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antibiotici

Silvio Garattini:”Dobbiamo spiegare l’importanza dei vaccini ed educare”

Spiegare per informare. Impakter Italia è nato per questo: raccontare cos’è lo sviluppo sostenibile e tutto ciò che lo riguarda. Perché in tanti parlano di sostenibilità e dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030 ma in pochi sanno realmente di cosa si tratta e di come bisogna agire. Come nel caso dei vaccini anti Covid, ed entriamo nel raggio d’azione dell’obiettivo 3 di quell’Agenda “Salute e benessere” che al target 3.b recita :” Sostenere la ricerca e lo sviluppo di vaccini e farmaci per le malattie trasmissibili e non trasmissibili che colpiscono soprattutto i paesi in via di sviluppo,  fornire l’accesso ai farmaci essenziali e ai vaccini a prezzi accessibili, in conformità con la Dichiarazione di Doha sull’Accordo TRIPS e la salute pubblica, che afferma il diritto dei paesi in via di sviluppo ad utilizzare appieno le disposizioni dell’accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale in materia di flessibilità per proteggere la salute pubblica e, in particolare, di fornire l’accesso ai farmaci per tutti”.

Professor Silvio Garattini come mai in Italia c’è ancora tanta gente non vaccinata? Non si crede più alla scienza?

No non direi questo quanto piuttosto il fatto che c’è paura. Perché la conoscenza scientifica corretta non arriva. Ma arriva quella dei social come sappiamo che è zeppa di fake news. Come quelle di utilizzare l’idrossiclorochina o il paracetamolo. In proposito il Tar del Lazio ha bocciato la raccomandazione dell’agenzia del farmaco di essere prudenti nell’utilizzo di queste medicine per il trattamento del Covid, cosa che mi sembra incredibile. D’altronde noi abbiamo una cultura tradizionalmente letteraria e non scientifica. A scuola non si fa cultura scientifica, ma come si fa a spiegare come si deve la scienza, in questo caso la questione dei vaccini con la filosofia, la storia o altre materie? La scienza è una materia indipendente che però va insegnata. Tra i no vax ci sono diversi gruppi. Ci sono quelli che hanno paura. Ci sono quelli che intrinsecamente si sentono inattaccabili sulle loro convinzioni a prescindere da tutto. E ci sono quelli che usano la questione del vaccino per sfogare la loro rabbia contro il governo, la politica, il mondo, e via dicendo.”

Vaccino

@pixabay

Qual è la cosa più importante da spiegare in questo momento?

La cosa più importante da spiegare è che chi è vaccinato non ha patologie. E va spiegato tante volte ed in tanti modi diversi. Bisogna raccontare le differenze tra le varie contagiosità, che i contagiati che hanno fatto il vaccino hanno meno probabilità di essere contagiati. Il problema è che con questa mancanza di informazione quello che emerge all’attenzione della gente sono quei pochi casi di contagi, quei pochi casi di contagiati dopo il vaccino, quelle poche persone che hanno avuto conseguenze dopo la vaccinazione. Questi fanno notizia purtroppo non il fatto che il vaccino aiuta e protegge sia pure con una percentuale del 90%. Credo che il governo avrebbe dovuto dotarsi di uno staff di comunicatori esperti che ogni giorno, in ogni luogo del nostro Paese avrebbe dovuto raccontare e spiegare il metodo scientifico. Perché anche chi ha titoli per parlare di medicine, virus, infezioni non è detto che sappia comunicare, spiegare come è necessario fare in questi casi. Il Ministro della salute, chiunque esso sia, dovrebbe fare un corso di comunicazione come feci io tanti anni fa in America il giorno prima di un dibattito televisivo: mi tennero una giornata di spiegazioni su come si parla alla gente tramite la televisione”.

I no vax sono un problema per la comunità?

Lo sono perché – oltre ad essere circa 4 milioni di persone sopra i 50 ani senza vaccino –  si sommano ad altri problemi. Ai bambini non vaccinati, a quelli che non hanno avuto una risposta vaccinale sufficiente, alle paure ed alle reazioni cui accennavo prima. L’impiego e la necessità del vaccino non sono stati propagandati adeguatamente in modo tale da far capire a tutti che le cose potevano e possono andare diversamente”.

Professore una parola di speranza?

Certo la speranza la viviamo tutti i giorni ma dobbiamo stare attenti  che questa non generi cattive abitudini. La nostra speranza sarà tanto più forte ed avrà tant più successo quanto sapremo essere prudenti, rispettare le regole, la mascherina, l’igiene, il vaccino. Sono, per esempio, d’accordo con l’obbligo vaccinale per gli over 50 perché dobbiamo agire nel solco di quella prudenza di cui ho parlato”.

 

Il Prof.Silvio Garattini, è farmacologo di fama mondiale, fondatore dell’Istituto di Ricerce Farmacologiche Mario Negri di Milano.

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