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Superbonus

Superbonus, “Una rivoluzione edilizia, ma serve chiarezza”

Una novità importante per accelerare sull’efficientamento energetico. Ma ancora usata troppo poco per realizzare un cambiamento reale. Per una concomitanza di fattori. Il Superbonus 110 prevede la copertura del 110% delle spese per vari ambiti di intervento. Spiega l’Agenzia delle Entrate: l’agevolazione riguarda “efficienza energetica, interventi antisismici, installazione di impianti fotovoltaici o infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici”.

Insomma, un rinnovamento per ottimizzare l’impiego di energia nelle abitazioni è una misura molto apprezzata, introdotta dal precedente governo. Il problema è che sono solo 1.700 pratiche quelle portate avanti nel 2020, con 200 milioni di euro di lavori previsti. In pratica lo 0,4% del giro d’affari nel settore edilizia, stimato da Ance in 42 miliardi di euro. Fabio Vidotto, tra i massimi esperti in Italia e fondatore del network di professionisti DetrazioniFacili.it, spiega cosa bisogna fare in questa intervista a Impakter Italia.

Fabio Vidotto

Fabio Vidotto

Qual è stato limite finora?
In realtà finora abbiamo visto solo la punta dell’iceberg, dal momento che siamo all’inizio del percorso. Siamo purtroppo partiti in ritardo, a causa dei decreti attuativi usciti solo lo scorso ottobre, rispetto alla possibilità di effettuare spese già a luglio.

In alcuni casi c’è chi lamenta una eccessiva complessità burocratica…
C’è un’incertezza normativa che ha allungato i tempi per l’avvio delle pratiche, presentate tra l’altro in autunno e in inverno. Sono stagioni in cui i cantieri possono partire solo in maniera limitata. Quindi ci si aspetta assolutamente in questa primavera un enorme rilancio dell’economia nel mondo dell’edilizia, con una crescita esponenziale di cantieri operativi.

Come bisogna cambiare passo in attesa dei prossimi mesi?
La rivoluzione che sta portando il Superbonus nell’edilizia merita una certezza normativa, una certezza di risposte, chiarimenti ufficiali. Basta quindi con le modifiche  per andare incontro a richieste di parte.

Cosa può comportare il dibattito sulla transizione ecologica, per cui è stato previsto un apposito Ministero nel nuovo governo ?
Quello che ci aspettiamo tutti, che chiediamo a gran voce, è di certo una proroga del Superbonus fino almeno al 2023-2024. Serve per poter accompagnare i clienti, i proprietari delle case, ma anche tutte le imprese e i professionisti che si stanno organizzando in maniera strutturata, a raggiungere l’obiettivo comune di poter riqualificare il Paese in maniera importante.

E nell’ottica del Recovery plan?
Ci aspettiamo risposte anche dall’Unione europea. Siamo sicuri che la strada da percorrere sia quella di un’economia green, dell’abbattimento dei consumi per il futuro nostro e delle generazioni che verranno.

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