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SOKO: come unire fashion e sviluppo sostenibile

SOKO è un’azienda keniota che mette insieme fashion, profitto e sviluppo sostenibile in tutte le sue declinazioni. Come ci riesce? Eccovi la risposta.

Che cos’è SOKO

SOKO è un marchio di abbigliamento che lavora con artigiani kenioti per creare e commercializzare in modo sostenibile accessori di moda fatti a mano. Ha sede a Rukinga Wildlife Sanctuary, in Kenya. L’azienda connette e coordina una rete di piccole realtà artigiane individuali o gestione familiare, fornendo loro il know-how necessario per per costruire le loro attività, migliorare la loro capacità produttiva e aumentare in modo sostenibile il reddito di chi ci lavora. Quando possibile, gli artigiani della rete SOKO utilizzano materiali di provenienza locale ed eco-compatibili, come ottone riciclato e corno di mucca e osso rigenerati. In questo modo SOKO centra diversi obiettivi dell’agenda 2030 dell’ONU. Dalla lotta alla povertà (goal 1) alla promozione di lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8), dall’attuazione di un consumo e produzione responsabili (goal 12) alla realizzazione della parità di genere (goal 5). L’azienda infatti punta molto sulle donne, investendo nella formazione di personale femminile, a cui spesso sono destinati incarichi di alta responsabilità.

Il segreto del successo di SOKO

A dimostrazione che sviluppo sostenibile non significa (come alcuni denigratori vorrebbero dare a intendere) una sorta di “tardo-ambientalismo”, vediamo che il segreto del modus operandi di SOKO è basato sulle nuove tecnologie. Infatti, il fulcro di questa innovativa politica aziendale è la creazione di app che connette i singoli artigiani con le opportunità di mercato su piazza, orientando l’offerta verso la domanda, in modo capillare e responsabile. Tecnicamente SOKO crea una “fabbrica virtuale” attraverso che consente agli artigiani a intercettare clienti, monitorare pagamenti e eseguire in modo efficiente le consegne. In questo modo le piccole aziende locali possono affacciarsi sul famelico mercato globale con una sorta di ombrello protettivo.

Sviluppo sostenibile per spezzare il tradizionale modello di produzione

Kotsanai “Kaye” Matereke, chief operations officer di SOKO, afferma che “sin dall’inizio, la missione di SOKO è stata quella di interrompere il tradizionale modello di produzione e commercializzazione che promuove la produzione centralizzata, marginalizzando i piccoli gruppi artigiani. Kotsanai “Kaye” Matereke, chief operations officer di SOKO, afferma che “sin dall’inizio, la missione di SOKO è stata quella di interrompere il tradizionale modello di produzione e commercializzazione che promuove la produzione centralizzata, marginalizzando i piccoli gruppi artigiani”. Matereke elegge a modello a cui ispirarsi Patagonia, colosso mondiale di capi di abbigliamento che ha fatto dello sviluppo sostenibile il perno della propria politica aziendale. Ne abbiamo parlato in precedente articolo: Vincent Stanley: fare lobbyng per la sostenibilità!

Mauro Pasquini

Tratto dall’articolo originale Ethical Fashion Accessories That Incorporate the Sustainable Development Goals presente su Impakter.com.

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