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Skill mismatch: le gravi conseguenze, sulle persone e sull’economia

Skill mismatch. Cos’è. Quali sono le cause e le gravi conseguenze, sulle persone e sull’economia del nostro paese, di questo fenomeno in cui l’Italia detiene il triste primato nella UE.,

Da dove arriva lo skill mismatch

Lo Skill mismatch è il gap tra le competenze acquisite e quelle richieste in ambito lavorativo. Trattasi di una piaga economica e sociale le cui radici affondano nell’arretratezza e nella mancanza di riforme che affliggono il mercato del lavoro, nel nostro paese in particolare. Quando si parla di riformare il mercato del lavoro subito si pensa ai salari, all’orario, alla sicurezza e alle varie forme di protezione sociale del lavoratore. Tutti aspetti cruciali dai quali dipende il livello di civiltà di una società. Ma una società deve sapersi evolvere, stare al passo col progresso tecnologico. Perché restare indietro significa perdere competitività. E senza competitività si riducono le drasticamente le chance di protezione del lavoratore.

Per questo motivo, in Italia abbiamo l’urgenza di riformare in primis il sistema della formazione: dall’istruzione primaria a quella superiore, dall’università ai vari percorsi di specializzazione avanzata. È necessario adeguare l’offerta formativa alle nuova domanda, in modo che il concetto di formazione non si riduca nella pratica alla mera creazione da un lato di stipendifici che si autoconservano in modo corporativo, e dall’altro di eserciti di disoccupati ultra titolati.

I dati drammatici dell’Italia

Partiamo dal dato, drammatico, della disoccupazione in Italia fra i laureati. Nella fascia di età 25-39 anni, si hanno l’8-13% di disoccupati. Impietoso il confronto con la Germania, dove le percentuali scendono a 2-4%. Massimo Anelli, economista dell’Università Bocconi di Milano, sostiene che, oltre alla crisi economica, le ragioni di questa situazione siano ampiamente legate “a scelte sbagliate, a un’informazione inadeguata sugli esiti lavorativi e retributivi delle diverse facoltà”. Si tratta quindi di un problema strutturale. Esiste una moltitudine di fattori, non legati a cicli economici, responsabili di un forte disallineamento tra le aspettative e la realtà. Grossolanamente ma non troppo, potremmo dire che le aspettative sono rimaste ferme al passato, mentre la realtà è andata avanti, molto avanti.

In parole povere, sformiamo troppi laureati in discipline umanistiche e troppo pochi in quelle scientifiche. Sempre prendendo come virtuoso termine di paragone la Germania, vediamo come i laureati in informatica, ingegneria ed economia siano molti di più che da noi. Viceversa, noi doppiamo i laureati tedeschi in scienze sociali e discipline umanistiche e artistiche.

Lavoratori over e under skilled

Come abbiamo già accennato, questo gap tra conoscenze acquisite dall’offerta formativa e requisiti richiesti dalla domanda professionale è definito brutalmente skill mismatch. Un fenomeno nel quale l’Italia detiene il triste primato UE, con il suo 17% di lavoratori non adeguatamente qualificati per il lavoro che svolgono.

Ma attenzione, quando si parla di qualificazione non adeguata, per comprendere il fenomeno per intero dovremmo parlare in realtà di formazione “non aderente” ai requisiti richiesti. Lo skill mismatch infatti non riguarda solo i lavoratori sotto qualificati, ma anche quelli troppo qualificati. Perché sfornare in gran numero laureati non rispondenti alla domanda lavorativa crea schiere di persone da una parte non collocabili nel moderno mondo del lavoro per carenza di conoscenze necessarie, e dall’altra destinate ad accettare lavori che richiedono competenze molto al di sotto di quelle acquisite. Nel primo caso si parla di lavoratori under skilled, nel secondo caso di lavoratori over skilled.

Le gravi conseguenze del fenomeno

E le conseguenze sulla persona sono in entrambi i casi nefaste. Un over skilled è destinato ad essere sottopagato in rapporto alle sue competenze. Un under skilled non riuscirà ad eseguire la propria mansione in modo adeguatamente performante. Ed ecco che per entrambi le tipologia di lavoratori si ha una forte riduzione della soddisfazione lavorativa. Il tutto si riflette negativamente sull’azienda. Un’azienda infatti vedrà complicarsi il processo di selezione e assunzione davanti a una platea di candidati under skilled. Mentre ne risentirà in termini di produttività per l’insoddisfazione di entrambi le tipologie in oggetto. Infine, la piaga della “fuga dei cervelli”, ossia degli under skilled, che colpisce gravemente l’intero sistema paese.