Back

Sviluppo sostenibile: quale modello possibile

Il Partito Democratico ha lanciato la Costituente delle idee: “la nuova piattaforma per chiamare a raccolta la società italiana sulle idee e sulle proposte per cambiare l’Italia e renderla più verde, giusta e competitiva”. Tra i temi sui quali si può intervenire ed offrire il proprio contributo c’è quello dello sviluppo sostenibile.

Noi di impakter.it siamo il primo magazine in Italia che da tempo si occupa della questione e lo facciamo in collaborazione con impakter.com, un gigante in questo senso dei temi legati al futuro del pianeta.

Ed allora in attesa che il nuovo Parlamento europeo così tanto colorato di verde faccia sentire o meno il suo peso nelle scelte del Vecchio Continente sulla questione dello sviluppo sostenibile, è il momento di porsi una domanda centrale: è possibile un modello di sviluppo che rispetti l’ambiente?

La risposta è sì, a patto che tutti, ognuno di noi, faccia dal momento in cui legge questo post, la propria parte. E per tutti si intende dal singolo cittadino ai poteri forti: economici soprattutto, politici, istituzionali. Su Impkater.it abbiamo illustrato tutte le possibili facce della questione. Dai comportamenti che un singolo deve avere nella sua vita quotidiana perchè se ripetuti ogni giorno e moltiplicati per cento, mille, diecimila persone e via dicendo, già questi potrebbero essere un primo, fondamentale, passo verso il rispetto dell’ambiente e la base per lo sviluppo sostenibile.

Che è un concetto contrario a quanto l’umanità ha fatto fino ad oggi: sfruttare il pianeta. La Terra, lo spazio, gli altri esseri umani. Abbiamo illustrato cosa sta facendo l’ONU con l’Agenda 2030, raccontando alcuni dei 17 punti che la compongono e che sono la strada guida per il mondo verso un ambiente più sano, pulito, ricco ed equo. Con dunque migliori opportunità per tutti.

Abbiamo anche scritto di grandi e piccole aziende che si sono incamminate sul sentiero della sostenibilità: perché hanno capito che può essere un affare o perché gli è stato imposto o perchè non potevano più fare diversamente. Poco importa la motivazione – anche se fino ad un certo punto –  ci sono e ci stanno provando con impegno.

E poi i vari settori della nostra vita che devono cambiare radicalmente il loro modo di operare sui mercati e nella produzione: la tecnologia, l’agricoltura, la grande industria, la distribuzione, la questione dell’acqua che è un bene primario che è sempre meno disponibile per la maggior parte degli abitanti del nostro pianeta, i trasporti, le nuove città. La salute.  L’economia che deve diventare circolare.

L’aria e la sua pulizia con la riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti:”sei – sette milioni di morti premature e circa 5.000 miliardi di dollari in perdite economiche ogni anno” come abbiamo scritto qui.

Tornando alla domanda iniziale: tutto questo si può fare? Sì. Come?

Bisogna capire ed agire in base ad alcuni principi. Smettere di avvelenare l’aria, l’acqua, il terreno, smettere di sfruttare in modo intensivo come è stato fatto fino ad oggi le risorse del pianeta non vuol dire impoverirsi. Al contrario. Vuol dire orientare l’economia del mondo verso altre forme di profitti che siano però distribuiti più equamente.

Non è una visione del mondo perfetta nella quale ognuno diventa ricco o benestante: è una visione che  garantisce un futuro più sano, restituisce una economia competitiva e che comprende tutti.

L’obiettivo è il progresso sociale ed ecologico, una giustizia ambientale che tenga conto delle ricadute sulla vita delle persone. Questo se vogliamo evitare che i costi ricadano sulle spalle dei più fragili e meno protetti.

Di più: lo sviluppo sostenibile è una straordinaria opportunità di innovazione e competitività : posti di lavoro in settori e mondi produttivi anche diversi da quelli conosciuti. Le smart city, il riassetto idrogeologico, la sicurezza dei prodotti agroalimentari (conoscendone l’origine ed il percorso che fanno per arrivare sulla nostra tavola), la ricerca contro nuove malattie prodotte dall’inquinamento, allo smaltimento dei rifiuti.

 

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup