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Sprechi alimentari: tre esempi concreti

Sprechi alimentari. Ecco tre esempi concreti di come sia possibile e relativamente semplice “salvare” 940 miliardi di dollari all’anno.

Gli sprechi alimentari sono un salasso per l’economia

La perdita e lo spreco di cibo drenano ogni anno 940 miliardi di dollari dall’economia globale.  Ma non solo. In questo modo viene sprecato un quarto di tutta l’acqua utilizzata dall’agricoltura. Inoltre vengono emessi inutilmente gas serra pari all’8% delle emissioni globali. Il settore privato, con il sostegno dei governi e dei partner non governativi, può cambiare questa situazione. Ridurre perdita e sprechi alimentari è una via obbligata per raggiungere alcuni cruciali obiettivi della agenda 2030: ridurre la povertà, migliorare la nutrizione e intraprendere azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici.

Un obiettivo a portata di mano, basta volerlo.

Uno studio pubblicato questo mese ha preso in esame tre catene di approvvigionamento: prodotti lattiero-caseari in Kenya, cereali in Tanzania e pomodori in Nigeria. Quello che è emerso è incoraggiante. Ridurre la perdita di cibo in queste catene di approvvigionamento non solo è possibile, ma è anche relativamente a portata di mano. Ecco tre esempi concreti.

Prodotti lattiero-caseari in Kenya

Il Kenya è il maggiore consumatore pro capite di latte in Africa, ma la natura rurale e su piccola scala della produzione ne rende difficile la commercializzazione. Ecco com’è possibile ottenere un adeguato livello di igiene nella produzione, evitare il deterioramento e la perdita del prodotto: introdurre dispositivi di raffreddamento  e formare gli agricoltori locali.

Si tratterebbe di un investimento con un tasso interno di rendimento (IRR) annuale di circa il 300% in cinque anni. Un singolo apparecchio nel corso della sua durata contribuirebbe a  ridurre le emissioni di CO2 di oltre 1.000 tonnellate. Ossia il consumo di 426.000 litri di benzina.

Cereali in Tanzania

Il mais, una coltura di base per molti agricoltori africani. In Tanzania è fortemente dipendente dalla pioggia. Al momento del raccolto, il prezzo del mais e di altri cereali sul mercato è molto basso poiché a causa dell’inondazione. Tuttavia molti agricoltori sono obbligati a vendere perché non dispongono di adeguati sistemi di stoccaggio.In queste condizioni, insetti, roditori e umidità causano elevate perdite di cibo. L’introduzione di sacchetti sigillati ermeticamente – che costano circa 2 dollari per sacchetto – rappresenta una soluzione semplice e accessibile. I sacchetti riducono la perdita post-raccolta dal 14% a meno dell’1%.

Pomodori in Nigeria

I pomodori sono un’importante fonte di vitamine in Nigeria. Tuttavia, i pomodori percorrono una distanza media di 1.225 chilometri dalle regioni produttrici del Nord al principale mercato di consumo di Lagos. Ciò comporta una perdita media del 41% di tutta la produzione, solo nel trasporto. Una semplice soluzione tecnologica, che trasporta pomodori in cassette di plastica anziché cestini intrecciati, riduce le perdite durante il trasporto dal 41% al 5% e genera un IRR mensile del 34% nell’arco di sette mesi.

Articolo tratto da Impakter.com.

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