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Sviluppo sostenibile nella Città Metropolitana di Torino: ecco l’Agenda

Sviluppo sostenibile nella Città Metropolitana di Torino: è stata presentata l’Agenda che guiderà le azioni concrete dell’amministrazione piemontese verso l’obiettivo di tradurre sul territorio i 17 Sdgs dell’Agenda Onu 2030.

Ad Impakter Italia ne ha parlato Barbara Azzarà, consigliera di Città metropolitana di Torino delegata all’Ambiente dunque in prima persona interessata ed impegnata che le cose nel futuro vadano nella direzione indicata. Ma prima delle sue parole, un cenno sulla Città Metropolitana di Torino che, esattamente come le altre, è un ente territoriale di area vasta, di secondo livello che in base alla legge 56 del 2014, dal 1°gennaio dell’anno successivo ha sostituito le province. La Città Metropolitana di Torino comprende 312 comuni  ed ha una superficie di 6827 km², che la rende la città metropolitana più estesa d’Italia ed anche l’unica a confinare con un Paese straniero, la Francia.

Il nostrto territorio – dice la Azzarà – è diviso in 11 aree omogenee (4 sono nell’area metropolitana di Torino, le rimanenti nei territori montani, collinari e di pianura esterni alla suddetta area,ndr)  il che significa che la Commissione che ha lavorato e provveduto a questa divisione ha tenuto conto dell’identità storica, territoriale, sociale ed economica delle singole realtà ed ha considerato altri parametri, come l’organizzazione dei servizi pubblici”.

L’Agenda per lo sviluppo sostenibile di Torino Metropoli

Il lavoro di definizione dell’Agenda è durato più di un anno, a luglio del 2020 abbiamo presentato il cronoprogramma – ci racconta Barbara Azzarà – ed il primo passo da fare è quello di inserire l’Agenda all’interno del Piano strategico della città metropolitana. Perchè le due cose non possono camminare da sole ma devono integrarsi. Quindi per noi è importante adattare l’Agenda a quanto già operativo del Piano, dobbiamo stabilire dei punti di contatto sul territorio per creare una rete grazie alla quale stabilire insieme gli obiettivi di crescita. E poi è necessario stabilire una connessione con le altre città metropolitane come Milano, Genova e Venezia”.

Cos’è il programma A.A.P. VER?

Il rapporto con le scuole è molto importante ed il dialogo con i giovani su questi temi lo è altrettanto. Il nome del programma si traduce con Apprendere Per Produrre Verde e si concretizza nel mettere in contatto da subito il sistema produttivo green, pubblico e privato con i ragazzi della scuola, fornendo loro una formazione nei settori agricolo/forestale, manifatturiero, dell’energia e dei servizi ambientali, commerciale, di ristorazione, alberghiero, culturale, delle istituzioni pubbliche di governo e governance e di quelle scolastiche, della formazione, e della ricerca e delle attività professionali nell’ambito dell’edilizia, urbanistica, design e gestione del territorio. Ci sono circa 90 aziende del nostro territorio che partecipano a questo programma e che contribuiscono alla creazione di una visione green dei ragazzi che sia poi spendibile da subito dopo la scuola nel mondo del lavoro. La sensibilità dei giovani è un motore che ancora, ovviamente, fatica a camminare da solo, ma è una riserva inesauribile che non dobbiamo sprecare”.

Barbara Azzarà – consigliera di Città metropolitana di Torino delegata all’Ambiente

Quali sono le caratteristiche naturali di Torino metropoli?

A parte il mare abbiamo tutte le componenti degli ambienti della natura. Tra queste due in particolare sono per noi di estremo interesse: i fiumi ed i parchi. Abbiamo stipulato un accordo con la Protezione Civile e con l’Anci – e siamo i primi ad averlo fatto – per la formazione dei dirigenti che si occueranno dei fiume. Abbiamo dei buoni patti di fiume (protocollo giuridico per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d’acqua,ndr) , ci sono in atto buone pratiche di gestione dei territori e stiamo lavorando alla domanda di istituzione del Parco dei 5 Laghi di Ivrea. A questo proposito e rispetto a quanto penso sulla sensibilità dei giovani, circa un anno fa quando ad un convengo con le scuole superiori mi sono trovata a raccontare proprio questa iniziativa i circa 400 ragazzi in sala mi hanno interrotto con un quarto d’ora di applausi, che mi ha sorpreso ma anche fatto molto piacere. Il nostro obiettivo principale è realizzare progetti in cui i Comuni siano protagonisti”.

Uno dei 5 Laghi di Ivrea- @FB ProLoco Cascinette d’Ivrea

Luca Sardo di Fridays For Future ci ha parlato di una idea: perchè non sperimentare a Torino i trasporti pubblici gratis magari per gli studenti? Si può fare?

Magari – risponde la Azzarà – so bene delle esperienze a cui si riferisce Sardo ma so anche che la situazione almeno nella città di Torino per il momento non dà modo di pensare a nulla del genere. Perchè prima di tutto mancano i mezzi: cioè gli autobus. Stiamo ricostruendo dalle fondamenta l’azienda dei trasporti pubblici, la GTT, ed è un processo lungo e dispendioso. Stiamo accelerando per la realizzazione della metro 2 ed abbiamo riempito la città di piste ciclabili messe in rete con un criterio; i controviali sono a velocità limitata. Non dobbiamo dimenticare che la città non ha una tangenziale ad anello, c’è solo una parte. Esiste un sistema di sharing che va dal monopattino alla macchina e poi alla metro perchi deve raggiungere il centro. Il fatto che Torino sia una città adatta alle bici o ai monopattini o alle passeggiata non vuol dire che sia semplice costruire un sistema di trasporti“.

Quale può essere un problema dell’Agenda della Città Metropolitana?

La sua duttilitàparlo dell’Agenda ONU 2030 –  è allo stesso tempo il grande valore aggiunto perchè si può adattare al proprio contesto ed inserire in qualcosa di già esistente migliorando o integrando alcune cose. Dall’altra parte c’è la questione del confronto: quella stessa duttilità può portare  soggetti diversi a fare le cose in modo troppo diverso. Ma secondo me con un filo rosso che leghi tutto insieme si risvolve tutto“.

 

 

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