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TAV: 3 milioni di ton. di Co2 in meno ( oltre ai Tir)

Ora che il Senato ha bocciato la mozione del Movimento 5 Stelle contro la TAV partiranno definitivamente le gare di appalto per completare l’opera ferroviaria Torino – Lione. Che come abbiamo scritto più volte rappresenta una svolta per il nostro paese dal punto di vista dello sviluppo sostenibile oltre che dell’economia e della velocità degli spostamenti con la Francia, con Lione in particolare che è un nodo ferroviario commerciale fondamentale per l’Europa.

Qualche cifra

164 km di gallerie da scavare e 57,5 km per il tunnel di base del Moncenisio

•Più del 18% dello scavo totale è già stato fatto

• L’80% della linea sarà dedicato al trasporto di merci, il 20% al trasporto passeggeri

• Il costo della sezione transfrontaliera è di 8,6 miliardi di euro :il 40% è finanziato dall’Unione Europea, il 35% dall’Italia e il 25% dalla Francia

I vantaggi dell’opera

Una volta inaugurata, entro il 2030 secondo le previsioni attuali, la Torino-Lione permetterà di eliminare dalle strade alpine 1 milione di TIR  e di ridurre le emissioni di gas serra di circa 3 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, tanto per cominciare.

Poi i tempi di viaggio per i passeggeri: 1h 47” invece di 3h 47” per la tratta Torino-Lione; 4h 30’’ invece di quasi 7h per Milano-Parigi e circa 4 ore invece di circa 5ore e trenta per Torino-Parigi.

TAV

Uno scorcio del cantiere della Torino-Lione

Riassunto dello stato dei lavori

Il tracciato è in tre parti: la tratta Susa/Bussoleno (di competenza di Rete Ferroviaria Italiana), la tratta Susa- Saint Jean de Maurienne (di competenza della società Tunnel Euralpin Lyon-Turin) e la tratta Saint Jean de Maurienne-Lione (di competenza della società ferroviaria francese Sncf.

Il nodo che fa discutere, combattere, litigare ed arrabbiare è lungo la tratta Susa-Saint Jean de Maurienne, dove è previsto un tunnel transfrontaliero di circa 57 chilometri e del quale per adesso sono stati scavati per ora circa 25 chilometri.

I cantieri in attività al momento sono 12: 9 per l’attraversamento alpino (4 in Italia e 5 in Francia), 2 per la valorizzazione dei materiali di scavo in Italia e in Francia e 1 per gli impianti tecnologici e per la sicurezza.

Sono impegnate 800 persone, 530 nei cantieri e 250 nelle  società di servizi e di ingegneria. Lo scavo più importante, quello francese di Saint Martin la Porte, la galleria che sarà poi l’ingresso del tunnel di base, è terminato. Nel cantiere di Chiomonte, invece, sono stati ultimati (febbraio 2017) i lavori per il cunicolo geognostico di 7 km che servirà come accesso alla galleria principale. I lavori proseguono in Francia dove, come comunicato da Telt nel marzo di quest’anno 2019, lo scavo con la fresa nel cantiere francese di Saint-Martin-la-Porte, ha superato il 77 per cento dei 9 km previsti.

 

 

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