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donne and sostenibilità

Sviluppo sostenibile e questione femminile

La questione femminile. Sviluppo sostenibile senza donne? Impossibile. Magari il titolo sembra banale perché le donne sono la metà degli esseri umani sul pianeta Terra. E tutti gli esseri umani dovrebbero contribuire alla sostenibilità. No il titolo vuol dire un’altra cosa: senza una maggior attenzione al mondo femminile, senza un loro maggior potere decisionale e senza una diversa sensibilità alle loro attività, non si va da nessuna parte.

Oltre la questione filosofica anche alcuni numeri dimostrano la superiorità delle genere femminile sulla questione dello sviluppo sostenibile. Uno in particolare, tra quelli riportati dalla Commissione europea dice che il 77% delle donne che lavorano che riescono a risparmiare e magari anche ad  investire, e ritiene che i temi legati all’ambiente, al sociale, all’economia (i pilastri dello sviluppo sostenibile) siano assolutamente centrali, anzi i più importanti nel mondo di oggi. E, di più, sono assolutamente convinte della necessità e dell’utilità di investire seguendo i principi Environmental, Social, Governance (ESG) cioè in quelle attività legate all’investimento responsabile.

Nessuno quindi può essere miglior protagonista, motore ed azionista del cambiamento verso lo sviluppo sostenibile delle donne, anche per quanto riguarda la finanza verde. Insomma la questione femminile è decisiva.

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@piqsels.com

Cosa manca?

Prima di tutto bisogna mettere a posto altri numeri che indicano una differenza di trattamento ed una distanza tra modo maschile e  femminile (il gender gap) che non ha ragione di esistere. Sempre secondo la Commissione europea, nei Paesi membri dell’unione il salario orario è in media inferiore a quello degli uomini del 16%.  Il 67% delle donne europee ha un’occupazione a fronte del 78% della popolazione maschile. Le pensioni femminili? Più basse del 30,1 per cento.

Abbiamo ampiamente dimostrato come le tematiche sostenibili siano molto più vicine al modo di agire del mondo femminile. E anche la conoscenza dei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) risulta più forte tra le donne che tra gli uomini. Non si tratta di una gara, ma di un modo per continuare a sottolineare il fatto che, senza uno sforzo deciso per colmare il gender gap e il financial education gap, non può esserci sostenibilità”. Lo ha spiegato Francesco Bicciato, segretario generale del Forum per la finanza sostenibile.

Un modo per spiegare come e perché è stata necessaria la definizione di una strategia comunitaria per la parità di genere 2020-2025: obiettivi politici e azioni concrete per fare dei veri passi in avanti e perseguire Obiettivi di sviluppo sostenibile nelle Nazioni Unite

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