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antonio lubrano

Tatuaggi: le spiagge rivelatrici

Il mio vicino di ombrellone, a sinistra, ostenta un tatuaggio che gli copre tutta la schiena. Che cosa rappresenta? Non si capisce, o almeno io non lo capisco. So che mi fa impressione, quest’uomo di 40 anni o forse piu’ è l’ennesima conferma di una moda ormai assai diffusa.La riprova? Eccola a destra:c’è una giovane donna che sul polso sinistro si è fatta incidere i versi di una poesia, almeno così mi pare. E poi, se faccio una passeggiata da un capo all’altro della spiaggia mi accorgo che i tatuati sono tanti, più di quanti immagino.

Sono andato a cercare in internet dati o notizie che confermino il fenomeno e ho trovato una indagine realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità qualche anno fa, che parla di sette milioni di tatuati in Italia, il 12,8% della popolazione. Naturalmente i ricercatori dell’istituto hanno chiesto le ragioni di questo – come chiamarlo? – “ornamento”. E qui le risposte sono pressocchè simili:il tatuaggio come abbellimento del corpo.

Faccio una gran fatica ad accettare questa giustificazione, anche perchè percorrendo la spiaggia dove trascorro la mia vacanza ho visto e vedo“abbellimenti” assai discutibili. Mi ha colpito però il dato dell’indagine che attribuisce alle donne una tale convinzione e soprattutto a soggetti che hanno l’età migliore, i 25 anni. E quale parte del corpo è a prevalenza destinata al tatuaggio? La risposta viene sempre dal sondaggio:le donne preferiscono la schiena, i piedi, le caviglie; gli uomini invece le braccia, le spalle e le gambe.

tatuaggi

@pixabay

Per onestà di cronaca va detto che una piccola parte degli intervistati (lo 0,5%) attribuisce al tatuaggio finalità mediche, ma mi risulta difficile individuarle. Sarà, lo confesso spudoratamente, che io non ho alcuna simpatia per il tatuaggio e dunque le finalità mediche mi sembrano improbabili; ma posso avere torto ovviamente .Forse posso permettermi di fare  un’altra piccola annotazione: il tatuaggio non è forse rivelatore di una insicurezza generica? Se aiuta a superarla va bene, pazienza, accettiamolo, il mio vicino d’ombrellone avrà pure il diritto di difendersi come crede, la pelle è sua!

Anzi, glielo chiedo. E la sua reazione boccia la mia ipotesi:”Per il gusto di avere una decorazione sulla mia pelle”. E infatti vedo un fiore gigantesco sul suo petto e il risvolto di un calzino inciso sulla gamba destra. Qui, davanti a me, a tre passi dal mio ombrellone è in costume da bagno, ma d’inverno come fa senza queste pseudo-medaglie? “Ne faccio a meno tranquillamente”.Insomma in questo caso la mia ipotesi di insicurezza è bocciata, prevale l’idea che tatuarsi è di moda e lui, il mio vicino d’ombrellone, vuol essere decorato come tanti altri. Allora rispondo al sorriso di una giovane signora che passa e mi ha riconosciuto; anche lei ostenta un tatuaggio ben visibile sulla spalla sinistra.Avrà occhio e croce 25, forse trent’anni. Posso permettermi di chiederle perchè? “ Perchè è di moda, tutte le mie amiche si sono decorate..” Attenzione, ha detto “decorate”: il tatuaggio come una medaglia al valore, come una onorificenza o, più semplicemente, come un vezzo. O”uno sfizio”, si direbbe a Napoli. Dalla ricerca dell’Iss si evince infine che il tatuaggio è più diffuso tra le donne, contrariamente a quanto si sarebbe indotti a credere.

La mia brevissima indagine sulla spiaggia finisce qui. Mi domando come faranno i tatuati e le tatuate a liberarsi dell’ornamento quando la moda come tutte le mode finirà. Se sono bene informato risulta indelebile.

 

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