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Spighe Verdi: ruralità sostenibile, quali sono i Comuni virtuosi in Italia

L’unione tra ruralità e sostenibilità. Così è nato, nel 2006, Spighe Verdi, il riconoscimento nazionale della FEE Italia, Foundation for Environmental Education, pensato per promuovere lo sviluppo rurale sostenibile. Ed è stata un’intuizione che oggi può essere definita pioneristica, alla luce dei 17 Sdgs fissati dalle Nazioni Unite. Ma ci cosa stiamo parlando? Si tratta di una certificazione sottoposta alla valutazione di una commissione nazionale tra tecnici esperti provenienti da enti pubblici e privati.

A conferire l’attestazione di sostenibilità sono il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il Corpo Forestale dello Stato, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, il Consiglio Nazionale delle Ricerche, Confagricoltura e la FEE Italia, per l’appunto. Da Nord a Sud, aumentano i Comuni che ambiscono a rientrare tra le Spighe Verdi.

Sono 46 i Comuni premiati per un modello virtuoso di sostenibilità

A oggi, sono 46 Comuni virtuosi. Si tratta di amministrazioni impegnate nel percorso di miglioramento per tagliare il traguardo della sostenibilità. Il tutto seguendo una stella parola: tenere in contatto le Istituzioni e le realtà agricole del territorio, le imprese agricole, infatti, hanno un ruolo fondamentale nella sua tutela e valorizzazione in chiave di sostenibilità.

Quest’anno, la Fee Italia (Foundation for Environmental Education) e Confagricoltura assegnano ben 46 Spighe Verdi. Perdono l’assegnazione del conferimento di qualità 4 comuni. Ma si avanti altri 8 (Bisceglie (Puglia), Monforte d’Alba (Piemonte), Rivodutri (Lazio), Roccagorga (Lazio), Santa Maria del Cedro (Calabria), Sant’Alessio con Vialone (Lombardia), Sellia (Calabria) e Todi (Umbria). Non sono invece più Spighe Verdi Alba (Piemonte), Anguillara Sabazia (Lazio), Cavareno (Trentino Alto Adige) e Vicoforte (Piemonte)) delle 13 regioni assegnatarie.

Le due regioni con il maggior numero di riconoscimenti sono Marche e Toscana, con 6 località pro capite: Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana, della provincia marchigiana, Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona per la regione toscana. Seguono la Campania con Agropoli, Ascea, Massa Lubrense, Positano, Pisciotta, poi Lazio con Canale Monterano, Gaeta, Pontinia, Rivodutri, Roccagorga, il Piemonte con Monforte d’Alba, Pralormo, Santo Stefano Belbo, Canelli e Volpedo e la Puglia con Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Ostuni.

Tre Spighe per Abruzzo (Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Tortoreto), Calabria (Santa Maria del Cedro, Sellia, Trebisacce) e Veneto (Caorle, Montagnana, Porto Tolle). In Umbria, a conseguire tale riconoscimento sono Montefalco, già nel novero di uno dei borghi più belli d’Italia e Todi. Una sola Spiga per Liguria (Lavagna), Lombardia (Sant’Alessio con Vialone) e in Sicilia (Ragusa).

Quattro slogan per quattro parametri progettuali da costruire

Paesaggio ambiente agricoltura

Foto di Lars_Nissen da Pixabay

I parametri, stabiliti dalla Fee, si basano su tre macroaree tematiche importanti: ambiente, qualità della vita e agricoltura. Gli standard progettuali da inseguire sono riassunti in quattro direttrici fondamentali. Il primo: tutelare e valorizzare il paesaggio rurale per rafforzare una definita identità culturale. Importante, poi, educare le generazioni futuro al valore della sostenibilità e all’acquisizione di un sentimento di appartenenza per la riconoscibilità. E ancora: creare dei processi orientato ai punti nevralgici del progetto della Fee, coinvolgendo soprattutto le comunità locali. Infine, per uno sviluppo rurale, è necessario promuovere un’agricoltura sostenibile e condurre un processo di tutela della biodiversità territoriale.

Spighe Verdi, un modello di sviluppo rurale

Spighe Verdi è insomma il programma per lo sviluppo rurale sostenibile. Nel dettaglio, si rivolge ai Comuni che intendono valorizzare e investire sul proprio patrimonio rurale, migliorando le buone pratiche ambientali. Nel rapporto che si crea tra Comune, agricoltori e comunità locale risiede il successo di Spighe Verdi, un programma flessibile e adattabile per promuovere buone pratiche ambientali in diversi contesti territoriali. Nel programma Spighe Verdi, è centrale il ruolo dell’agricoltura nella difesa del paesaggio, nella tutela della biodiversità e nella produzione di alimenti di qualità. Il Comune, per ottenere la certificazione e il marchio Spiga Verde, deve autocandidarsi seguendo un protocollo in cui è prevista la rispondenza a criteri contenuti in diverse aree tematiche (acqua, energia, agricoltura, rifiuti, assetto urbanistico, tutela del paesaggio, ecc.). La candidatura è volontaria e gratuita e viene valutata da una Commissione di Valutazione nazionale che riunisce esperti provenienti da diversi enti pubblici e privati.

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