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Agricoltura riduzione spreco

Sprechi alimentari: la piattaforma per salvare ambiente e salute

Una piattaforma digitale per migliorare l’agricoltura. E quindi tutelare la salute e l’ambiente. Il Food system dashboard nasce con un obiettivo ambizioso: condividere le informazioni e osservare le dinamiche sui sistemi alimentari, esaminando eventuali progressi e valutando le misure correttive sugli sprechi, livello di emissioni di gas serra, sicurezza alimentare e produttività agricola. E insieme a questi, ci sono molti altri elementi. Perché la stella polare resta il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, fissati dall’Onu per il 2030.

Il progetto è nato dall’unione degli sforzi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), The Global Alliance for Improved Nutrition (GAIN) e The Johns Hopkins Alliance for a Healthier World, con il coinvolgimento di varie università statunitensi. “La piattaforma è aperta a tutti e agevolerà la necessaria collaborazione per trasformare i nostri sistemi alimentari”, ha dichiarato il direttore generale della Fao, Qu Dongyu. “Con le minacce e le opportunità portate alla luce dal Covid-19 – ha aggiunto il numero uno dell’Agenzia Onu – è necessaria una maggiore collaborazione tra le parti interessate che hanno a cuore la fame, la nutrizione, i mezzi di sussistenza, il clima, la biodiversità e l’uso sostenibile delle risorse naturali”. Il sistema analitico si basa su 170 fonti che forniscono un quadro di insieme, all’insegna dell’open source.

Come funziona la piattaforma sull’agricoltura e contro gli sprechi alimentari

Agricoltura sistemi alimentari

Ma in cosa consiste questa piattaforma? Nella pratica ogni utente, in particolare gli esperti del settore, può visualizzare informazioni di vario tipo, tra cui l’impatto delle emissioni nella produzione agricola. In questo senso, per esempio, si scopre che l’Italia ha fatto qualche passo in avanti rispetto alla CO2 immessa nell’atmosfera e al consumo di suolo riducendo l’indice da 436, nel 2011, a 370, nel 2016 (ultimo anno di riferimento disponibile). Con un valore che comunque resta più alto in confronto alla media dell’Europa meridionale. Nel merito della produzione, poi, emerge che l’agricoltura italiana, dal 2000 al 2017, ha aumentato la quota di sprechi di verdure (dall’11% al 12%). Tuttavia, ha ridotto quelli su frutta (dal 4% al 3,3%) e legumi (da 2,4% a 1,9%).

E non ci sono solo informazioni relative alla produzione di cibo. La piattaforma rende noti anche altri elementi. Un dato interessante, tra i tanti, riguarda il consumo di bibite gassate tra bambini e adolescenti: in Italia il tasso è al 16%, un punto in meno rispetto al Sud Europa, e molto al di sotto della media mondiale (24%).

Nella lettura delle statistiche si scopre che dal 2000 al 2017 è calato il consumo giornaliero pro capite di frutta (da 401 grammi a 311 a persona) e di verdura (da 539 a 359 grammi a persona). Sostanzialmente stabile il consumo di legumi, che va da 15 a 14 grammi. Mentre c’è stato un balzo per il consumo di pesce, da 62 a 82 grammi in 17 anni. Inoltre, scorrendo sulla pagina si scopre che dal 2011 al 2015 è diminuita l’incidenza dell’ipertensione sia nella popolazione maschile (dal 28% al 25%) che femminile (dal 19% al 17%). In sintesi: una miniera di notizie e numeri preziosi anche per il sistema sanitario.

Gli obiettivi del sistema contro gli sprechi alimentari

“La piattaforma ha il potenziale di dimezzare il tempo necessario per raccogliere dati importanti”, ha spiegato il direttore esecutivo del Gain e vincitore del Premio Mondiale per l’Alimentazione, Lawrence Haddad. In questo modo vengono aiutate “le agenzie pubbliche e gli enti privati a intuire più rapidamente le tre D”. Che stanno per Descrizione dei sistemi alimentari nazionali, Diagnostica per disciplinare le aree di intervento, e Decidere come intervenire.

Jessica Fanzo, direttrice del programma Politiche ed etiche globali per l’alimentazione della Johns Hopkins, ha inoltre evidenziato: “Visto il livello di complessità e le interconnessioni inerenti ai sistemi alimentari, era davvero importante per noi che i dati fossero presentati in modo da poter essere facilmente utilizzabili ed è quello che fa la piattaforma. Ora le autorità hanno facile accesso sia ai dati che a specifici consigli strategici per la loro situazione”.

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