Olimpiadi 5 medaglie consecutive nel fioretto individuale: argento Atlanta 1996, oro Sidney 2000, oro Atene 2004, oro Pechino 2008, bronzo Londra 2012. Comprese le medaglie di squadra per la Vezzali sono 9.
Decidete voi chi  è la Signora dei Giochi.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup