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Una minaccia per la sicurezza alimentare

Suolo al centro della sostenibilità. Lo scorso 5 dicembre la giornata mondiale del suolo è giunta al suo sesto appuntamento annuale. Un evento che mira a far convogliare l’attenzione di istituzioni e opinione pubblica sull’importanza della sua buona salute per progettare un nuovo futuro, all’insegna della sostenibilità. Il suolo è dove inizia il ciclo della maggior parte del nostro cibo. Eppure, ogni anno una parte di questo bene comune di inestimabile valore va perso, oppure viene reso inutilizzabile ai fini di una alimentazione sana. La causa principale è nota: le città in espansione. La progressiva diminuzione e la cattiva salute di una sempre maggiore quota di terreno rappresentano una delle maggiori minacce alla sicurezza alimentare globale.

E il suolo è un ambiente con un equilibrio assai delicato.  “I nostri terreni sono costituiti da una miriade di organismi non visibili ad occhio nudo, microrganismi come nematodi, batteri e funghi e microrganismi come insetti, acari o lombrichi, per citarne solo alcuni. Un cucchiaino di terriccio contiene in genere una vasta gamma di specie diverse e miliardi di microrganismi “, afferma Age Tanja, agronoma e ricercatrice. Questi diversi organismi interagiscono tra loro, con piante e animali nell’ecosistema, formando una complessa rete di attività da cui dipende la salute del suolo.

Non solo cibo: il suolo è un argine ai cambiamenti climatici e inquinamento

Oltre a essere il fondamento della catena alimentare terrestre, il suolo combatte e aiuta ad adattarsi ai cambiamenti climatici. Questo perché gioca un ruolo significativo nel ciclo del carbonio, immagazzinandone enormi quantità. I terreni gestiti mediante pratiche sostenibili vedono incrementare la propria salute. Un suolo più sano è anche un suolo più performante.

Questo sequestrerà più carbonio dall’atmosfera, contribuendo così in modo più efficace ad abbattere le emissioni globali di CO2, di quanto non sia possibile mediante l’impiego di pratiche agricole e forestali convenzionali. Inoltre, una gestione più sostenibile del suolo potrebbe produrre fino al 58% di cibo in più.

Il ruolo degli investimenti

Nel settembre 2020, la Banca Mondiale (WB), The Nature Conservancy (TNC), il segretariato esecutivo 4 per 1000, il Programma di ricerca CGIAR sui cambiamenti climatici, l’agricoltura e la sicurezza alimentare (CCAFS) e Meridian Institute, hanno organizzato un evento in cui un gruppo di esperti ha discusso su come migliorare i metodi di contabilizzazione del carbonio nel suolo. Lo scopo è implementare metodi innovativi che consentano di supportare, con sempre maggiore efficacia, gli investimenti in realtà attive nella salvaguardia della salute del suolo e nello stoccaggio del carbonio.

I partecipanti hanno esaminato metodologie emergenti e tecnologie d’avanguardia. Agli scienziati gli investitori chiedono in primis un approccio il più possibile standardizzato alla contabilità del carbonio nel suolo. Poi, procedure accurate e costi accessibili. Da un punti di vista scientifico questa è la sfida più importante.

Tratto da Impakter.com.

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