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Smart city smart tourism

Smart tourism nelle smart city: il turismo del domani

Non c’è da sorprendersi se, per le ferie di quest’anno, pare proprio che si resti in città. Pochi saranno gli spostamenti concessi, con altrettante restrizioni preventive e precauzionali che ci faranno percorrere il perimetro di popolosi quartieri e di circostanti comuni limitrofi, in lungo e in largo, scoprendone ogni suo angolo, proprio come recarsi a casa del vicino per omaggiarlo di una visita formale, e che mai si era andato a trovare. Ma questa volta si deve per necessità, ritrovandosi sorpresi in una piacevole attività di svago a quattro passi, proprio da casa nostra.

Ecco perché, quella che sembrava essere una mera visita di cortesia, si tramuta in tutt’altro, in un evento di carattere esperienziale. La dimensione urbana ha assunto in questi anni, con le nuove metodologie legate al digitale e in stretto contatto con la sostenibilità, di evidente impronta sociale, ambientale ed economica, un nuovo assetto identitario. Il punto è quindi: se la soluzione, per il futuro del turismo, fosse proprio la città, grazie a smart city e smart tourism?

Le città intelligenti nel progetto TemaLab

Sembra proprio che sia di un’attestata attualità, la celebre frase del filosofo Marcel Proust quando sosteneva che Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi, ed eccole qui, proprio davanti a noi le smart cities.

Foto di Tumisu da Pixabay

Quella che, in italiano, è una città intelligente non può essere definita esaustivamente in un’unica locuzione, ponendosi quest’ultima, come un recente esempio avveniristico di centro urbano, sorgente di sviluppo di servizi e caratteristiche di un modello turistico legato, paradossalmente, al concetto bandiera di questi tempi, la sostenibilità.  Tuttavia, i docenti e ricercatori del progetto TemaLab, laboratorio del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II di Napoli, si occupano di attività di ricerca, formazione e di supporto scientifico di sistemi applicativi di metodologie e tecniche in ambito territoriale. Nello specifico, si concentrano nella messa a punto di Sistemi Informativi Territoriali, esito delle loro attività di studio e ricerca, interconnessa alla mobilità sostenibile e ai processi di trasformazione urbana finalizzati ad un’eterogenea accessibilità.

Smart cities: criteri di definizione

Dopo lunghi anni di teorizzazione e di applicazione di queste progredite Polis 4.0, finalmente si è potuto giungere ad una sua esplicitazione eterogenea. Dall’esito degli studi internazionali sull’ European Smart City Project della Vienna University of Technology e della Mapping Smart Cities in the EU del Parlamento Europeo, si definisce smart city come una città capace di operare in modo efficace, attraverso, politiche ed azioni relative a sei diverse caratteristiche smart quali: enviroment, economy, living, people, mobilty, governance.

Gli indicatori, di natura sia quantitativa e sia qualitativa, possono esprimere al massimo, fattori insiti alla promozione del centro urbano inteso come epicentro turistico fondato sui valori all’accoglienza, della riappropriazione e del rafforzamento dell’identità territoriale attraverso processi partecipativi, e secondo i principi della sostenibilità. Con i seguenti criteri, dunque, ci sarà una consequenziale trasformazione dell’assetto urbano dello sviluppo lineare. Un’espressione di un continuo consumo di risorse sempre meno fruibili e rinnovabili, convertito in uno sviluppo circolare, sinonimo di riduzione dell’impatto ambientale con l’utilizzo delle materie prime, e di una implementazione di ITC tramite tecnostrutture migliorative reti elettriche, sistemi di trasporto, complessi urbani, attività produttive, i servizi di sanità, istruzione, pubblica amministrazione, all’interno di mercati internazionali e persino del turismo.

Foto di Tumisu da Pixabay

Le Polis 4.0 come modello di smart tourism

A proporre un modello teorico di smart tourism per queste Polis 4.0, fu proprio Germann Molz Jennie, autore di numerosi titoli dedicati alla mobilità, al turismo, al cosmopolitismo e alla tecnologia e ricercatore presso il dipartimento di Sociologia del College ‘Holy Cross’ in Massachusetts. Molz Jennie ha indicato quattro criteri  da dover attuare: l’utilizzo di apparecchi smart, necessariamente mobili e connessi ad Internet, capaci di geolocalizzazione geografica e di utilizzo di informazioni con App e QR-Code; utenti co-produttori attivi e non semplicemente consumatori; l’interazione attivo-comunicativa con la popolazione locale o con altri turisti presenti nella medesima destinazione; una ponderata adesione alla consapevolezza verso la società ospitante e miglioramento della sostenibilità in campo sociale e ambientale.

Nonostante siano molti i centro pionieri che del concetto smart della tecnologia hanno fatto la loro arma vincente per il copioso flusso di turisti e business men, come Singapore, Tokyo, Amsterdam, Stoccolma, Malaga e tante altre città fuori confine, all’interno dello Stivale, Bologna, Torino, Firenze, Milano, Roma e le più recenti Lecce e Napoli, sono solo alcune delle città che hanno deciso di convertire i propri residenti in autentici smart citizen.

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