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Tav: tutto quello che i 5S vi tengono nascosto

Tutti i tunnel alpini realizzati nel 19° secolo sono stati rinnovati ed adeguati. Questa frase che si legge nel rapporto del 21 gennaio scorso dell’Osservatorio sulla Tav per l’asse Torino-Lione presso la Presidenza del Consiglio del Ministri, basterebbe da sola a far capire la necessità e l’urgenza dell’opera in questione.

Cos’è l’Osservatorio

E’ la sede tecnica di confronto di tutte le istanze delle parti interessate alla realizzazione della nuova linea ferroviaria tra il capoluogo piemontese e la città francese, lo snodo merci tra i più importanti d’Europa. Per l’Italia decisivo nel commercio con la Francia e l’Europa occidentale.
Istituito dal governo Berlusconi nel marzo del 2006 l’Osservatorio è composto dai Ministeri competenti, dal Comune e dall’area metropolitana di Torino, dalla Regione Piemonte, dai Comuni della zona interessati – ma non tutti ne hanno voluto fare parte – da Telt ( il promotore pubblico del tratto transfrontaliero Susa/Bussoleno-Saint Jeanne de Maurianne di 65 km), Reti Ferroviarie italiane, da Italferr, dagli Enti locali interessati e da un rappresentante la delegazione italiana della Commissione intergovernativa italo-francese per la nuova linea Lione-Torino. Lo presiede Paolo Foietta Commissario Straordinario del Governo. Bene.
Cosa dice il rapporto?
Che dell’opera sono stati già scavati 25.5 km di tunnel, il 15% dei 162 km di gallerie con tutti gli annessi e connessi. Dunque il cantiere non è fermo.
Che i costi per l’Italia della Tav, 4.7 miliardi di euro, siano di gran lunga inferiori ad altre opere simili: Verona-Innsbruck-Monaco 7.8 mld di euro. Genova-Milano-valichi svizzeri 14 mld. Napoli-Bari 6.2 mld. Treviglio-Brescia-Verona 4.9 mld.
L’EU ora si è detta disposta ad aumentare ancora i finanziamenti per l’opera infrastrutturale facendo scendere ulteriormente il costo per l’Italia a poco più di un miliardo. E’ dunque di tutta evidenza che non si tratta di una opposizione di tipo economico ma di pura ideologia.
Quale il vero vantaggio dell’opera?
 
La velocità? Anche ma non è la priorità per la Tav. Certo ridurre da 5 a 2.40 minuti il viaggio significa abbreviare il tempo di arrivo non solo a Lione ma anche in tutte le destinazioni occidentali europee. Ma la nuova linea è soprattutto una line per il trasporto merci che oggi nel caso specifico avviene per il 93% con mezzi su strada grazie a 3.5 milioni di veicoli…
Questi trasporti hanno bisogno di treni più lunghi, 750 metri e che pesino almeno 2 tonnellate. E che non possono viaggiare sulle linee attuali che sono in pendenza e tortuose. Rinunciare all’adeguamento vuol dire rinunciare ad una fetta di commercio enorme le cui conseguenze sono oggi imprevedibili.
 
Ed i rischi per l’ambiente e la salute?
 
Il dipartimento di Medicina del lavoro dell’Università di Torino in tutte le analisi che ha svolto non ha mai rilevato alcun tipo di rischio. Men che meno per l’amianto aerodisperso la cui concentrazione è stata sempre trovata al di sotto della soglia ambientale di attenzione ed intervento. Nel cantiere di Chiomonte sono state installate 40 centraline nel raggio di 15 km: mai un allarme. La Valutazione di Impatto sulla Salute è positiva.
 
Questione legalità
 
Non ci sono mai state indagini di alcun genere sugli appalti o i servizi legati alla realizzazione della Torino-Lione. Grazie all’Accordo Italia-Franci del marzo 2017 le procedure antimafia sono state estese anche nel territorio transalpino.
Eduardo Lubrano

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